“Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà al gruppo civico “Difendiamo il Quartiere Ferrovia”, bersaglio nei giorni scorsi di un attacco politico sconcertante da parte della sindaca di Foggia, che ha addirittura evocato l’ipotesi di procurato allarme nei confronti di cittadini che documentano, da anni e con rigore civico, il degrado e l’abbandono di una delle zone più delicate della città. È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni scelga di reagire con accuse e minacce piuttosto che con attenzione, rispetto e spirito collaborativo".
"Quando i cittadini si organizzano spontaneamente, raccolgono testimonianze, pubblicano immagini, propongono soluzioni e denunciano carenze evidenti nei servizi pubblici, non vanno zittiti, né screditati, men che meno intimiditi con riferimenti a ipotetici reati penali. La sindaca farebbe bene a rileggere il codice penale e, soprattutto, la Costituzione. Il procurato allarme è una cosa seria e non può essere strumentalizzato per colpire chi chiede decoro, sicurezza e servizi degni".
"Le segnalazioni del gruppo “Difendiamo il Quartiere Ferrovia” sono documentate, circostanziate, verificate. Parlano i fatti, parlano le immagini, parlano le condizioni in cui sono costretti a vivere i residenti. Chi denuncia il degrado non è un nemico della città: è la sua coscienza civile. La sindaca non deve rinunciare ad ascoltare chi da anni presidia il territorio e formula richieste precise e legittime. Ha scelto invece la strada dell’arroganza istituzionale e della retorica autoassolutoria. Un comportamento che offende non solo i promotori dell’iniziativa, ma l’intera cittadinanza attiva foggiana".
"Noi non ci stiamo. E lo diciamo con chiarezza: in democrazia non c’è posto per chi confonde la critica con l’eversione, la partecipazione con l’attacco politico, l’amore per la città con il disfattismo. Foggia ha bisogno di cittadini consapevoli, non di sudditi silenziosi. Siamo al fianco di chi non si arrende. Di chi resta. Di chi lotta. Di chi chiede solo di poter vivere con dignità nel proprio quartiere. E diciamo forte e chiaro: la libertà di parola e di denuncia non si tocca. E se chi si impegna per migliorare la città viene trattato come un intralcio, allora non stupiamoci se cresce l’astensionismo, se le persone si allontanano dalla politica, se la sfiducia diventa rassegnazione. La responsabilità è di chi spegne le voci, non di chi smette di parlare”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).