Le verità di Marchionni: "Con il pubblico presente credo che avremmo fatto la metà dei cinquanta punti conquistati"

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"Non esiste la riprova, ma non escludo che quest'anno con il pubblico presente questa squadra avrebbe fatto la metà dei cinquanta punti sin quì conquistati".Parole e musica diMarco Marchionni, che in una sortita in un salotto televisivo locale nella settimana cheha preceduto la trasferta diCastellammareha ammesso a chiare lettere quello che in tanti pensavano.E che non avevano il coraggio di ammettere.IlFoggiache accede aiplay-off, e che domenica sera alloZaccheriasi giocherà la settima poltrona, con la possibilità concreta di qualificarsi al secondo turno nella griglia degli spareggi-promozione, con ogni probabilità in altre condizioni ambientali avrebbe fatto cilecca. Al punto che non è da escludere che si sarebbe ritrovato a lottare nei quartieri bassi della classifica.L'ha detto il suo condottiero, e c'è da credergli, perché in una stagione che è stata davvero sui generis in tutti i sensi, e che i rossoneri hanno iniziato in ritardo rispetto a tutti gli avversari sarebbe stato complicato per tutti mettersi al passo e risalire la china così come hanno saputo fare con sorprendente luciditàGavazzie soci.Ecco perché nel tecnico delFoggiasi è insinuato malizioso il sospetto che, in una situazione di normalità, il percorso dei suoi ragazzi sarebbe stato di gran lunga più irto di difficoltà.Probabile, se si considera anche un dato che deve far riflettere: il bottino dei cinquanta punti racimolato sin quì intrentasetteturni si fonda suiventiseiconquistati lontano dalloZaccheriae suiventiquattroformato-import.E' risaputo infatti come il cammino della formazione rossonera sia stato particolarmente redditizio lontano da casa, con leottovittorie esterne che stanno lì a confermare come in trasferta ilFoggiaabbia sfruttato meglio le sue caratteristiche. Che poi sono quelle di una squadra che essendo fisica predilige giocare di rimessa.Viceversa icinqueko delloZactestimoniano le difficoltà a fare la partita, soprattutto contro avversari che prediligono a chiudersi a riccio nella metà campo e ad intasare gli spazi.Ne deriverebbe, insomma, che probabilmente l'effetto-Zaccheriache per via della chiusura degli stadi è venuto meno, alla fine abbia addirittura avvantaggiato gli uomini diMarchionni. Che senza particolari pressioni spesso in casa sono ugualmente venuti a capo di gare che in altre condizioni, chissà, avrebbero potuto prendere anche un'altra piega.Ovviamente non esiste la controprova, ma proprio le recenti esternazioni dell'allenatore romano portano a qualche inevitabile conclusione .Le verità sconvolgenti e nemmeno troppo nascoste diMarchionnidanno però la stura anche ad un'altra serie di riflessioni che lasciano intendere quale debba considerarsi la reale consistenza tecnica di un gruppo che nelle difficoltà si è esaltato, e che è riuscito ad andare oltre i propri limiti.Fare solo la metà deicinquantapunti messi in carniere, oggi tradotto in cifre vorrebbe dire ritrovarsi all'incirca a quotatrenta, risucchiati in piena zona play-out, lì dove oggiBisceglieePaganeselottano a denti stretti per la sopravvivenza. E chi magari pensa che quello diMarchionnidebba considerarsi un lapsus freudiano si sbaglia clamorosamente, perché accreditare la sua squadra di un bottino così risicato serve viceversa ad attribuirgli grandi meriti. Perché, contro tutto e tutti, il suoFoggiaha saputo stupire ed essere alla fine la versa rivelazione di stagione. Tolto lo zoccolo duro degli over, che hanno trascinato la squadra prima alla salvezza e poi alla conquista dei play-off, ilFoggiaha fatto leva sul suo stuolo di under (unaventinain tutto) che oltre tutto ha consentito al club, diFellecaprima ePintuspoi, di poter attingere a piene mani al minutaggio che è stata linfa vitale per le casse societarie rimpinguate dagli700mila eurocorrisposti dalla Lega Pro.Di Stasio, Jorio, Germinio, Turi, Cardamone, Galeotafiore, Aramini, Tommasini, Vitale, Garofalo. E poi ancoraMorrone, Iurato, Di Jenno, D'Andrea, Nivokazi, Dema, Moreschini e Baldè. Nessuno come ilFoggia, che quasi sempre in campo di giovani di serie ne ha schieratiquattro, unica fra le prime dieci in classifica ad aver fatto di necessità virtù, affidandosi ai suoi numerosi giovani per affrontare una annata in cui i ricavi sono stati assai vicini allo zero.Le rivelazioni diMarchionni, allora, assumono un significato provocatorio, e vanno esattamente nella direzione opposta a quella nella quale parevano dovessero andare: l'impresa è stata di quelle straordinarie, praticamente impossibile da ripetersi. Anche perché a partire dalla prossima stagione gli stadi torneranno ad essere aperti, con le gambe degli under che in certi ambienti torneranno a tremare. E le ciambelle non sempre riescono con il buco, veroCorda?
Pino Autunno

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