Un tuffo al cuore: Kolivanov e Roy a spasso in città trentanni dopo

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A spasso per la cittàtrenta anni dopo. Lì, nei luoghi in cui la loro notorietà è rimasta intatta. Quasi il tempo si fosse fermato. Il ritorno diIgor Vladimirovic Kolivanov e di Bryan Edward Steve Roy a Foggiaè stato un tuffo al cuore. A riunirli di nuovo sotto un'unica bandiera è stato ilComitato Rossoneri per Sempre, un gruppo di amici e tifosi che un anno e mezzo fa di questi tempi si costituirono per supportare il club per i festeggiamenti delCentenario. E che successivamente furono però frenati dalCovid-19, e non solo. L'idea di rivedere da queste parti due dei beniamini incontrastati degli anni'90è stata tutta loro, loZar di Russia ed il Tulipano Nerotorneranno il prossimo8 giugnoin occasione del match delleLeggende Rossonereche è in cantiere, e che andrà in onda nella cornice suggestiva delloZaccheria. Finalmente aperto al pubblico, si spera.Kolivanov e Roysono aFoggiadallo scorso week-end, sono atterrati direttamente alGino Lisaospiti della nascenteFondazione La Capitanata per lo Sportche questa mattina, nel giorno in cui ilFoggiacelebra il suo101esimoanno di età, verrà alla luce alle12 nella Sala della Ruota di Palazzo Dogana in Piazza XX settembre, nel cuore della città. A braccetto due dei più grandi interpreti diZemanlandiasaranno i testimonial dell'Ente che fra i suoi obiettivi principali ha quello di rivitalizzare l'impiantistica locale.Ieri rivedere in giro i due ex compagni di squadra è stato un amarcord nostalgico: la loro presenza sull'isola pedonale non è sfuggita a giovani e meno giovani, a coloro che direttamente dagli spalti ne hanno potuto ammirare le magie, ed anche a quelli che ne hanno sentito parlare magari soltanto da genitori e parenti. E che quindi li hanno resi immortali nel tempo. Per tuttiIgor e Bryanhanno avuto un sorriso, una parola cortese, a nessuno hanno rifiutato un selfie o un autografo. Sono rimasti così com'erano, in tutta la loro semplicità: due autentici campioni, che il Foggia ha avuto l'onore di poter schierare nelle sue file.Kolivanovoggi ha53anni,Roy51, eppure in entrambi resta forte quel senso di appartenenza ad una maglia che ha rappresentato una tappa fondamentale delle rispettive carriere.Igor il Terribilearrivò inPuglianell'estate del1991, ilFoggiaera appena sbarcato inAed era a caccia di talenti da mettere a disposizione del suo guruZeman. DallaRussiaarrivò una coppia di nazionali sovietici,Shalimov e Kolivanovstavano per avviare la loro fortunata parentesi in rossonero. Il primo sarebbe subito volato via, destinazioneInter, dopoun solo anno (e 9 gol all'attivo), il secondo invece metterà radici aFoggia,cinque stagioni di fila condite da 106 presenze e 22 reti, la più bella e significativa realizzata nel derby diBariinAin quello che fu un vero capolavoro.Kolivanovall'inizio giocava poco o nulla, dura rubare il posto a gente del calibro diRambaudi, Baiano e Signori, ma era solo una questione di tempo, perché presto ci sarebbe stata la diaspora dei migliori, e per il biondo attaccante arrivato dallaDinamo Moscasarebbe stata tutta un'altra storia. Struggente ed appassionata. Con tanto di grave infortunio, relativa operazione inColorado, e lenta e graduale ripresa. Chissà, in quella maledetta stagione conclusa con il ritorno inBsenza il crack al ginocchio se l'epilogo sarebbe stato lo stesso...Non lo sapremo mai, sappiamo invece quanto scalpore fece nel1992l'arrivo aFoggiadiBryan Roy. La squadra in quel momento se la passava maluccio, c'era feroce clima di contestazione nell'ambiente dopo che il patronCasilloaveva optato per laRestaurazionevendendo tutti i gioielli di famiglia. La retrocessione pareva inevitabile, poi ad ottobre il re del grano tirò fuori l'asso dalla manica: senza preavviso ecco l'ex lanciere dell'Ajaxe, come per incanto, per ilFoggiacominciava un altro campionato.Bryanin rossonero ci rimarrà in tuttodue stagioni (50 presenze e 15 gol), giusto il tempo per portare all'altareNada van Nie(sposata nel1993nel capoluogo dauni) e per avere in regalo anche la primogenitaQuentin. Estro, potenza e fantasia all'ennesima potenza:Foggiain quegli anni d'oro si godeva i suoi beniamini che con le oro prodezze infiammavano la tifoseria. Sul luogo del delittoKolivanov e Royci erano già tornati, c'è un filo sottile che li lega a questa terra: il primo si era già rivisto in occasione delnovantennaledel club, il secondo spesso torna sulGarganoper le sue vacanze estive, eFoggiaovviamente è sempre tappa obbligata. Ieri i due si sono rivisti anche dalle parti delloZac, in quello che è stato il tempio che custodisce gelosamente le loro prodezze. Hanno rimesso piede sul manto erboso, hanno scarabocchiato pure qualche passaggio, la classe ed il tocco di palla felpato restano intatti. Che bello è stato rivederli ancora assieme.Trent'anni dopo. E con qualche ruga in più.
Pino Autunno

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