Il Foggia di Zeman: le partite indimenticabili (Foggia-Torino 0-1 del 22 aprile '90)

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C'è stato un momento, nella stagione1989-90, in cui ilFoggia di Zemanha annusato laSerie A. Accadde il22 aprile, nella sfida casalinga contro ilTorino di Eugenio Fascetti, fino a quel momento capolista solitario in classifica e che alloZaccheriadoveva misurarsi con uno degli ultimi ostacoli sulla strada della promozione.

Sotto gli occhi di26milaspettatori, i rossoneri metteranno alle corde i granata, che in una delle rare sortite nella metà campo avversaria colpiranno col loro giovanePrimaveraFimognari, portando a casa immeritatamente un prezioso successo che mancava ormai da tre mesi in trasferta.

Ma tutti gli applausi saranno per i monelli diZeman, che dopo un avvio di stagione tutto in salita erano stati capaci di una rimonta prodigiosa che li aveva sospinti ad un passo dalParadiso.Quel giorno ilFoggiaprendeva piena coscienza dei suoi mezzi, e capiva che il sogno dellaAera solo rinviato.

Il22 aprilenel match interno con ilToro, alFoggiasi presenta un'occasione irripetibile: battere i granata vorrebbe dire compiere il definitivo salto di qualità, ed inserirsi di diritto nel novero delle formazioni candidate alla promozione.In unoZaccheriaesaurito in ogni ordine di posti, un'intera città vive un sogno che si infrangerà di fronte alla prodezza diFimognari. CheFascettilancia a sorpresa nella mischia per rimediare alle tante assenze che deve fronteggiare. I granata affrontavano la difficile trasferta delloZaccheria, contro un avversario che viaggiava a passo spedito verso laA, sapendo di correre un grosso rischio: nel girone di ritorno nessuno aveva fatto meglio diFoggiaeToro, appaiate a19 punti. Si trattava, dunque, di un vero e proprio scontro al vertice, numeri alla mano.CosìSalvo Calàdalle colonne dellaGazzetta dello Sportfotograferà il match: "Tutta la città si era mobilitata per spingere ilFoggiaverso un sogno impossibile: laSerie A. Poi, alle cinque della sera, ilTorinoha spento ogni illusione, riuscendo addirittura a far sua una partita alla quale si era presentato pieno di cerotti. L'episodio che ha deciso la gara al18'del secondo tempo, proprio mentre ilFoggiapur senza lucidità che viceversa l'aveva assistito per tutto il primo tempo, stava producendo il suo massimo sforzo offensivo, preoccupandosi poco o nulla dei rischi che quel tipo di condotta gli avrebbe potuto arrecare.

E così, nel più classico dei contropiede, complice una difesa foggiana che nei90'ha accusato più di un momento di incertezza, il Torino si è portato in vantaggio con il giovanissimoFimognariche, dopo aver duettato conLentini, ha superato con bella eleganza ben tre avversari trafiggendo alla fine l'incolpevoleMancini.

Un colpo tremendo per ilFoggia, che fino a quel momento aveva esercitato una superiorità costante, e che era riuscito a procurarsi le sue brave occasioni per andare in vantaggio. Ma la forza di una squadra che ha mentalità vincente sta proprio in questo, nella capacità cioè di sfruttare anche l'unica occasione che gli capita. E ilTorino, rabberciato com'era, aveva dovuto gioco forza scegliere la via della prudenza. Mancavano cinque pezzi ai granata, e tutti da novanta. ViaMuller, indisponibiliEnzo, Cravero, Romano e Policano,Fascettisi è arrangiato come ha potuto, persino facendo ricorso a qualche sbarbatello dellaPrimavera.

Anche ilFoggiaaveva i suoi guai, per di più in un reparto delicatissimo come la difesa, doveManicone, Miranda e Padalinoieri si sono fatti rimpiangere moltissimo, al punto che la vittoria delTorinoè la conseguenza di alcune sfasature in retroguardia che ha risentito della giornata piuttosto opaca diBucaro e Ferrante.

Comunque la sconfitta mortifica oltre l'immaginabile ilFoggiache, specialmente nel primo tempo, ha vissuto il suo periodo migliore.L'argine cheFascettiaveva creato a centrocampo era saltato più di una volta specie sulla fascia sinistra, dove uno scatenatoCodispotiha fatto il bello e il cattivo tempo riuscendo a creare palle gol per i compagni con i suoi calibratissimi cross, e fallendo la segnatura egli stesso dopo un bell'invito diFerrantecon stop volante di sinistro e tiro immediato di destro ribattuto daBenedetticon molta fortuna.

Insomma in tutto il primo tempo ilTorinoha subito la veemente pressione foggiana, e soltanto in un paio di occasioni i granata sono riusciti ad uscire dalla morsa con azioni di alleggerimento affidate per lo più ad un abilissimoSkoro, bravo nel tener palla e dare modo ai compagni di tirare il fiato.Anche l'avvio di ripresa delFoggiaè stato abbastanza arrembante, ma è durato appena20 minuti, 18'per l'esattezza. Fino al gol granata.Al6'Rambaudiè stato anticipato daBenedettiin angolo, all'11'Signoriha costrettoMarchegianiad una parata a terra, al12'Fonteha mirato l'incrocio dei pali ma la palla gli è andata alta. IlTorinoha provato una sortita al13'cogliendo in affanno la difesa foggiana, tanto cheBucarose l'è potuta cavare soltanto trattenendo Pacione. Ma ilFoggiasi è riportato sotto, e proprio mentre si affannava al limite dell'area granata è arrivato il micidiale ko diFimognari, libero dellaPrimavera, cheFascettiha mandato in campo per rafforzare la diga di centrocampo, e che invece si è rivelato anche un goleador di esemplare freddezza.

In ogni caso la sconfitta nulla toglie al valore di questoFoggia-simpatia che nel girone di ritorno ha viaggiato più spedito dello stessoTorino.LaSerie A, per ora, può attendere".

Pino Autunno

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testatina dillo al direttore WEB

 

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