Foggia, è il giorno del giudizio

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E’ il giorno del giudizio. Che può spostare in un verso o nell’altro il corso della stagione del Foggia.

Che finora è stata da 7 pieno in pagella, e che per una imperdonabile leggerezza del club rischia di essere compromessa fin dal prossimo gennaio.
Già, perché da possibile quarta in classifica a 33 punti (e a sole 4 lunghezze dal secondo posto), la formazione di Zdenek Zeman si ritrova ricacciata indietro ad occupare la nona piazza, lì dove il margine fra la possibile qualificazione ai play-off e l’esclusione è assai sottile.

Stamane tutti con il fiato sospeso dalle parti di Viale Ofanto, a cominciare dal tecnico boemo che non ha mai digerito a cuore leggero di dover pagare dazio alla classifica: alle 11.00 è fissata l’udienza presso la Corte Federale d’Appello che è chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dal club rossonero in merito ai 4 punti di penalizzazione inflitti dal Tribunale Federale per presunte violazioni circa la gestione delle quote societarie che sono costati anche rispettivamente 6 e 4 mesi di inibizione al patron Nicola Canonico ed al socio di minoranza Maria Assunta Pintus.

L’organo sportivo giudicante si dovrà esprimere circa la eventuale riduzione della sanzione inflitta per il ritardo nella presentazione dell’atto di cessione delle quote da Pintus a Canonico avvenuto nello scorso giugno, nonchè sulla mancata produzione del certificato del casellario giudiziale e di quello dei carichi pendenti afferenti al presidente.
Come si ricorderà l’ordinamento della Figc prevede il termine perentorio di 15 giorni per comunicare l’acquisizione delle quote, la consegna di documentazione riguardante la solidità finanziaria e l’assenza di reati da parte di eventuali acquirenti di società di calcio.

Termine che invece fu disatteso lo scorso luglio dal Calcio Foggia 1920, che ottemperò con 24 ore di ritardo incappando nel deferimento che è costato poi i primi 2 punti di penalizzazione.
Gli altri due sono stati comminati per aver presentato una autodichiarazione in luogo del casellario giudiziale e dei carichi pendenti di Canonico, così come invece previsto dalle Noif, le norme organizzative interne della Figc.
Un bel pastrocchio, insomma, un inequivocabile sintomo di sciatteria amministrativa che è costato assai caro al club nel momento del trapasso gestionale che ha comportato un evidente vuoto a livello organizzativo.
Insieme al Foggia, hanno ricevuto sanzioni anche il Novara, l’Imolese e la Pergolettese.

Il Novara di Marco Marchionni (che milita in Serie D) sconterà la penalizzazione nel prossimo campionato professionistico, mentre l’Imolese e la Pergolettese hanno già discusso il ricorso che non incoraggia ad un particolare ottimismo in casa rossonera, visti gli esiti.
Nel caso dell’Imolese, infatti, la Corte Federale ha accolto il ricorso della Procura sanzionando il club romagnolo con 2 punti di penalizzazione (richiamando l’art. 32 comma 5bis del codice di giustizia sportiva, e facendo valere il mancato rispetto del termine previsto); nel caso della Pergolettese, invece, la sentenza ha ridotto ad 1 i punti di penalizzazione.

Non sembrano pertanto emergere, alla vigilia della discussione del ricorso, elementi tali da incoraggiare all’ottimismo, anche se poi quando di mezzo c’è la giustizia sportiva sempre meglio andare coi piedi di piombo: l’avvocato Edoardo Chiacchio, che difende il Foggia, proprio nei giorni scorsi ha mostrato più di qualche perplessità su quello che potrà essere il verdetto del giudizio di secondo grado, in casa rossonera si spera nella cancellazione della penalizzazione o nella restituzione di 1-2 punti, che sarebbero oro colato alla luce delle inadempienze commesse.

E la preoccupazione di Chiacchio alla vigilia è sintomatica dell’aria che si respira dalle parti di Viale Ofanto: “Occorrerà approntare la difesa dopo che sono state emesse sentenze su casi identici, o quasi, con risultati che non sono stati certamente favorevoli. È inutile negare che tutto ciò rende molto più complicato il ricorso”, ha detto l’avvocato campano, lasciando trasparire tutte le incognite che accompagnano la sentenza di secondo grado.
Uno dei motivi di appello che il Foggia avrebbe presentato è stato, per esempio, negato all’Imolese.
Motivo per il quale sarà particolarmente complicato spuntarla nella diatriba.

Nel pomeriggio di oggi se ne saprà di più, in casa rossonera si spera nella clemenza della Corte d’Appello.
Da escludere, invece, un inasprimento della sanzione. Che nella fattispecie non sembra ipotizzabile. Anche se è sempre meglio non dare nulla di scontato.
Soprattutto se si considera che il Foggia con la giustizia sportiva spesso ha pagato pegno.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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