Rispunta Jacopo Manconi per l’attacco del Foggia. Si fa di nuovo calda la pista che porta dritto al 27enne attaccante di Vizzolo Predabissi.
Ma affinchè la trattativa decolli e prenda la direzione desiderata, serve che il patron non abbia il braccino corto.
O che, quantomeno, alzi un tantino la posta per ingolosire l’Albinoleffe e spingerla a liberarsi del giocatore.
Eccola all’orizzonte, e all’improvviso, l’occasione irrinunciabile per sbaragliare la concorrenza e dare un segnale forte alle concorrenti nella lotta ai play-off. Certo servirebbe uno sforzo economico di una certa rilevanza, che dovrebbe giungere oltretutto proprio nel mentre il presidente rossonero è chiamato ad intervenire per ripianare le perdite e rimettere i conti a posto.
Ma l’affare-Manconi rientra nella casistica di quelle opportunità possibilmente da sfruttare per alzare il tasso qualitativo di un gruppo che con l’arrivo dell’attaccante bluceleste compirebbe un evidente salto di qualità.
E garantirebbe a Zeman una opzione-esplosiva per il suo tridente.
L’affare si può fare, il ds Pavone sottotraccia e con grande abilità ha rimesso a posto tutti i tasselli del puzzle, e convinto il club orobico a privarsi del suo giocatore più rappresentativo.
Ma serve indennizzare adeguatamente l’Albinoleffe.
E poi ovviamente proporre un contratto pluriennale allettante all’attaccante che sia convincente per fargli superare le ultime resistenze.
Ad occhio e croce si può fare, anche perché Manconi è forse l’unico nome sul quale Canonico sarebbe disposto ad investire.
E stavolta pare proprio che non si tratti di una semplice suggestione, come è stato invece nei giorni scorsi per Deli o Galano, nomi utilizzati più come specchietto delle allodole che non per un reale interessamento.
L’attaccante, il cui contratto scade il prossimo 30 giugno, è in cima alla lista dei desideri di Zdenek Zeman, e già l’estate scorsa a più riprese fu accostato al club rossonero.
Poi però non se ne fece nulla, perché il Foggia virò su Ferrante e spostò in altra direzione le sue attenzioni anche per via delle richieste spropositate del suo club di appartenenza.
Ma adesso la partita sembra improvvisamente riaprirsi, soprattutto dopo che l’interesse per Simone Russini del Catania è definitivamente scemato (“In realtà c’è stato un semplice pour-parler, mi è stato solo chiesto quanto guadagna il ragazzo”, ha chiarito l’agente del giocatore De Rosa, di fatto escludendo una possibile candidatura del Foggia ndr), che per Luigi Cuppone all’orizzonte sembra profilarsi qualche inaspettata difficoltà.
Il poliedrico attaccante del Cittadella avrebbe pure un contratto sostenibile (80 mila euro annui), il Foggia dunque se la caverebbe a buon prezzo con 40mila euro, ma pare che il giocatore stia tentennando più del previsto, e la cosa non starebbe piacendo troppo al boemo, che viceversa si aspettava il sì immediato e senza remore.
E così il ds Pavone nelle ultimissime ore è ritornato prepotentemente alla carica per Manconi, che sinora in 14 presenze ha messo a segno 8 gol, confermando una invidiabile vena realizzativa.
Il giocatore nell’ultima edizione degli Italian Sport Awards, il Gran Galà del Calcio, durante il quale sono stati assegnati i premi riservati ai migliori giocatori, allenatori e dirigenti che si sono distinti nel corso della stagione calcistica, ha ricevuto il premio come miglior bomber del girone A della Serie C 2020/21 grazie alle 15 reti messe a segno in regular season, alle quali si sono poi aggiunte le 3 realizzazioni siglate durante la cavalcata playoff che ha portato l'AlbinoLeffe a disputare la Final Four di categoria.
Nello scorso dicembre Manconi a Castellammare di Stabia dove ha ricevuto il riconoscimento era stato profetico: "Sono contentissimo per il riconoscimento ricevuto - aveva detto -, è sicuramente un qualcosa di cui essere fieri. Me la sono giocata con attaccanti di assoluto valore, capaci anch'essi di segnare molti gol, per questo sono davvero orgoglioso. Spero di non fermarmi qui, di continuare a far gol e di vincere premi di questo tipo anche in futuro".
Poi non aveva esitato a dare un consiglio ai giovani: "Impegnatevi il più possibile e quando passa il treno mettetecela tutta per salirci sopra perché è un bellissimo viaggio di sport e di vita".
Ora quel treno potrebbe chiamarsi Foggia.
Ma il condizionale, ora più che mai, è canonico.
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