D’Alba di un nuovo giorno. La Manfredonia calcistica se lo augura dopo le recenti delusioni, e l’avvento di Michele D'Alba può in effetti inaugurare una nuova era per il club sipontino.
La notizia è diventata ufficiale durante le festività natalizie: nato in riva al Golfo, storico supporter della maglia biancoceleste ed importante imprenditore locale, D’Alba succede a Gianni Rotice, da poche settimane eletto sindaco.
Si prosegue nel segno della continuità , mettendo nel mirino diversi obiettivi: dal ritorno al Miramare che punta presto a diventare un centro di eccellenza per lo sport e la socialità della città, al desiderio di risalire la china il prima possibile. Perché no, già dalla stagione in corso.
Cosa cambia da Rotice a D’Alba?
Direi nulla sostanzialmente, con Gianni abbiamo sempre condiviso tutto. Quelli che erano i programmi della sua presidenza diventano i miei, e vedremo ora di attualizzarli. Nell’auspicio che presto si torni n campo.
Si è già calato nei panni di presidente?
Sono sempre stato legato al Manfredonia Calcio. Anche se non direttamente, sono stato spesso vicino al club. Ricordo, ad esempio, che con la mia azienda fummo main-sponsor quando la squadra giocava in C. Questa è la città che mi ha dato i natali e per questo sono sempre stato un tifoso biancoceleste. Quest’anno poi, quando Rotice è salito alla presidenza e ha deciso di nominarmi suo vice, avevo intuito per tempo che in caso di sua elezione a sindaco sarei stato il suo naturale successore. Si è trattato della soluzione più logica e indolore per tutti.
Fare calcio a Manfredonia non è stato mai semplice...
La piazza è ambiziosa, ed i tifosi sono legati alla loro squadra. Ma saprò essere più preciso nel momento in cui ripartirà il campionato, e solo dopo le prime partite.
Senza play-off, e con la vetta della classifica ormai distante, qual è l’obiettivo per questa stagione?
D’ora in avanti giocheremo tutte le partite per vincerle. Abbiamo un bel gruppo ed un ottimo allenatore che sa trarre il massimo dai suoi ragazzi. Certo non disputandosi gli spareggi sarà dura rimanere a galla. Siamo in un momento storico in cui il Covid-19 ha creato grosse difficoltà alle società, molti sponsor che sono venuti meno. D’ora in avanti si giocherà per salvarsi e non per salire, e quando la matematica ti garantisce la permanenza ecco che molte squadre smobilitano. Da parte nostra mi sento di promettere che affronteremo ogni partita come una finale, poi a fine stagione tireremo le somme e ci proietteremo sul futuro con ambizione. Anche perché Manfredonia ormai da troppo tempo milita in Eccellenza.
Nella prossima stagione, dunque, si partirà per vincere?
Spero innanzitutto che per il prossimo anno torni ad esserci la presenza ed il contributo dei tifosi. E chissà che anche il territorio in tema di sponsorizzazioni non possa darci una mano per tornare ad essere competitivi e protagonisti nella prossima Eccellenza e tentare il salto diretto in D, magari senza passare dai play-off.
Progetti a medio e lungo termine?
Puntiamo forte sul vivaio, che dovrà integrare la rosa di prima squadra. E’ questa la strada da seguire. Non sempre vince chi spende di più.
Nel frattempo sarà fondamentale riappropriarsi del Miramare...
Spero accada presto. Forse fin dal 6 febbraio, quando dovrebbe essere la prima domenica che giocheremo in casa grazie ad un’ultima deroga. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente Tisci per essere venuto giorni fa a visionare la nostra struttura. Appena concluso il campionato partiremo con i lavori. Siamo già pronti con i progetti. Mancano solo le relative autorizzazioni. Coltiviamo un sogno: il giorno dell’inaugurazione ci piacerebbe ospitare una formazione di A.
Il suo augurio da neo presidente?
Faremo di tutto per vincere e realizzare qualcosa di importante.
Fabio Trallo
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