E’ Marco Civilleri l’unico, reale obiettivo del Foggia per puntellare il centrocampo. Fra i pochi attualmente in circolazione nel raggruppamento meridionale di C in grado di garantire fisicità e centimetri ad un reparto che, così com’è, è monco.
Sorprende che Peppino Pavone abbia messo gli occhi sulla diga del Taranto che non è più giovanissimo con i suoi 30 anni, e che il club jonico in estate ha rilevato dal Licata, ma di lui si è invaghito Zdenek Zeman quando lo scorso novembre i rossoblu furono di scena allo Zaccheria.
E’ stato proprio quel pomeriggio che Civilleri è entrato nei radar del Foggia per quel suo modo di interpretare il ruolo di intermedio in mezzo al campo che sa garantire qualità e quantità al tempo stesso. In giro non ce ne sono molti come lui, il ds barlettano sta serrando i tempi per chiudere una trattativa che oggettivamente non dovrebbe essere molto complessa, la volontà del giocatore di trasferirsi alla corte di Zeman è chiara, resterebbe solo da superare la resistenza del Taranto. Che ovviamente non vuole privarsi di un suo pilastro.
Ma Civilleri è in scadenza nel prossimo giugno 2022, e al momento, non ci sarebbero in agenda appuntamenti per un eventuale rinnovo.
Si può fare, insomma, ma serve serrare i tempi per evitare di ridursi all’ultimo giorno utile di mercato.
La prima parte di stagione del centrocampista rossoblu ha stupito tutti, a Taranto e non solo. Una scommessa vinta dal ds Montervino, calcisticamente innamorato del centrocampista siciliano da diversi anni.
Lo notò durante Nola-Licata, quando l'attuale ds del Taranto era un dirigente dei campani. Civilleri però era reduce da un daspo di un anno e mezzo, e non se la sentì i quel momento di affrontare una piazza esigente come quella jonica.
Ma quando i rossoblù sono riapprodati in Serie C, Montervino la scorsa estate è tornato a bussare e a quel punto il matrimonio è stato spontaneo. Come l'inserimento nei meccanismi di Laterza, nei quali Civilleri si è sentito subito a proprio agio. Pedina imprescindibile dello scacchiere degli jonici, le prestazioni convincenti dell'ex Licata pare abbiano fatto breccia anche nei pensieri di Braglia e dell'Avellino. Ma il suo agente Casilli ha sempre rispedito al mittente qualsiasi ipotesi di trasferimento: “Marco è innamorato di Taranto e spero che diventi una bandiera del club perché per lui è un punto di arrivo - ha sempre sostenuto -. Ora spetta a Giove e Montervino blindarlo con un contratto pluriennale. Sono sicuro che non ci saranno problemi per il rinnovo del contratto, mi auguro che Marco rimanga a Taranto ancora per tanti anni”. Messa così sembrerebbe ci siano pochi margini per aprire a qualsiasi tipo di trattativa, anche perché non più tardi di martedì scorso proprio il ds Montervino è stato categorico: “I nostri gioielli ce li teniamo stretti, Civilleri è incedibile”, chiudendo dunque sul nascere qualsiasi possibile ammiccamento. Ma al di là delle apparenze il Foggia non demorde, e non è detto che di fronte ad una proposta irrinunciabile il Taranto non si lasci ingolosire.
In casa rossonera sono ore frenetiche però anche per definire altre operazioni. In entrata come in uscita. L’arrivo ormai certo di Alberto Rizzo che sarà in città lunedì prossimo per sottoscrivere un contratto biennale dopo aver giocato la sua ultima gara con la maglia della Juve Stabia, apre alla sempre più probabile partenza di Manuel Nicoletti. Che è appetito in B e che potrebbe accasarsi all’Ascoli per una cifra vicina ai 350mila euro. Oro colato per il Foggia, che così realizzerebbe un’ottima plusvalenza, oltre che una boccata di ossigeno per patron Canonico. Non si spiegherebbe diversamente il ricorso ad un esterno di fascia sinistra che finora è stato titolare inamovibile con la maglia delle Vespe, e che evidentemente ha accettato di trasferirsi in Puglia con la prospettiva di continuare a giocare. E’ semmai all’epilogo l’avventura in rossonero di Roberto Di Jenno, che Zeman ha utilizzato con il contagocce finora, e che con l’arrivo di Rizzo e la concomitante presenza di Martino è destinato nelle prossime ore a cambiare aria.
Saluta anche Olger Merkaj, in procinto di accasarsi al Campobasso, dopo che con Zeman pare che il feeling sia molto scemato negli ultimi tempi: la novità dell’ultima ora è che il passaggio dell’attaccante albanese alla corte di Cudini avverrà sulla base di uno scambio che porterebbe a Foggia Pablo Vitali, ala mancina classe20‘02 di cui si dice un gran bene.
Si sussurra che Pavone sia stato stregato da questo ragazzo che solo un anno fa con il Montespaccato ha vinto il campionato di Eccellenza prima di approdare in Molise.
Un salto importante per un attaccante che fin dal primo momento ha convinto il suo allenatore.
Resta invece sempre in stand-by la trattativa con la Ternana per l’argentino Diego Peralta per il quale ci sarebbe il veto alla cessione da parte del tecnico Lucarelli: il Foggia, che ha già dovuto intascare il rifiuto di Luigi Cuppone, che da Cittadella si sposterebbe solo a fronte di una proposta economica congrua, nelle ultime ore starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi Amato Ciciretti.
Che inizialmente pareva fuori portata per via del suo contratto particolarmente oneroso. E che adesso non disdegnerebbe di spuntarla per il 28enne attaccante romano che è di proprietà del Pordenone, dove però sta facendo tanta panchina.
L’idea Ciciretti stuzzica la fantasia di Pavone e Zeman, il giocatore non si discute anche se è genio e sregolatezza.
Quello che si definisce un anarchico, e dunque poco adattabile ai moduli.
Oltretutto pare che anche caratterialmente non sarebbe facilmente gestibile, e questo probabilmente diventa il maggiore scoglio da superare.
Difficile dunque che il Foggia decida di sondare il terreno, anche perché dovrebbe superare la concorrenza dell’Avellino che è alla ricerca di un attaccante con quelle caratteristiche.
E poi l’eventuale apertura a Ciciretti comporterebbe l’inevitabile sacrificio di Alessio Curcio. Che in teoria è inamovibile, ma che poi non è detto non possa finire sul mercato.
Soprattutto nel caso in cui se ne dovesse presentare l’occasione.
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