Foggia e il mercato di riparazione: arrivano i Nostri (1985-95)

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Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva, mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio.

Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo. Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio.

La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso.

Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte operate si sono rivelate errate.
Nel viaggio a ritroso che a partire dagli anni ‘60 arriverà ai giorni nostri, oggi è la volta del decennio ‘85-95 che vede avviarsi e concludersi il ciclo aureo ed irripetibile di Zemanlandia.

STAGIONE 1985-86. Il prof. Scoglio non mantiene la promessa, e così per la panchina c’è Gibbì Fabbri. Le megalomanie del ds Bronzetti partoriscono una campagna-acquisti faraonica nella quale Messina e Mastalli sono i pezzi da novanta. Il Foggia però sarà un fuoco di paglia, Viciani avvicenderà Fabbri, ma poi toccherà ancora al tecnico artefice del L.R. Vicenza dei miracoli. Una rosa già in esubero, sarà ulteriormente allungata a novembre, quando in rossonero approdano Pasquale Fanesi (difensore, dal Padova), Francesco Anellino (portiere, dal Francavilla), Angelo Crialesi (attaccante, dal Piacenza) e Salvatore Buoncammino (attaccante, dal Francavilla). Sul fronte cessioni, invece, si segnalano nella finestra di novembre le partenze di List (difensore, Jesi), Stimpfl (difensore, Varese), Cianci (centrocampista, Francavilla), Gori (attaccante, Jesi), Tacchi (attaccante, Padova). Il Foggia si salverà solo per il rotto della cuffia all’ultima giornata.

STAGIONE 1986-87. Si abbatte il calcio-scommesse sul club rossonero, che prima è retrocesso in C/2 e poi penalizzato di 5 punti nella stagione nella quale i fratelli Casillo, con Zeman e Pavone, avviano il "Rinascimento" del calcio foggiano. Sarà un’annata segnata dall’esonero del boemo che si accorda col Parma per la stagione successiva e che sarà dunque licenziato, aprendo così al breve interregno di Balestri che completerà l'operazione-salvezza. A novembre si registrerà una sola operazione in entrata, quella di Giovanni Costa (centrocampista, dal Livorno). Diverse, invece, le partenze: Piagnerelli (portiere, Riccione), Ferrante (difensore, Celano), Mosti (difensore, Massese), Stimpfl (difensore, A. Catania), Manieri (centrocampista, Vogherese), Mauro (centrocampista, Trento), Torresani (centrocampista, Siena), Buoncammino (attaccante, Ischia), Crialesi (attaccante, Benevento).

STAGIONE 1987-88. Tocca a Marchioro accomodarsi in panchina in C, il Foggia a lungo sarà in lizza per il salto in Serie B, ma poi i rossoneri sul più bello si disuniranno e Casillo licenzierà anche Marchioro, rinviando di fatto l'appuntamento con la promozione. Al mercato di riparazione saranno quattro i colpi messi a segno: Onofrio Barone (centrocampista, dal Messina), Sauro Fattori (attaccante, dalla Reggina), Franco Baldini (centrocampista, Campobasso), Franco Mancini (portiere, Bisceglie). Partiranno, invece Cangelosi (portiere, Siracusa), Fabbiano (difensore, Nola), Pidone (difensore, Cavese), Grande (centrocampista, Siracusa), Rossi (centrocampista, Vis Pesaro), Baldini (attaccante, Mantova), Silvestri (attaccante, Nola).

STAGIONE 1988-89. La B la conquista Caramanno, che su una intelaiatura consolidata innesta i puntelli Genovese, List, Schio e Lunerti, lanciando anche i giovanissimi De Rosa, Ricchetti e Padalino. La promozione si materializzerà solo nello spareggio dell'ultima giornata di Trapani col Palermo. La rosa alla riapertura delle liste sarà potenziata con gli arrivi di Daniele Marsan (difensore, dall’Ancona), Riccardo Petrucci (attaccante, dal Barletta) e Giorgio Lunerti (attaccante, dalla Reggina), Ceduti Ciucci (portiere, Messina), Lagrasta (centrocampista, Sassuolo), Barbuti (attaccante, Viareggio).

STAGIONE 1992-93. Zemanlandia si sfalda sotto i colpi della Restaurazione, dal calcio-mercato il Foggia introita oltre 60 miliardi, la partenza di tutti i pezzi migliori sembra l’inevitabile condanna alla retrocessione. E invece Zeman impartisce l’ennesima lezione al calcio italiano. In una stagione da sogno si incastona anche l’arrivo a novembre di di Brian Roy, ex lanciere dell'Ajax che darà lo slancio decisivo per la salvezza.

STAGIONE 1994-95. - Dopo quattro anni da protagonista il Foggia si congeda dalla A, toccherebbe a Delio Rossi succedere a Zeman, ma all'ultimo istante spunta Catuzzi. Vanno via i migliori: Chamot, Seno, Stroppa e Roy prendono altre strade, poi si infortuna anche Kolivanov ed è l’inizio della fine che prende forma con il crollo dell’impero Casillo. Il Foggia è alla deriva, abbandonato al suo destino, la squadra precipita in classifica, e a gennaio i ritocchi di Matteo Baiocchi (attaccante, dal Siena) e di Walter Chiarella (attaccante, svincolato) saranno impalpabili. Si chiude un’era.

5 - continua

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