Il rischio ora è di lasciarsi prendere dalla fregola. Dalla frenesia di chiudere i conti in anticipo per spiccare il volo verso quella C ormai assente dal lontano 1937. Un’eternità.
Ottantacinque anni dopo il Cerignola ci riprova. Ma c’è ancora tanto da soffrire e da stringere i denti, lì davanti il Bitonto si è rifatto sotto minaccioso, pesano nell’economia della classifica dei gialloblu i tre pari di fila collezionati negli ultimi 5 turni, e giunti sul filo del gong: con Fasano, Molfetta e Team Altamura sempre stesso copione, Audace avanti (anche di due gol) e per lunghi tratti, ma poi agguantata sui titoli di coda.
Fossero state portate in porto quelle partite, ora gli ofantini avrebbero già salutato tutti e preso il largo. E invece....
E invece a quattordici giornate dall’epilogo è bagarre, ed i giochi in vetta sono tutt’altro che fatti.
Di quì alla fine ogni domenica sarà duello a distanza con i neroverdi di Claudio De Luca. Che non hanno ancora digerito il fatto di aver dovuto ammainare bandiera bianca tre stagioni fa in favore del Foggia per quel processo sportivo che inchiodò il club del presidente Rossiello di fronte alle proprie responsabilità. E che adesso vorrebbero riprendersi il maltolto con gli interessi. Peraltro a spese di un’altra formazione foggiana.
Anche se è risaputo che a Cerignola si sentano da sempre più levantini...
La Città di Di Vittorio non sta nella pelle, ed ora conta anche i minuti che la dividono da quello che sarebbe un traguardo storico: pareva che i tifosi si fossero ormai messo il cuore in pace, e che i sogni all’Audace fossero finiti in soffitta dopo l’uscita di scena della famiglia Grieco, che per qualche anno ci ha provato a riscrivere la storia prima di ritornare dietro le quinte (senza tuttavia uscire mai definitivamente di scena).
E così dopo una sola stagione di transizione con l’interregno di Luigi Caterino, l’estate scorsa si è rialzata l’asticella delle ambizioni forse quando più nessuno se l’aspettava.
E’ accaduto tutto così in fretta, che quasi non par vero: l’avvento di Danilo Quarto alla presidenza ha dettato la svolta, l’ex patron dello Sly United in pochi mesi è tornato ad infiammare una piazza che ormai per il pallone aveva perso ogni speranza, e dal nulla ha preso forma il volo di Pazienza e dei suoi ragazzi. Che dopo un avvio non proprio in linea con le previsioni della vigilia si sono messi a macinare vittorie e punti.
Non poteva essere diversamente, visti anche i corposi investimenti messi in campo: a fine stagione il budget dell’Audace per programmare la C si aggirerà sull’1,5 milioni di euro, al ds Elio Di Toro è stata data carta bianca sul mercato, e la rosa allestita è di prim’ordiine con un organico che può permettersi il lusso di avere almeno un ricambio all’altezza in ogni ruolo. Allegrini, Sirri, Manzo, e poi ancora Maltese, Longo, l’ex Foggia Agnelli, Loiodice, Achik, Mincica, Ciccone e Palazzo sono tutti elementi che in D rappresentano un lusso.
Per non parlare di bomber Malcore e della ciliegina sulla torta Strambelli, che è stato l’ultimo sforzo del club per non rimandare il salto in C.
Ora la parola passa al campo, davanti ancora tante sfide che risulteranno decisive e che determineranno la selezione naturale in testa alla classifica. Anche se non è detto che tutto si decida, a questo punto, nello scontro diretto del Monterisi del 24 aprile prossimo, quando mancheranno solo quattro turni alla conclusione del torneo.
Gravina, Casertana, Nocerina, Virtus Matino, Bitonto, Brindisi e Sorrento in casa; Bisceglie, Nardò, Lavello, Mariglianese, Francavilla, Rotonda e San Giorgio in trasferta, 14 sfide equamente distribuite con la segreta speranza che il 15 maggio prossimo al Monterisi possa andare in onda la festa promozione.
Ma guai a parlare di possibile traguardo alle viste ai diretti interessati, come spesso accade nel mondo del calcio vige la scaramanzia, e a Cerignola non hanno alcuna intenzione di mettere il carro davanti ai buoi prima del tempo. Il tecnico Pazienza con il suo staff è chiamato in questa fase cruciale della stagione a tenere alta la concentrazione e ad evitare cali di tensione che alla lunga potrebbe costare caro.
Mai più pari come quelli messi in fila nell’ultimo mese, all’Audace non manca proprio nulla per arrivare fino in fondo e mettere tutti in fila. Bitonto compreso.
Ma che non si dica troppo in giro...
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