E’ il derby dei desideri. Volano alti quelli della capolista Bari, che ha appena ritrovato il sorriso dopo la grande paura di vedersi incollato alle calcagna il Catanzaro.
Ma non sono ancora del tutto svaniti quelli del Foggia, che se n’è tornato da Torre del Greco con tre gol sul groppone, ma con la convinzione che la strada intrapresa sia quella giusta.
Messa così la sfida di domani dello Zaccheria non può che avere un favorito d’obbligo, che non può che essere che la formazione di Mignani.
Che, derby o non derby, alla fine è condannata a vincere per centrare il salto in B.
Ma..., c’è un ma che vale la pena tenere in debita considerazione, perché quando di mezzo c’è una formazione targata Zeman ogni previsione lascia il tempo che trova.
E allora sarà bene prepararsi a 90’ all’ultimo respiro, e ad un match in cui Foggia e Bari se la giocheranno all’ultimo gol.
Non può essere diversamente, perché Mignani da una parte sa che giocare solo per non prenderle potrebbe rivelarsi un errore madornale, mentre Zeman dall’altra non potrà che dire ai suoi: “Giochiamocela fino in fondo come sappiamo, il risultato sarà una conseguenza di quello che saremo in grado di mettere in campo”.
Niente speculazioni, dunque, nè da una parte nè dall’altra, anche perché rossoneri e biancorossi possono fare leva su due degli attacchi più prolifici del girone: nella speciale classifica sono rispettivamente al quarto ed al primo posto, assieme mettono qualcosa come 89 gol all’attivo, il Foggia che pure secondo taluni faticherebbe oltremodo sottorete tocca quota 42, cinque gradini più su c’è il Bari che può fare affidamento su una batteria di attaccanti stratosferica nella quale fra Galano, Antenucci, Paponi, Cheddira, Simeri e Citro c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Eppure il divario è tutt’altro che abissale, perché di contro Merola, Ferrante, Curcio, Turchetta e Vitali tutto sommato tengono botta e non sfigurano.
Sarà però soprattutto il duello a distanza fra Ferrante ed Antenucci ad infiammare il derby di Puglia: 26 gol in due, i bomber scelti di Foggia e Bari attraversano due momenti opposti: l’ormai 37enne attaccante dei galletti è stato appena decisivo nella sfida con l’AZ Picerno di martedì scorso, suo il guizzo che ha regalato alla sua squadra tre punti preziosissimi per tenere a debita distanza le più dirette concorrenti.
Pesano eccome i suoi 14 centri stagionali nell’economia di una classifica che per quanto veda il Bari in leggera flessione, lo indica sempre come super-favorita per la vittoria finale.
E così se Antenucci può accostarsi alla sfida di domani con la consapevolezza di chi sa, che a dispetto dell’età, non perde ancora il vizio del gol, sull’altra sponda Ferrante scalpita.
Non è un gran momento per il bomber italo-argentino arrivato in estate dalla Ternana, non segna dal 6 febbraio scorso quando subentrò a gara in corso e raddrizzò il match con la Fidelis Andria che sembrava prendere una brutta piega per il Foggia. Zeman lo gettò nella mischia con quella che sembrò la mossa della disperazione, l’attaccante era reduce dal Covid-19 e si era negativizzato solo poche ore prima del match.
Da allora altre quattro presenze ma del tutto impalpabili, e soprattutto nessuna rete all’attivo. Il che per uno come il numero nove rossonero rappresenta decisamente una nota stonata. Il Covid-19 lo ha frenato, inutile girarci attorno, e Zeman non più tardi di martedì sera dopo il ko con la Turris è stato esplicito: “Ferrante? L’ho visto sottotono, spero si sia risparmiato in vista del derby”.
E Ferrante, a differenza di Antenucci, può considerarsi uomo-derby, atteso che all’andata fu proprio una sua rasoiata a valere l’1-1 finale. Mancavano una ventina di minuti alla fine, e il Foggia era sotto di un gol, quando su un rapido capovolgimento dsi fronte l’attaccante dal vertice sinistro esplose un terrificante sinistro che si spense alle spalle di Frattali. Una prodezza che gelò il San Nicola e che fece scattare in piedi la panchina rossonera. Con Zeman in testa a congratularsi con il suo giocatore.
Ferrante ora aspetta il Bari per spezzare l’incantesimo e per ritrovare il feeling con il gol. Può essere la partita giusta per sbloccarsi. Ma se la sua eventuale prodezza dovesse rimanere fine a sè stessa, nel senso poi che a portare a casa la vittoria dovesse essere il Bari, beh allora meglio pazientare un’altra settimana.
Anche perché all’orizzonte si profila un altro derby, altrettanto sentito: quello dello Jacovone di Taranto.
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