L’ultima perla del patron apre ufficialmente la crisi in seno alla compagine societaria del Calcio Foggia 1920.
Che ormai non ci fosse più feeling fra Canonico e le altre due anime del club Maria Assunta Pintus e Davide Pelusi era noto da tempo, ed era molto più di un semplice pettegolezzo. Che i due inoltre da qualche tempo non si vedessero più dalle parti dello Zaccheria era il chiaro sintomo che qualcosa si fosse rotto.
Sabato sera, però, se ne è avuta la conferma ufficiale, perché rifiutare l’accredito ai due soci di minoranza (ed al figlio di Pintus Edoardo Chighine) costringendoli ad assistere al derby dalla Curva Nord senza alcun preavviso è il segnale inequivocabile che i vertici societari siano ormai al centro di una ennesima diatriba legata alla titolarità del club . La vicenda è nota: Canonico è detentore del 51% della Corporate Investments Group (controllante il Calcio Foggia 1920) e all’atto di acquisto delle quote si sarebbe impegnato a corrispondere a Pintus qualcosa come un milione di euro.
Con la promessa entro il prossimo giugno di rilevare anche il rimanente 49% con una cifra vicina ad un altro milione di euro. Ma sembrerebbe che ad oggi il vice-presidente sia stato soddisfatto solo in piccola parte delle sue spettanze, e che alla base della resistenza del patron ci sarebbero i debiti fuori bilancio venuti a galla in questi ultimi mesi, e peraltro denunciati pubblicamente qualche tempo fa.
Un bell’intrigo, insomma, che però non avrebbe fatto desistere Pintus dal continuare ad avanzare le sue pretese. Nel frattempo il Tribunale, oltretutto, si sarebbe già espresso in un paio di occasioni a favore di colei che è stata il primo presidente della storia del club rossonero, il che rafforzerebbe la sua posizione e la metterebbe nella condizione di fare pressing sull’imprenditore barese. Che dal canto suo continua però a fare e a disfare a proprio piacimento, incurante di tutto ciò che gli accade attorno, e che pure dovrebbe spingerlo ad essere un tantino più prudente. Oltre che riflessivo. Quello che è accaduto sabato scorso non depone in favore di chi in questo momento governa il club rossonero: e questo indipendentemente da quale parte possa stare la ragione. La foto dei “soci indesiderati” che si accomodano in Curva Nord stona, ed ha scatenato l’inevitabile polemica.
“Spiacenti, non siete graditi”, si sono visti rispondere Pintus e Pelusi all’ingresso della tribuna sabato sera: ai varchi d’accesso avevano ordine tassativo di non farli passare. Eppure nel settore dei popolari alla fine una sponda l’hanno trovata. E così il diktat di Canonico è stato disatteso.
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