Poteva andare meglio. Nel senso che prendere il gol del 2-2 all’86’ e quando ormai pareva fatta, ha inevitabilmente lasciato l’amato in bocca.
Ma poteva andare anche peggio, perchè la ripresa del Bari è stata quasi a senso unico ed avrebbe potuto riservare nella coda anche la beffa finale.
Allora, senza andare troppo per il sottile, il pari il Foggia non può che salutarlo con soddisfazione, perché di fronte Curcio e compagni hanno incrociato la formazione che più di tutte ha dimostrato di essere davvero attrezzata per il salto in B.
Peccato solo che il match si sia disputato su un terreno di gioco ai limiti della praticabilità, chissà se in condizioni normali sarebbe venuta fuori la stessa gara.
Non lo sapremo mai, evidentemente, ma in ogni caso gli ultimi 90’ hanno confermato per un’ora abbondante i progressi sul piano del gioco della formazione di Zeman, che è riuscita a tenere testa alla prima della classe anche perché sul piano fisico i rossoneri hanno tenuto botta fino in fondo.
Con Alastra, Garattoni, Martino e Rocca fuori uso è stato già tanto tenere sotto scacco la capolista, e costringerla nei secondi 45’ al forcing per evitare la sconfitta: commovente il Foggia, che sotto il diluvio dello Zaccheria si è aggrappato prima ai guizzi di Curcio e di Merola, e poi alle parate di Dalmasso per imporre il pari ai cugini biancorossi. Autori di una delle prestazioni più convincenti di stagione.
NOTE POSITIVE. Zdenek Zeman può ritenersi soddisfatto della prestazione dei suoi, che per sacrificio ed abnegazione sono stati ammirevoli.
Ha avuto le risposte che si aspettava anche dai singoli nella gara che rappresentava un po’ per tutti la prova del nove.
Sotto osservazione era soprattutto la prestazione del portierino argentino Joaquin Dalmasso, che da qualche settimana si è ritrovato titolare vista la contemporanea indisponibilità di Alastra e Volpe.
L’ex Aquila anche sabato sera ha confermato quanto già di buono si sapeva sul suo conto, e di avere una spiccata personalità nell’interpretazione del ruolo proprio come piace al suo allenatore.
E’ stato baluardo insormontabile e protagonista di almeno un paio di interventi salva risultato.
Il Foggia è in buone mani, insomma, ed Alastra e Volpe possono guarire senza fretta. Ci pensa il bambino.
E’ stata però anche la serata di Alessio Curcio, che si è confermato uomo-derby. L’intuizione sul primo gol che è valso il nono centro stagionale è stato da autentico dominatore dell’area di rigore, superbo lo scatto aereo con il quale ha anticipato sul tempo un certo Terranova, uno dei difensori più navigati di categoria. Ma oltre al gol si è fatto apprezzare nei panni di assist-man (suo il tracciante che ha consentito a Merola di riportare in vantaggio il Foggia) e per almeno un’ora ha preso in mano la squadra dettando i ritmi nella metà campo avversaria.
Un leader ritrovato, insomma, che con la fascia di capitano nuovamente al braccio torna ad essere al centro del progetto rossonero. Con il fantasista romano in spolvero anche Davide Merola, che pian piano sta entrando sempre più nei meccanismi del boemo. Secondo Zeman il meglio del suo repertorio potrebbe offrirlo da punta centrale, ma quello che il tecnico di Praga considera come il sosia di Baiano ora anche per linee esterne comincia ad incidere. Col Bari oltre al gol (favorito da una clamorosa disattenzione di Frattali) ha fatto intravedere quanto può tornare utile il suo gioco di raccordo con il centrocampo, e indubbiamente si è trattato della su migliore prestazione in rossonero. Il che lascia ben sperare per questo ultimo scorcio di stagione.
NOTE STONATE. Prosegue la maledizione, invece, degli infortuni. Soprattutto sulla corsia destra di difesa, che continua a pagare pesante dazio. Dopo Garattoni e Martino, si è bloccato anche Nicolao, peraltro adattato su quella fascia. Per l’ex laterale del Latina dovrebbe trattarsi di un risentimento inguinale, difficile al momento stabilire i tempi di recupero, sicuramente però salterà il derby dello Jacovone di sabato prossimo. Il che costringerà Zeman ad optare per la soluzione-Girasole, già sperimentata nel match con il Bari.
Prosegue, infine, il digiuno di Alexis Ferrante, che nemmeno sabato sera ha ripreso confidenza con il gol. Si allunga l’astinenza dell’attaccante italo-argentino fermo a quota 12 ed a secco dal match con la Fidelis Andria: 4 gare a secco sono una novità assoluta nella stagione del bomber scelto rossonero, che sabato con il Bari si è lasciato apprezzare per lo spirito che ha messo in campo. Continua però ad avere le polveri bagnate, sul suo piede nella ripresa è capitata l’occasionissima che avrebbe potuto far scorrere i titoli di coda del match e regalare al Foggia il 3-1.
Ma dopo lo svarione difensivo di Polverino, l’attaccante non è stato pronto nell’esecuzione, affidandosi ad un pallonetto che da ottima posizione si è spento sul fondo.
Peccato, poteva essere il graffio che avrebbe messo definitivamente in ginocchio il Bari e chiuso il derby.
Ma anche così va bene lo stesso.
Certo, poteva andare meglio, visto come si era messa.
Ma se sull’ultimo assalto Citro di testa avesse centrato lo specchio della porta, come sarebbe andata a finire?
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