Picerno è una primizia assoluta. Mai in 102 anni di storia il Foggia allo Zaccheria
ha incrociato la formazione lucana, che da qualche tempo si è presa la leadership regionale soppiantando le consorelle Potenza e Melfi, che attraversano un momento di preoccupante oscurantismo.
Peccato solo che in panchina non ci sia più Antonio Palo, che da queste parti calcisticamente ha mosso i primi passi in quello che era il florido vivaio rossonero ai tempi proprio di Zemanlandia 1.0, sarebbe stato un bel revival con il Maestro. Ma anche così la sfida è affascinante, perché adesso a guidare i rossoblu c’è Leonardo Colucci, che è originario di Cerignola e che dunque ci terrà in modo particolare a ben figurare.
Foggia-AZ Picerno, senza tanti giri di parole, vale i play-off: lo dice la classifica delle due squadre, lo conferma il recente trend di rossoneri e rossoblu, con soprattutto i secondi che con il cambio al timone hanno innestato le marce alte e dato finalmente un senso compiuto alla loro stagione. Grazie anche al mercato di riparazione che ha dato slancio alle ambizioni dei lucani.
Chi sta meglio è il Picerno, che sarà pure vero che insegue il Foggia ad un punto di distanza, ma che ha una gara da recuperare, quella casalinga con il Campobasso, e quindi teoricamente può anche sopravanzare Curcio e compagni. Classifica a parte, le due prossime contendenti occupano rispettivamente la nona e decima piazza del girone, vale a dire le ultime due utili per accedere agli spareggi-promozione. Quindi nè l’una nè l’altra possono troppo distrarsi, perché alle loro spalle le avversarie non se ne stanno certo a guardare.
Ecco spiegato perché i prossimi 90’ dello Zaccheria si preannunciano particolarmente caldi, vietato sbagliare sia su un fronte che sull’altro perché ora si entra nella fase cruciale della stagione ed i punti valgono doppio.
Il Foggia, che parte con il vantaggio del fattore campo, deve ritrovare quella vittoria che nel girone di ritorno è quasi sconosciuta (solo due successi all’attivo contro Palermo e Monopoli), e cancellare il mezzo passo falso nel derby di Taranto, dove ha lasciato per strada due punti di platino. Ma di fronte troverà un avversario motivatissimo, che oltretutto potrà sfruttare il vantaggio di una maggiore brillantezza fisica derivante dal fatto che nell’ultimo turno di campionato ha potuto beneficiare del rinvio causa neve di sabato scorso.
E’ un aspetto non di poco conto, e che può avere il suo peso nell’economia del risultato, soprattutto se si considera che il Foggia sul piano del dispendio energetico è reduce da due autentiche battaglie giocate nel fango con Bari e Taranto.
Poi però è anche vero che l’avversario è imbottito di ultratrentenni (De Franco, Dettori, Reginaldo, Girardi, Ferrani, Pitarresi e D’Angelo), e bisognerà capire in quali condizioni si presenterà allo Zaccheria.
Zeman, di contro, spera che per la sua squadra sia finalmente primavera, sul piano del gioco e dei risultati, così come da consolidato cliché: le avvisaglie ci sono, ma adesso serve il colpo di reni decisivo per centrare l’obiettivo play-off. Che è decisamente alla portata, ma che è ancora tutto da conquistare.
Per riconciliarsi con i tre punti, il boemo pare intenzionato a mutare qualcosa nell’assetto iniziale dell’undici di partenza: a cominciare dal portiere, dove sembra ormai probabilissimo l’avvicendamento fra Dalmasso ed Alastra. Il giovane numero uno argentino nelle cinque precedenti occasioni in cui è stato chiamato in causa se l’è cavata nel complesso egregiamente, certo pesa l’erroraccio dello Jacovone, ma sarebbe ingeneroso dare la croce addosso ad un ragazzo che per il resto ha dimostrato di avere personalità nell’interpretazione di un ruolo che soprattutto per le formazioni di Zeman è tutt’altro che semplice.
Con Alastra in difesa tornerà a vedersi anche Di Pasquale dopo la squalifica, che andrà a fare coppia centrale con Girasole, visto che Sciacca sconterà un turno di stop. Improbabile invece che dal 1’ torni Garattoni, che a Taranto si ì accomodato in panchina e che tutt’al più potrebbe trovare spazio a gara in corso.
Per il resto non dovrebbero registrarsi novità di rilievo, atteso che per Martino e Rocca i tempi di recupero non sono noti, e quindi con ogni probabilità saranno ancora indisponibili.
Si torna a giocare di domenica dopo il lungo ed estenuante tour de force di febbraio, ma all’orizzonte si profilano altri sette giorni di full-immersion: mercoledì prossimo infatti si ritorna in campo nel turno infrasettimanale delle 21 di Pagani, quindi domenica prossima ecco il Catania.
Tre gare che il Foggia non può proprio fallire.
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