Il Foggia ora va a mille, è la rivincita di Zeman

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La Grande Bellezza era nell’aria. Ancora rarefatta, ma già riconoscibile nelle prestazioni contro AZ Picerno e Paganese,

dove erano affiorate tracce evidenti della beltà zemaniana. Domenica allo Zaccheria tutti in piedi a salutare il roboante 5-1 sul Catania, il Foggia di Zeman finalmente è tornato. Ed ora minaccia di non volersene andare più.
Proprio così, dopo un lungo periodo di gestazione che si è protratto per sette lunghi mesi, al tramonto del campionato i rossoneri hanno messo da parte ogni imbarazzo e sfoderato la migliore prestazione di stagione.

E’ bastato un tempo a Curcio e compagni per prendersi la terza vittoria di fila e rinsaldare la settima piazza in classifica, sono stati 45’ di effetti speciali nel corso dei quali è venuta a galla tutta l’iridescenza del gioco che non può che avere un solo copyright: Zdenek Zeman.
Il Foggia che adesso va a mille e che stritola gli avversari che incrocia lungo il suo cammino, in fondo è la rivincita personale del suo allenatore.

Che qualcuno aveva osato mettere anticipatamente in discussione considerandolo demodè, e che adesso dovrà ricredersi. Cinque gol tutti in una volta i rossoneri di Zeman da queste parti li avevano già messi a referto, ed anche in B, se non addirittura in A: 5-0 all’Avellino anzichè al Cosenza in cadetteria, oppure 5-0 al Lecce o all’H. Verona nella massima serie.

Accadeva negli anni ‘90, ormai quasi trenta anni fa. Quando il tecnico di Praga aveva poco meno di 40 anni e stupiva per il suo calcio rivoluzionario. Oggi di anni Zeman ne ha 74, eppure c’è sempre tanto di straordinariamente accattivante nelle sue idee. Che restano attuali, e che non tramontano mai: il pokerissimo servito in una sola frazione di gioco resta un nuovo record che adesso il boemo può mettere in bacheca, bisogna risalire addirittura agli anni ‘30 per trovare qualcosa di simile: 6-0 al Tosi Taranto il 2 ottobre del ‘32, anche in quella occasione i dauni andarono al riposo avanti di cinque gol.

Al di là del precedente eguagliato, resta la prestazione di domenica scorsa: sontuosa per atteggiamento e per cifra di gioco. Il Catania, che pure veniva dato in salute, e che lontano da casa finora aveva già raccolto cinque successi, è stato letteralmente surclassato; mai in partita gli etnei hanno subìto fin dal primo minuto la dirompente superiorità dell’avversario che li ha sovrastati sul piano della fisicità e della velocità d’esecuzione.

Per i circa 5mila fortunati dello Zaccheria è stato un piacere assistere alla sinfonia rossonera, in cui ad esaltarsi sono stati soprattutto gli attaccanti.
Non è un caso che nel giorno della gara perfetta siano andati in gol simultaneamente Merola, Ferrante e Curcio, che adesso con i loro 32 gol all’attivo cominciano a ricordare sempre più alcuni dei tridenti che a Zemanlandia hanno lasciato il segno.
In crescita esponenziale soprattutto lo scugnizzo Merola, che in tempi non sospetti Zeman aveva accostato ad un certo Ciccio Baiano, e che proprio contro il Catania ha sfoderato la sua migliore prestazione.

Realizzando anche la sua prima doppietta con la maglia del Foggia: curioso che sia arrivata con due inzuccate, lui che è così esile e che non ha certo nel colpo di testa il suo colpo migliore, è stato abile prima ad incornare l’assist al bacio di Petermann per stappare la gara. E poi ad avvitarsi nell’area piccola per spedire la sfera alle spalle di Sala.
Ma è stato nel complesso tutto il Foggia che ha incantato e lasciato a bocca aperta: ermetica la difesa, che si è lasciata sorprendere solo nell’occasione estemporanea in cui Greco ha segnato il gol della bandiera; imperioso anche il centrocampo che ha avuto in Petermann l’uomo-ovunque, capace sempre di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Un altro di quei giocatori che sono calati sempre più nei meccanismi della squadra, e che con il trascorrere delle giornate stanno acquisendo sempre maggiore personalità.

Dodici reti negli ultimi 270’ di campionato sono un bigliettino da visita eloquente su quello che è lo stato di forma dell’undici rossonero, ormai avviato a diventare una macchina da gol praticamente perfetta.
Adesso il Foggia con i suoi 57 centri all’attivo si è preso la leadership del girone (il Bari è dietro a quota 55, terzo il Catania a 50), in Lega Pro meglio hanno fatto solo Modena (59) e Reggiana (58) nel Girone B.

Che Curcio e compagni siano sbocciati proprio con l’arrivo della primavera era prevedibile, i precedenti di Zeman sulla panchina del Foggia parlavano chiaramente in questa direzione. C’è qualcosa però di diverso che alimenta sommesse speranze in casa rossonera in questo rush finale della stagione regolare che poi avrà il suo epilogo con gli spareggi-promozione: il gruppo è concentrato e sempre più coeso e si identifica sempre più nella sua guida. Il gesto di Curcio verso la panchina dopo il gol del 2-0 è emblematico, tutti stravedono per il boemo e non perdono occasione per dimostrarglielo.

Chissà se Canonico domenica dall’alto, in tribuna, avrà gradito quell’abbraccio e quel bacio da parte di chi il patron alcuni mesi fa delegittimò, sottraendogli la fascia di capitano.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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