Dopo gli screzi con Zeman, Canonico è ai ferri corti con Pintus

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Non c’è pace attorno al Foggia. E, inevitabili, volano gli stracci dalle parti di Viale Ofanto.

Nel mentre la squadra dà infatti confortanti segnali di ripresa che lasciano presagire un finale di stagione ricco di suspence, riaffiorano le vecchie e mai del tutto sopite beghe societarie.
C’è ormai clima da tutti contro tutti all’interno del club rossonero, non bastavano le frizioni fra il tecnico Zdenek Zeman e la proprietà che sembrano portare irrimediabilmente di quì a giugno al clamoroso divorzio dal tecnico boemo, adesso a tenere banco sono le stilettate che a distanza si lanciano il socio di maggioranza e quello di minoranza.

E’ scontro totale fra il patron Nicola Canonico e Maria Assunta Pintus, la diatriba che è già sfociata nelle aule del Tribunale e che non è escluso possa riservare clamorose sorprese, rischia di arroventare ulteriormente il clima all’interno del club.
Da una parte c’è il patron, che ostenta sicurezza e che, seppure non goda più della fiducia incondizionata dell’ambiente come pure inizialmente sembrava, continua a mettere la testa sotto la sabbia e a negare che esista qualunque tipo di problema: “Stiamo già programmando il futuro, il Foggia può vantare una rosa di quattordici calciatori di proprietà ed è già proiettato sulla prossima stagione. Sfido chiunque fra tesserati e dipendenti a dire se dal sottoscritto avanza un centesimo - ha dichiarato impettito domenica scorsa in sala-stampa Canonico, a margine del 5-1 sul Catania che d’amblè gli ha fatto ritrovare la parola -. Anche con il mister va tutto per il meglio, domenica prossima dopo il match con il Campobasso saremo assieme in conferenza-stampa”, ha chiosato il numero uno di Viale Ofanto, che evidentemente con la sua sortita sperava di smussare le ormai ataviche incomprensioni con il suo allenatore. Che, dal canto suo, si è chiuso in un silenzio imbarazzante da circa un paio di settimane, da quando cioè ha volutamente innescato la polemica a distanza col suo presidente. Con il quale non dialoga più da tempo, perché da lui si sarebbe aspettato ben altro.

Canonico, evidentemente, non ha ancora ben compreso di ritrovarsi nel bel mezzo di una tempesta i cui riflessi al momento sono incalcolabili.
Già, perché l’imprenditore barese che sostiene di avere in tasca anche per la prossima stagione il rinnovo contrattuale sia con Zeman che con Pavone (senza che però ve ne sia traccia concreta), e che ultimamente è entrato in rotta di collisione anche con il suo vice Masi con il quale pare non esserci più sintonia, adesso è in aperto conflitto coi soci di minoranza Pintus e Pelusi. Che vorrebbe estromettere al più presto dal cda per avere le mani completamente libere sul piano della programmazione. Oggi, in tal senso, sarà una giornata campale perché il patron ha convocato l’assemblea dei soci per ufficializzare il ribaltone, e ridurre il consiglio di amministrazione da 5 a soli 3 consiglieri, tutti di propria espressione.

Sotto certi versi tutto legittimo nella forma come nella sostanza, se non balzasse agli occhi il fatto che l’attuale proprietà ad oggi è gravemente inadempiente nei confronti di Maria Assunta Pintus, il contratto di cessione del 51% delle quote della Corporate Investments Group fissate ad un milione di euro, a sentire l’imprenditrice, sarebbe stato disatteso da Canonico che, dopo il pagamento della prima tranche si sarebbe tirato indietro. Adducendo a scusante il fatto che nel frattempo sarebbero state riscontrate anomalie nei conti del club che avrebbero portato a chiudere l’ultimo esercizio economico-finanziario con una perdita di 2,7 milioni di euro. Una cifra spropositata, a sentire Pintus. Che, dopo diversi tentativi andati a vuoto di far scendere a più miti consigli la controparte, non ha trovato di meglio che avviare una controversia giudiziaria che nel frattempo pare abbia già fissato alcuni paletti in grado di mettere seriamente a rischio la titolarità del club.

Un bel rebus, insomma, dal quale non è per nulla semplice districarsi. Chissà quante volte Maria Assunta Pintus (che nelle ultime ore si è dichiarata addirittura pronta a tornare in possesso delle quote aprendo di fatto un fronte nuovo), avrà maledetto il giorno in cui decise di concedere fiducia a chi poi le ha voltato le spalle. La prima donna-presidente della storia del club, che nel marzo scorso per rilevare il Foggia versò 840mila euro sull’unghia a Felleca, fino ad oggi nel Foggia ci ha rimesso ulteriori 500mila euro. Conti alla mano , dunque, sarebbe fuori di circa un milione di euro. Soldi che legittimamente pretende da chi l’ha corteggiata a lungo, anche perché il contratto di cessione delle quote non prevede alcuna revisione di prezzo post firma.
Canonico dal suo punto di vista si sente in una botte di ferro, ed incurante di quanto gli sta accadendo attorno, continua ad ostentare una tranquillità che pare solo di facciata.

Gli scenari, infatti, sono tutt’altro che chiari e definiti, e di fronte alla perseveranza della rivale-Pintus sarebbe forse meglio essere un tantino più prudenti.
L’imprenditrice cagliaritana già un anno fa, come si ricorderà, quando sembrava irrimediabilmente fuori dai giochi e relegata ai margini del club con uno scatto di reni si ritrovò al comando del vaporetto contro ogni previsione.
Adesso, come allora, è più che mai agguerrita e pronta a tornare in pista. E suggestioni a parte, oggettivamente la partita sembra tutt’altro che chiusa.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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