Il calcio di Zdenek Zeman è tutta Bellezza e Felicità

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Edoardo Galeano, uno dei migliori scrittori e saggisti latinoamericani, in uno dei suoi libri più belli ha scritto,

«Una giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Sölle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?” “Non glielo spiegherei”, rispose, “gli darei un pallone per farlo giocare”.
In effetti se pensiamo alla nostra fanciullezza e alle interminabili partite di calcio giocate sull’asfalto che iniziavano nel primo pomeriggio e terminavano con l’ultimo bagliore di luce, non facciamo fatica ad indentificare la felicità con quelle partite, e dunque con il calcio.

Con quel calcio che assegnava la vittoria a chi segnava un gol in più. Si giocava fino allo sfinimento e non era ammesso il pareggio. «I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara (giocavo anche sei-sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra, allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero chiamato lo “Stukas”: ricordo dolce bieco) sono stati indubbiamente i più belli della mia vita. Mi viene quasi un nodo alla gola, se ci penso», è Pier Paolo Pasolini che parla, uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana del Novecento che quest’anno avrebbe compiuto cento anni.

Nelle ultime quattro partite di campionato il Foggia di Zeman e Pavone ha segnato diciassette gol e ne ha subiti sei. Nelle ultime due partite casalinghe ha segnato dieci gol e in totale, fino a questo punto del campionato, sessantadue.
Proprio come quando eravamo ragazzi, un calcio fatto di gol.

Pensato e costruito in funzione e alla ricerca costante del gol, perché l’essenza stessa del calcio è il gol. La felicità più alta del tifoso si appalesa proprio in occasione del gol, e la bellezza stessa del calcio risiede, spesso, in questo momento. Sempre Pier Paolo Pasolini sostiene che il gol è poesia, «Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del “goal”. Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.

Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno». Ecco perché il calcio di Zdeněk Zeman è bellezza e felicità, perché cerca sempre e in ogni momento della partita la finalizzazione del gioco, ovvero il gol. «Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri» è una delle frasi più citate di Zdeněk Zeman, chi ha seguito e segue le sue squadre sa che i suoi calciatori corrono sempre in avanti verso la porta avversaria e sa, soprattutto, che corrono solo e soltanto per fare gol. In un calcio sempre più asfittico e senza poesia, in balia di procuratori che non amano il calcio ma gli affari, un uomo di settantacinque anni e il suo alter ego (Peppino Pavone) che di anni ne ha settantadue, ci insegnano non solo che è possibile custodire per sempre il bambino che è in ognuno di noi, ma che un altro calcio è possibile. Calcio che regala bellezza e felicità, un calcio che è poesia.

Oscar Buonamano

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