Foggia, ti è andata proprio di lusso

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E’ andata di lusso. Meglio di ogni più rosea previsione. Le intemperanze di tre isolati tifosi,

che in tre momenti diversi della sfida con il Catanzaro hanno fatto ingresso indisturbati sul terreno di gioco provocando attimi di tensione, non hanno scatenato l’ira del Giudice Disciplinare. Che, chissà per quale recondita ragione, nel prendere in esame i referti dettagliati del direttore di gara Collu e degli ispettori di campo presenti lunedì sera allo Zaccheria (si parla di un dossier dettagliato di una trentina di pagine) non ha usato la mano pesante.
Pagano solo le due Curve, la Nord intitolata al compianto Franco Mancini e la Sud dedicata a Piero La Salandra. La punizione inflitta colpisce i due settori tradizionalmente più caldi del tifo organizzato a seguito dei numerosi striscioni offensivi esibiti prima e durante il match e per il lancio ripetuto di petardi ed oggetti in campo.

E non certo perché gli invasori siano in qualche misura ritenuti vicini ad alcun gruppo organizzato.
E’ stata invece evitata la squalifica del campo grazie alla collaborazione che i dirigenti dauni hanno mostrato con le forze dell’ordine nell’individuazione dei responsabili.

Il Foggia è stato anche multato con 10mila euro di ammenda, mentre risulta inibito fino al 30 aprile prossimo il team manager Mario De Vivo “per avere, al 45’ del secondo tempo, tenuto un comportamento non corretto in quanto, prima abbandonava la propria area tecnica e poi entrava in prossimità della panchina avversaria urlando verso un calciatore avversario, per fargli abbandonare il recinto di gioco”.

De Vivo era stato allontanato dal direttore di gara a partita in corso, dopo che aveva suggerito a Iemmello di raggiungere gli spogliatoi e lasciare la panchina dopo la sostituzione. Non c’è stata dunque alcuna minaccia reiterata, come in un primo momento era sembrato, nel post-gara sono stati gli stessi componenti della panchina del Catanzaro a chiarire l’equivoco con l’arbitro Collu, e dunque a scagionare il dirigente rossonero.

Emergono invece anche altri particolari in merito alla triplice invasione di lunedì sera, delle quali solo la prima sarebbe stata provocata con il proposito di raggiungere e colpire l’ex Iemmello, autore di una doppietta, e che il tecnico Vivarini ha richiamato in panchina prima che inasprisse ulteriormente gli animi calciando anche il rigore che poi invece è stato fallito da Sounas. Le altre due sarebbero invece scaturite in reazione all’intervento della Digos, che dopo il fermo ha provveduto a trasferire in Questura il facinoroso.

L’INCHIESTA. La Procura di Foggia, nel frattempo, sta valutando se far scattare un’inchiesta a seguito dei disordini avvenuti nel corso della partita. L’ipotesi di reato è di “scavalcamento”, previsto dalla normativa che riguarda le manifestazioni sportive.

LA NOTA DELL’AIC. Sull’accaduto ieri si è registrata anche la presa di posizione ufficiale dell’Aic, l’Assocalciatori, che in una nota ha espresso la “totale solidarietà” al Catanzaro ed ai componenti della squadra calabrese dopo la “vergognosa aggressione” subita da Pietro Iemmello, “oggetto di una vera e propria caccia all’uomo” durante la gara Foggia-Catanzaro. Nel condannare duramente l’episodio, l’Aic “auspica che le autorità competenti facciano luce sulle circostanze che hanno determinato tale evento, inqualificabile ed inaudito, Un atto gravissimo che si va ad aggiungere alla lunga lista di casi di intimidazioni e violenza nei confronti di tesserati evidenziata nel rapporto Calciatori sotto tiro redatto annualmente dall’Associazione Calciatori”.

LA COMPAGNA DI IEMMELLO. “Per me è il fallimento dei valori che il calcio e lo sport devono trasmettere. Mia figlia guardava il papà giocare e ha dovuto assistere a uno spettacolo che ha tutto tranne che sport. Foggia si dissoci”. Giulia Elettra Gorietti, compagna di Pietro Iemmello, si è sfogata così sui social, mentre l’attaccante non ha rilasciato dichiarazioni in quanto non autorizzato a parlare dalla società, come confermato dal dg Diego Foresti: “Decideremo il da farsi con la proprietà, preferiamo che il giocatore non parli. Chiediamo di rispettarlo perché umanamente molto colpito”.

Ricapitolando: il Foggia contro l’Avellino nell’ultima gara della stagione regolare giocherà allo Zaccheria, anche se agibili saranno solo i settori di Tribuna Ovest e di Tribuna Est. Scongiurato il pericolo della gara a porte chiuse anche per gli eventuali spareggi-promozione. Che i rossoneri di Zeman devono ancora conquistare dopo l’esclusione del Catania che è costata la restituzione di sei punti in classifica.
Il totale fa 8, con i 2 inflitti nel novembre scorso che si spera presto possano essere restituiti dalla giustizia sportiva.
Il Foggia, insomma, alla fine l’ha scampata bella.
Ma la macchia di una notte di follia resta. Purtroppo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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