Vietato sbagliare. E’ così nelle sfide ad “eliminazione diretta”. A maggior ragione, poi, se si disputano in gara “secca”
(come sarà nei primi due turni della Fase dei Gironi dei play-off di Serie C). Al primo errore, si rischia di rovinare tutto. Ed uscire fuori. Non c’è tempo per rimediare. Bisogna essere perfetti. O quasi. E’, in un certo senso, il fascino degli spareggi. Cominciano domenica per il Foggia (e non solo). Primo turno in casa, allo Zaccheria (fischio d’inizio alle ore 17,30), col vantaggio di poter andare avanti anche solo pareggiando (in virtù del miglior piazzamento nella classifica finale, rispetto agli avversari). Di fronte, la Turris: non proprio un ostacolo agevole da superare. In campionato, sia all’andata che al ritorno, Curcio e compagni sono inciampati.
D’accordo, ora è un altro Foggia. E l’ultima prestazione (con l’Avellino) lascia ben sperare. Ma che la squadra di Caneo sia un osso duro, ne è convinto pure Roberto Carannante, napoletano doc e grande conoscitore del calcio campano (tra l’altro 5 anni fa era proprio sulla panchina della Turris). L’ex capitano del Foggia che (con Pasquale Marino, allenatore) conquistò la promozione in C1 nel 2003 avverte: “Occhio alla Turris. Il Foggia gioca bene, ma la squadra corallina non è da meno. Certo, presi singolarmente i rossoneri si lasciano preferire”.
Carannante promuove a pieni voti le due squadre, per quanto fatto in campionato (quella rossonera è arrivata settima, quella biancorossa subito dietro): “Al Foggia do 7 e mezzo (anche se non è stata una stagione in cui tutto è filato liscio), alla Turris anche di più: 8. Si, perché l’accesso ai play-off della formazione campana (al secondo campionato di C, dopo anni nei dilettanti) non era affatto scontato. Viceversa, che il Foggia arrivasse agli spareggi-promozione era abbastanza prevedibile. Vedremo, ora, quanta strada sapranno fare le due squadre sulla via che porta alla B”.
Ammira da sempre Zeman, ma l’attuale allenatore del Savoia (Eccellenza campana, in lizza nei quarti dei play-off con la Scafatese) è anche un estimatore di Caneo. “E’ un seguace delle idee di Gasperini. E come l’allenatore dell’Atalanta, gioca sempre in modo spregiudicato: prima con il modulo il 3-5-2, ultimamente con il 3-4-3. Però si sbilancia meno di Zeman”. Ed indica i pregi della Turris: “E’ una squadra che ha gamba, come suol dirsi. A campo aperto può fare davvero male”. Non ha dubbi, poi, Carannante: “Domenica passerà il turno chi avrà più equilibrio, anche se prevedo una gara ricca di gol”.
Massimo G. Marsico
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