Foggia, Incedit e Nuova Daunia; domenica ben tre squadre locali a caccia del punto punto per fare festa

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Una città nel pallone. Pronta a scendere in piazza per fare festa. Domenica non c’è solo il Foggia a tenere con il fiato sospeso i suoi tifosi,

ci sono altre due squadre le cui stagioni dipendono dall’esito dei prossimi 90’. Una primizia assoluta per il capoluogo, che la prossima stagione oltre a rinverdire i fasti del derby in C con l’Audace Cerignola (sempre che Zeman ed i suoi monelli non centrino l’impresa storica ndr), potrebbe ritrovarsi con un terzetto di formazioni pronte a cimentarsi rispettivamente in Lega Pro, in Eccellenza e Promozione.

Rafforzando così una leadership calcistica che nel tempo non è stata mai in discussione. Oltre alla formazione capofila, infatti, c’è l’Incedit che è arrivata all’ultimo atto dei playoff e si prepara a ricevere l’Arboris Belli per chiudere i conti. E poi c’è anche la Nuova Daunia, che a sorpresa a 90’ dall’epilogo gioca a Zapponeta sapendo di poter gestire un vantaggio di tre punti sulla più immediata inseguitrice che è la Virtus Palese.
Sono unite da un insolito destino le tre principali rappresentati del calcio cittadino, che forse mai prima d’ora si sono sentite così vicine: a tutte basta un punticino per ritrovarsi in Paradiso, sfruttando quella che è una invidiabile posizione che le fa sentire ormai prossime al traguardo.

Il Foggia di Zeman alle 17.30 allo Zaccheria incrocia la Turris nel primo turno ad eliminazione diretta degli spareggi-promozione: hanno a disposizione due risultati su tre Curcio e compagni per andare avanti e magari regalarsi l’Avellino mercoledì 3 maggio prossimo in trasferta. Il passaggio del turno sembra alla portata dei rossoneri, che però devono guardarsi da quella che è la loro autentica bestia nera di stagione: i corallini, infatti, nei due precedenti in campionato hanno sempre vinto (0-2 e 3-1), e quindi non vanno presi assolutamente sottogamba se non si vuole compromettere in anticipo l’esito di una stagione che finora va considerata ampiamente in linea con i programmi di partenza.

Mentre il Foggia se la vedrà con la Turris, sospinto da una cornice di pubblico che dovrebbe aggirarsi fra le 7-8 mila unità, a poche centinaia di metri al campo della Figc di Via Ascoli (lì dove i dauni in questa stagione hanno fissato il loro quartier generale per gli allenamenti settimanali), a partire dalle 16.30 l’Incedit Foggia nella finalissima play-off di Promozione proverà a regalarsi il salto in Eccellenza. Anche in questo caso ai canarini sarà sufficiente non perdere per fare festa: se infatti a conclusione dei 120’ (in caso di eventuali supplementari) dovesse persistere il risultato di parità sarebbero i ragazzi di Enrico La Salandra a centrare la promozione. L’ultimo scoglio da superare è la formazione di Alberobello che è stata la principale antagonista dei rossoblu che hanno chiuso alle spalle della neo-promossa Polimnia, e che hanno conquistato la seconda piazza proprio sul filo del gong piegando l’Arboris 2-1 in casa. Si preannuncia una sfida vibrante, nella quale si spera che a fare la differenza possa essere il pubblico di casa.

L’en-plein si spera possa essere completato dalla Nuova Daunia, che in Prima Categoria è attesa dall’ultimo atto del campionato in trasferta: i neroverdi del presidente Luciano Acquaviva domenica alle 16.30 saranno di scena a Zapponeta contro il Real che è adagiato sul fondo della classifica e che pare ormai destinato ai play-out. Basta un punto agli uomini di Mario Lannunziata per mettersi al riparo da ogni eventuale sorpresa, e difficilmente i neroverdi si lasceranno sfuggire l’occasione di brindare al salto in Promozione.

Foggia, dunque, domenica per 90’ sarà davvero una città nel pallone, come forse non accadeva da tempo: l’ultima volta era addirittura il lontanissimo 1946, quando sulla scena locale irrompeva l’Incedit, la costola calcistica foggiana, diventata squadra del quartiere periferico Martucci, lì dove ha sede la Cartiera. E con la quale il Foggia si apprestava a disputare i primi sentitissimi derby. Anzi stracittadine.

Circa 70 anni dopo c’è una città che torna a palpitare. E ancora una volta per il pallone.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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