Finché è rimasto all’ombra di un certo Peppino Pavone, deus ex machina del Foggia edizione 2021-22 che per un pelo non ha centrato le Final Eight, tutto è filato liscio come l’olio. Responsabilità zero, nella sua qualità di coordinatore dell’area tecnica, aveva ricevuto da Nicola Canonico l’input di essere il suo occhio vigile nello spogliatoio. Lì dove pochi eletti hanno diritto di presenza.
Mission che deve aver svolto con profitto e zelo, vista la recente promozione sul campo. Ma adesso che è stato investito della carica di direttore sportivo succedendo a Pavone, Emanuele Belviso non potrà più rimanere nell’ombra.
Dovrà essere in prima linea e, in qualche misura, indirizzare le scelte della proprietà sui rinforzi da mettere a disposizione di Boscaglia. Che, ovviamente, avrà chiesto precise garanzie sul piano tecnico per garantirsi il risultato finale.
Rispetto però a chi l’ha preceduto non avrà il fucile spianato contro: Belviso è fedelissimo del patron, ne è diretta emanazione, gli basterà sottostare ai voleri del suo datore di lavoro e condividerne le scelte per garantirsi un posto al sole, non gli passerà mai per la testa di contraddirlo.
E’ già successo altrove, e la storia si ripeterà puntualmente anche a Foggia, dove Canonico sta per regalargli una esperienza professionale irripetibile.
Parliamoci chiaro: Belviso ds da queste parti è possibile solo grazie al volere dell’attuale proprietà, viceversa sarebbe davvero difficile ipotizzare che avrebbe mai potuto giocarsi questa chance proprio qui, dove dirigenti illuminati storicamente hanno sempre saputo pescare fior di talenti.
Ma a Canonico serviva altro, una figura profondamente diversa da quella di Pavone, il talent-scout che arriva prima di tutti e che sa essere valore aggiunto per un club. Gli occorreva qualcuno che fosse in grado di tessere rapporti con gli agenti di turno, e che possa garantirgli determinati equilibri.
E Belviso sintetizza mirabilmente questo profilo.
D’altro canto basta scorrere quello che è ad oggi il suo curriculum professionale: ha cominciato la sua carriera nel ‘09, nel Liberty Molfetta, guarda caso proprio con Canonico. E, dopo questa fugace esperienza ha lavorato, sempre con lo stesso, al Bisceglie. Stop. Ora il Foggia. E la storia si ripete.
Sul fronte calciatori, Vincenzo Garofalo saluta il Foggia e si lega al Brescia, c'è la B nel futuro del centrocampista irpino, autore di 5 gol nell’ultima stagione coi rossoneri. Il mediano, originario di Lioni, ha salutato i suoi ex tifosi sui canali ufficiali social con un messaggio Instagram: “Grazie Foggia! Grazie per questi 2 anni che non dimenticherò mai! Grazie per avermi accolto e fatto sentire a casa! Grazie per il vostro calore che ci ha accompagnato in giro per l’Italia! ... Grazie al Mister Zeman e al suo staff che mi ha insegnato tantissimo! Non basterebbero altri 1000 grazie per esprimere ciò che mi avete trasmesso in questi intensi due anni”.
Infine, lo scorso 17 maggio aveva salutato i tifosi rossoneri, lasciando intendere che si trattava di un addio. Il futuro di Alexis Ferrante, ora è certo, sarà lontano da Foggia: il presidente Canonico non è intenzionato a riscattarlo (“Troppo alto il prezzo fissato dal Pavone”, le parole del patron), e così il centravanti argentino che quest’anno ha messo a segno 13 reti in 30 presenze in rossonero, tornerà alla Ternana. Il ds Luca Leone ha spiegato che il calciatore sarà valutato, insieme a Filippo Damian (di rientro dal prestito al Messina), in ritiro dal tecnico Cristiano Lucarelli.
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