Foggia, la diaspora dei talenti

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Mai dire mai. Soprattutto quando c’è di mezzo il mercato, che è sempre pronto a riservare clamorose sorprese. E’ il caso di Tommaso Nobile, il portiere che solo ieri pareva ormai sulla via di Rimini, dopo aver disatteso i patti con il Foggia. Ed il cui nome torna invece prepotentemente d’attualità dopo che Nicola Canonico non ha digerito lo sgarbo del numero uno napoletano ed è andato al contrattacco. Mettendo sul piatto della bilancia argomenti finalmente convincenti. Morale: ora Nobile sembra molto più vicino al Foggia. Ma fino a quando non ci sarà la firma sul contratto meglio rimanere cauti.

In dirittura d’arrivo anche un’altra trattativa: vicino a vestire il rossonero è anche il giovane under Daniele Mariani, classe ‘01 che sta per essere prelevato in D dal Real Agro Aversa, il club dal quale la scorsa stagione venne pescato Gallo.

Operazione di contorno, quest’ultima, che non può far fare salti di gioia a una tifoseria che sogna di competere per le prime piazze. Canonico dal suo quartier generale di Modugno medita il da farsi e prepara un paio di annunci a sensazione.

Ma nel frattempo si respira una strana atmosfera dalle parti di viale Ofanto, con i cancelli sbarrati e gli uffici desolatamente chiusi. Il Foggia cerca casa dopo che le chiavi dello Zaccheria sono state consegnate a Palazzo di Città. Una sensazione di preoccupante immobilismo che inquieta nelle ore in cui viceversa bisognerebbe dare una decisa accelerata nella direzione della nuova stagione.

Si è fermi invece al rinnovo di Nicolao in entrata. E all’addio (annunciato) di Rocca, che pur rimettendoci qualcosa sul piano squisitamente economico ha preferito optare per la risoluzione consensuale.

Nel frattempo, però, vengono a galla i meriti di Zdenek Zeman, che sono indiscutibili e che acquistano spessore alla luce degli ultimissimi eventi che si stanno registrando. Il boemo pur non essendo rimasto per nulla soddisfatto del materiale umano messogli a disposizione dalla proprietà nel corso dell’ultima stagione, è riuscito ad ogni modo ad accrescere la qualità del gruppo. E dei singoli.

Ecco perché stonano le parole di patron Canonico, che non solo non ha fatto nulla per trattenere il tecnico di Praga a Foggia, ma ha addirittura sminuito il suo operato: “Il lavoro di Zeman non mi ha soddisfatto”, ha sentenziato il Presidente nel giorno del divorzio, quasi a voler sottolineare che si poteva e doveva fare meglio.

La realtà, però, dice ben altro: ieri Pietro Martino si è legato al Cosenza, e in una sola stagione fa il grande salto dalla D fino alla serie B. L’esterno destro modenese a 25 anni ha la grande occasione della carriera, l’estate scorsa fu il ds Pavone ad accorgersi di lui e a portarlo in rossonero. Dove pur non entusiasmando sul piano della continuità si è comunque ritagliato un posto importante nello scacchiere collezionando alla fine 25 presenze e un gol.

Pavone avrebbe voluto riconfermarlo, invece Canonico ha lasciato che il suo contratto andasse in scadenza senza battere ciglio. E così da ieri Martino ha spiccato il volo verso la Calabria e la cadetteria. Caso analogo quello di Vincenzo Garofalo, da un paio di settimane passato al Brescia (anch’egli da svincolato): sarebbe bastato poco per accontentarlo, il ragazzo che con Zeman ha avuto una crescita portentosa si era dichiarato pronto in tempi non sospetti a prolungare.

Ma anche in questo caso il club si è messo di traverso, proponendogli spiccioli. E così Garofalo ha detto bye-bye e la prossima stagione proverà a ritagliarsi il suo spazio in Serie B. A gennaio scorso, invece, era toccato a Nicoletti salutare e prendere la strada di Crotone, dopo che il club calabrese si era fatto avanti per il difensore di fascia che Zeman nella prima parte di stagione aveva messo in vetrina esaltandone anche le propensioni spiccatamente offensive.

E Alexis Ferrante? Quando l’estate scorsa arrivò a Foggia era alla ricerca della propria identità perduta, nell’ultima annata a Terni aveva giocato poco e male. Nel 4-3-3 di Zeman si è esaltata, e ha segnato gol a grappoli (13, ma sarebbero stati 15 senza i due sottratti dopo l’esclusione del Catania).

Certo nel girone di ritorno ha avuto una evidente flessione che ne ha condizionato il rendimento, ma il giocatore è comunque ritrovato. Grazie alla cura Zeman. E ora il bomber argentino, tornato alla casa madre, spera di essere protagonista anche con le Fere.

A maggior ragione dopo che il Foggia non ha inteso riscattarlo: “Troppi 400mila euro”, ha sentenziato Canonico, che di fatto ha sbattuto la porta in faccia al centravanti. 

La lista potrebbe ulteriormente allungarsi con i nomi di Petermann e Di Pasquale che hanno più di una richiesta in B. Come Merola, che per fine prestito è tornato all’Empoli, e che per la prossima stagione troverà spazio sul palcoscenico della cadetteria.

Senza ovviamente dimenticare Curcio e Sciacca, che fanno gola in C ad alcune delle formazioni più titolate. E Gallo, il cui contratto era in scadenza al 30 giugno scorso, e che non avrà alcuna difficoltà a trovare sistemazione in terza serie.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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