Ma Alessio Curcio va o resta? Saperlo, per il Foggia il capitano è uno degli intoccabili, il tecnico Boscaglia lo ha inserito in cima alla sua lista dei desideri e lo considera un punto inamovibile del suo scacchiere.
Per distoglierlo dai cattivi pensieri che in questi giorni lo stanno assalendo, il club sarebbe pronto anche a un ulteriore sacrificio sul piano economico prolungandogli il contratto fino al 30 giugno 2024.
Il ragazzo, dal canto suo, non fa una piega: in ritiro suda e sbuffa, ma non perde il buonumore e sembra essersi perfettamente integrato nel nuovo gruppo che in Friuli sta prendendo forma.
Il maestro Zeman, nei riguardi del quale proprio di recente il giocatore ha mostrato pubblicamente una sorta di venerazione ringraziandolo per quanto ha saputo incidere nella sua crescita professionale, sembra lontano, il presente si chiama più che mai Foggia e all’orizzonte non sembrano esserci altre possibili distrazioni.
E allora dov’è il problema? Se i matrimoni si fanno in due e c’è il desiderio di ambo le parti di proseguire assieme nella stagione che al Foggia può regalare un sogno, perché mai montare un presunto caso che non esiste? Nella forma, non nella sostanza, perché poi all’atto pratico il nome del capitano rossonero stuzzica la fantasia di qualche club, con il Catanzaro in prima fila che ormai da qualche tempo fa una corte spietata al fantasista romano.
Davanti ci sono ancora oltre 30 giorni di mercato, e tutto quindi può succedere. Oltretutto il fatto che il Foggia sia sulle tracce di Andrea Schenetti fa insinuare qualche dubbio circa la permanenza di Curcio per la terza stagione consecutiva a Foggia: il 31enne trequartista milanese che con la Virtus Entella è in scadenza di contratto è entrato nelle mire di Roberto Boscaglia che lo conosce bene per averlo allenato qualche stagione fa a Chiavari. A lui, oltretutto lo lega una promozione in B che ha rafforzato il feeling fra i due, al punto che quando il tecnico gelese due stagioni fa arrivò a Palermo provò a convincere l’allievo a seguirlo.
Non se ne fece nulla, ma la stima e la gratitudine sono rimaste. Ed ora che Boscaglia è sulla panchina del Foggia, un pensierino al giocatore è tornato a farlo.
Che poi Curcio escluda Schenetti, e viceversa, è vero. Ma fino ad un certo punto. Il primo, nel 4-2-3-1, sarebbe perfetto utilizzato come sottopunta, il ruolo che probabilmente predilige su tutti, ma anche Schenetti per caratteristiche si troverebbe a proprio agio ad agire a ridosso della punta-vertice.
Quindi viene automatico pensare che l’arrivo dell’ormai ex Virtus possa preludere all’addio del numero 10 rossonero (64 presenze e 24 gol nelle due ultime stagioni a Foggia), dimenticando però che proprio nell’ultima annata il capitano ha avuto una riconversione tattica che lo ha portato nel 4-3-3 di Zeman ad agire come attaccante esterno sulla sinistra. Il che quindi potrebbe anche spingere Boscaglia ad utilizzarlo nei 3 della trequarti sul versante sinistro.
Inutile, ovviamente, chiedere lumi ai diretti interessati, che si trincerano dietro un comprensibile silenzio: Boscaglia per ora non vuole scoprire le carte e studia possibili varianti tattiche al suo modulo preferito, Curcio dal canto suo si limita a confermare di essere a disposizione del tecnico e di attenersi alle sue scelte.
E quindi? Bisognerà allora attendere le prime verifiche sul campo, e capire nel frattempo come evolverà il mercato del Foggia. Che negli ultimi giorni vive un momento di stasi legato ad alcune trattative che seppure ben avviate necessitano ora dell’accelerata decisiva. Nicola Canonico, che in questi giorni è assorbito dai propri impegni di lavoro, conta presto di rimettersi al lavoro assieme al ds Belviso per dare la sterzata decisiva.
E non è detto che nei prossimi giorni in prima persona non faccia irruzione nel ritiro di Camporosso in Valcanale per verificare ci persona qual è l’umore generale del gruppo. E dei senatori. Fra i quali non è escluso possa registrarsi qualche mal di pancia.
Potrebbe essere quella l’occasione anche per intavolare una chiacchierata chiarificatrice con il capitano, con il quale come si ricorderà nella scorsa stagione c’è stato qualche momento di tensione che sfociò nel controverso passaggio della fascia a Sciacca dopo la notte che costò al Foggia l’amara eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Fidelis Andria.
E nella quale Curcio si rese protagonista dell’errore decisivo dal dischetto. Acqua passata, sembrerebbe. Perché adesso a prevalere è l’interesse di un gruppo che non può privarsi a cuor leggero di un elemento che rappresenta un valore aggiunto. A prescindere dagli schemi.
Boscaglia questo lo sa bene, ed è per questo che ha chiesto alla società di riconfermare colui che unanimemente è considerato il leader carismatico del gruppo. L’uomo capace, con le sue invenzioni, di cambiare corso ad una gara.
Ma ora è la volontà del giocatore che conta. E che alla fine avrà il sopravvento. E allora Curcio va o resta?
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