Sfrontato, sicuro di sé stesso, e soprattutto ambizioso. Uno di quelli che puntano sempre ad alzare l’asticella. Chi lo conosce bene lo definisce così: Antonio Orteca, 17 anni, attaccante di 187 cm., dopo aver convinto il Parma a tesserarlo e a reclutarlo per la Primavera, ha già fissato il prossimo obiettivo: stregare il tecnico dei ducali Fabio Pecchia e ritagliarsi un posto al sole.
Mission possible, dopo che approdi in un club come il Parma non per caso, il cerignolano doc, trasferitosi un anno fa in Emilia, mattone su mattone sta costruendo il suo personale percorso: giocare in Primavera dopo solo una stagione con la maglia del Cervo (Promozione Emilia-Romagna ndr) non è da tutti: “Ho desiderato tantissimo questa chiamata - evidenzia l’attaccante in esclusiva a l’Attacco -. Era il mio obiettivo fin da quando sono partito da Cerignola. Abito a Collecchio, proprio dove è situato il centro sportivo del Parma, ci passavo ogni giorno, e fin dal primo momento è cresciuto in me il desiderio di arrivare a giocare lì. E così alla fine è stato”.
In Emilia Orteca si è ritrovato quasi per caso: dopo la trafila nel settore giovanile dell’Audace Cerignola, si è trasferito al Bisceglie negli allievi nazionali dove si segnala realizzando 10 gol che gli valgono la chiamata in prima squadra nella parte finale della stagione. Al rompete le righe Antonio decide di andare a trovare i parenti a Parma. È l’estate che gli cambia la vita: “Mio zio mi presentò alcuni suoi amici del mondo del calcio - ricorda -, mi videro giocare, e subito mi hanno chiesto di restare. Non ci ho pensato due volte a trasferirmi”.
Parte così l’avventura lungo la via Emilia, Orteca firma per il Cervo, gioca al sabato con la juniores con cui segna 15 reti in sole 10 presenze. Il tecnico della prima squadra Andrea Ferrara resta stregato da quel ragazzo: “Mi aggregò subito alla prima squadra, anche se ho trovato poco spazio, subentravo sempre nell’ultimo quarto d’ora”. Poi, l’1° maggio scorso cambia tutto: terzultima giornata, il Cervo impegnato in trasferta sul campo del Vigolo Marchese. Serve un punto per l’aritmetica salvezza: la squadra è sotto 2-1 e al 96’, Orteca si trova al posto giusto nel momento giusto per diventare il salvatore della patria. Mancino forte e secco, palla in fondo al sacco e squadra salva con il gol del ragazzo più giovane di tutto il campionato.
Sulle tribune quel pomeriggio, per una curiosa coincidenza, c’era un osservatore del Parma che annota il suo nome sul suo taccuino. Il ragazzino continuerà ad essere seguito nelle ultime due partite di campionato, in cui il Cervo vincerà grazie anche a tre assist del giovane cerignolano. Il Parma a quel punto indirizza alla famiglia di Orteca una lettera d’invito per partecipare agli allenamenti con l’under 18 dei crociati per 5 giorni. Antonio al primo test segna 3 gol in 7 minuti che gli valgono prima la convocazione per un amichevole contro la Virtus Entella (in cui va in gol su rigore) e poi per un triangolare con Bologna (altra rete dal dischetto) e Ravenna.
Esame superato a pieni voti e così Orteca firma per la Primavera del Parma. Magari non sarà bravo come il quasi omonimo argentino Ariel Ortega che vestì la maglia gialloblu ormai oltre 20 anni fa, ma se non altro è un segnale beneaugurante: “Sono contentissimo, ma la mia felicità sarà più grande il giorno in cui scenderò in campo per la prima volta con la maglia del Parma in una gara ufficiale - rivela -. A cosa miro? Spero di arrivare presto ad allenarmi con la prima squadra. Vorrei convincere Pecchia”.
Ma Orteca ha un altro sogno nel cassetto. Quale? “Esordire in serie A, e un giorno arrivare al Milan, la mia squadra del cuore”. Per poi magari segnare al debutto proprio come accadde al brasiliano Pato, al quale si ispira: “Non ho un idolo vero e proprio, ma mi piaceva tantissimo vederlo giocare. Era veloce e segnava gol a raffica”. I sogni son desideri, non si dice così?
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