Foggia, il bilancio di metà campionato è in rosso

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Non tutto è perduto. Il quarto posto resta ancora alla portata, ma nel girone di ritorno servirà cambiare marcia. Ma soprattutto occorreranno rinforzi “veri” per risalire dal nono posto attualmente occupato e arrivare a ridosso del podio.

Il Foggia per ora stiracchia sì e no la sufficienza grazie all’effetto-Gallo che ha dato nuovo slancio e vigore a una squadra che a settembre pareva già bella e cotta. Non ci fosse stato il provvidenziale avvicendamento alla guida tecnica dopo una partenza fra le più inquietanti e disastrose della storia del club, chissà dove ora si ritroverebbero Di Pasquale e soci.

E invece per fortuna il trend è stato invertito e i soli tre punti da colmare per mettere nel mirino il quarto posto sembrano un gap ampiamente colmabile. Soprattutto se la squadra continuerà a evidenziare i progressi sul piano della personalità mostrati negli ultimi tempi.

Adesso però il pallino passa nelle mani della società, che se davvero vorrà salvare in calcio d’angolo una annata che a un certo punto rischiava di diventare fallimentare sotto tutti i punti di vista dovrà assecondare sul mercato di riparazione le richieste del suo allenatore. Che ha oggettivamente bisogno di almeno 3-4 tasselli di spessore per incanalare la stagione nel verso desiderato.

Finora Canonico ha clamorosamente toppato, il nuovo corso orfano di Pavone e Zeman avviato la scorsa estate ha fatto i conti con l’improvvisazione di una programmazione tecnica che è sfociata nell’esonero di Boscaglia e al frettoloso allontanamento del ds Belviso. La rosa è stata assemblata scriteriatamente secondo un improbabile sistema di gioco (il 4-2-3-1) che le caratteristiche dei singoli non hanno mai sposato. E con il cambio in corsa in panchina tutti i nodi sono venuti al pettine, assieme alle scelte errate che hanno sottinteso un mercato senza né capo né coda.

Il nono posto attuale in classifica del Foggia è lo specchio fedele di una prima parte di stagione divisa in due netti tronconi: una prima che è circoscritta alle prime 6 giornate che hanno fruttato la miseria di 4 punti e il penultimo posto frutto della dissennata gestione-Boscaglia. E una seconda fatta di 14 gare e 22 punti che sono stati il frutto dell’opera di ricostruzione di Fabio Gallo. Che in combinata con il ds Matteo Lauriola e in mezzo al mare tempestoso di una vicenda societaria sempre borderline ha prodotto la svolta. Che si è materializzata anche attraverso il recupero di giocatori che al suo arrivo parevano ormai destinati a cambiare aria e lontanissimi dal progetto tecnico (Peralta e Schenetti su tutti).

Il desiderio di Canonico di migliorare quanto fatto la scorsa stagione dal tandem Pavone-Zeman per ora resta represso: il Foggia sulla tabella di marcia è in ritardo di 6 punti rispetto a quello del boemo. Anche se ovviamente ha tutto un girone di ritorno per rifarsi.

Intanto in seno al club si registra l’ultima comparsata del patron, che ieri in una nota ufficiale ha inteso replicare al comunicato diffuso 24 ore prima dai mandatari del gruppo industriale europeo che hanno annunciato di battere in ritirata di fronte alle pretese della proprietà: “Nicola Canonico in qualità di socio di maggioranza del Calcio Foggia 1920 - si legge - alla luce delle notizie diffuse in merito a manifestazioni d’interesse per rilevare il pacchetto di maggioranza o totalitario del club rossonero precisa: il Foggia e le mie quote non sono in vendita, lo ribadisco ancora una volta. Trovo incomprensibili e poco serie le manifestazioni d’interesse pervenute via pec, o semplicemente via mail, rese di dominio pubblico pochi minuti dopo l’invio. Forse, per qualcuno, svelare al mondo intero la presunta volontà di acquistare il Foggia è una strategia comunicativa per mettere alle strette il sottoscritto”.

“Come già fatto nell’ultima conferenza stampa, sottolineo non solo la volontà di proseguire il mio cammino nel Foggia ma voglio rendere noto come ogni proposta d’acquisto resa pubblica, sarà immediatamente cestinata. In merito alla proposta avanzata dai due professionisti foggiani residenti a Milano, ci tengo a chiarire che il vincolo di riservatezza è rivolto a terzi, non ai soggetti interessati nella compra-vendita del bene”.

“Il tema ‘caparra’? Quando si vuol comprare qualcosa, per constatare la serietà e il vero interesse dell’acquirente si mettono i soldi sul tavolo. Insomma, non devo dirlo io, quasi tutti l’hanno provato su sé stessi comprando una casa, un’auto o un altro bene. Il Foggia – prosegue Nicola Canonico – è già a lavoro per il calciomercato invernale, mentre tanti continuano a bussare alla nostra porta dimenticando che il Foggia non è in vendita e che prima di entrare in casa degli altri bisogna presentarsi. In un mondo dove far pallone è un qualcosa che appartiene a sceicchi e petrolieri, Nicola Canonico risponde presente investendo tempo, denaro e passione. Colgo l’occasione per augurare buon Natale a tutti i tifosi del Foggia”. E la farsa continua...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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