Gallo, col Potenza è tempo di sospiri...

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Gallo e il Potenza, questione di feeling. Non arriva nel miglior momento della stagione del tecnico di Bollate l’incrocio con il suo recente passato. E che rappresenta un pezzo significativo della sua recente carriera.

Il Foggia gli sta dando qualche grattacapo di troppo, non ci fosse la Coppa che apre il cuore alla speranza la stagione potrebbe già considerarsi avviata all’epilogo, il campionato dei rossoneri sta vivendo un momento di stanca, il girone di ritorno è iniziato con due cocenti sconfitte che hanno bruscamente rallentato la risalita in classifica allontanando l’obiettivo del quarto posto.

Di mezzo c’è poi un mercato di riparazione che non lo fa star tranquillo e che lo mette di cattivo umore, teme che qualche altra pedina del suo mosaico si perda per strada e prenda il volo verso altri lidi.

E poi? E poi c’è il rapporto con la proprietà che comincia a vacillare, le strampalate strategie di Nicola Canonico spesso (e volentieri) lo trovano in disaccordo e gli fanno perdere la bussola. Anche l’ultimo arrivo di Vacca lo ha colto di sorpresa, lì in quel ruolo c’è già Petermann, cosa potrà farsene di un doppione? Gallo, che avrebbe bisogno di giocatori pronti a scendere in campo e a fare possibilmente la differenza, non sa più che pesci pigliare: con Beretta e Vacca il patron ha fatto di testa sua sposando una operazione nostalgia che rischia di alterare i sottili equilibri interni dello spogliatoio.

Ritrovare domani sulla sua strada il Potenza per Fabio Gallo significherà imbattersi nell’isola felice che ha punteggiato una fase significativa del suo percorso di allenatore. Almeno fino a quando in rossoblu è riuscito a dare il meglio di sé. Cioè per un anno e fino all’ottobre del ‘21, quando all’indomani della sconfitta per 2-0 in casa della Paganese, il Potenza decise di sollevarlo dall’incarico. La formazione lucana in quel momento era penultima, seguita solo dalla Fidelis Andria.

Decisione inevitabile a quel punto, il Potenza non vinceva ormai da ben sette partite, culminate con tre sconfitte consecutive, l’ultima in casa della capolista Bari. La vittoria per i rossoblù mancava ormai dal 7 novembre, ultimi tre punti ottenuti nella sfida interna contro il Picerno. Da quel momento in poi l’inizio del declino, con appena 2 punti conquistati nelle restanti sette partite grazie ai pareggi contro Monopoli e Turris.

“Prendo questa decisione - dirà il presidente Caiata - con profondo dispiacere soprattutto per la stima e l’amicizia che mi lega al tecnico. In questo momento dobbiamo provare però in ogni modo a rialzarci e a raggiungere un obiettivo non impossibile. Al mister va il mio profondo ringraziamento per quanto fatto in questi mesi a Potenza e l’augurio sincero e convinto di un futuro ricco di nuovi successi professionali”.

Gallo era arrivato a Potenza in febbraio, quando i lucani erano in piena zona play-out, e con una grande e sofferta rimonta era riuscito a conquistare la salvezza diretta. Ad avvicendarlo sarebbe stato Bruno Trocini, anche se curiosamente le dimissioni Gallo le formalizzerà solo in dicembre.

Da Potenza a Baku: sarà questo l’itinerario del viaggio compiuto dall’ex mezzala atalantina per raggiungere Gianni De Biasi, che gli chiederà di seguirlo in Azerbaigian alla guida della nazionale: “Ero stato appena licenziato - racconterà il tecnico di Bollate -, trattandosi del primo esonero ricevuto in carriera per me è stata dura da accettare. Mi ero trovato benissimo con l’ambiente lucano, ma a fine gennaio De Biasi mi ha convinto. Dopo pochi giorni ho capito che si trattava di un’esperienza unica che non potevo perdermi e così sono partito”.

Avventura lampo, perché quando arriverà la chiamata del Foggia e del ds Matteo Lauriola non ci penserà un attimo a rifare le valigie con destinazione Puglia. Tre mesi dopo dal suo arrivo in rossonero Fabio Gallo qualche domanda se la starà facendo. E sicuramente qualche risposta se la starà pure dando. Ne è valsa davvero la pena?

La squadra che aveva trovato dal momento del suo arrivo e che faticosamente è riuscito a rimettere in carreggiata gliela stanno smontando a pezzi: via D’Ursi, via Malomo, via Chierico, via Tonin. Presto, molto presto, partiranno anche Odjer e Nicolao, con quest’ultimo che ormai è ad un passo dal Gubbio. Con la valigia in mano anche Vuthaj, Sciacca glielo hanno appena messo fuori rosa, mentre non si sa ancora quale destino attende Garattoni, Di Pasquale e Petermann. No, questo non è più il suo Foggia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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