Ha ragione Fabio Gallo. Mai Roberto Ogunseye avrebbe immaginato di uscire tra gli applausi dello Zaccheria. La doppietta che ha regalato il successo nella semifinale di andata di Coppa Italia contro la Juventus Next Gen sa di nuova vita per l’attaccante giunto in estate dal Modena.
Nell’ultimo mese sono arrivati 4 gol in altrettante gare: un trend in netta controtendenza rispetto a quello che finora era stato il rendimento dell’italo-ghanese sottorete. Un apporto in zona-gol che in realtà Ogunseye non ha mai smesso di cercare fin dalle prime battute di questa stagione.
Curioso semmai che il risveglio del centravanti sia coinciso con il periodo meno brillante del Foggia, che nel nuovo anno è partito con il freno a mano tirato, e che ha finito con l’oscurare gli sprazzi di luce irradiati dall’ariete rossonero. Che oggi brillano di luce propria.
Insomma tutt’altra storia rispetto alle titubanze iniziali, resa possibile solo grazie alla caparbietà del giocatore. Il quale attraverso il lavoro, ma soprattutto la pazienza, è riuscito a divincolarsi dalle difficoltà di inizio stagione e a far venire a galla quelle che sono le sue qualità e caratteristiche peculiari: “Sinceramente ho vissuto questo periodo nel modo più normale possibile - ha sottolineato Ogunseye nel post-gara di Coppa Italia -, anche perché ho sempre pensato a lavorare in quanto è l’unica strada che conosco. Ovviamente quando non fai bene e non riesci ad incidere come vorresti è logico diventare bersaglio delle critiche. Questo vale dovunque, e a Foggia in particolare dove i tifosi pretendono tanto. Ripeto, ho vissuto questo frangente come uno stimolo per continuare ad impegnarmi giorno dopo giorno. La strada davanti a me è comunque ancora lunga”.
Felicità, soddisfazione, ma anche una buona dose di concentrazione, la vera forza di Ogunseye che ha contraddistinto la prima parte del suo campionato, ma soprattutto quest’ultimo periodo. Un lasso di tempo che in realtà parte da molto lontano: 7 dicembre ‘22, Foggia - Catanzaro 2-0, ancora una volta la Coppa è la protagonista indiscussa della stagione del 27enne attaccante mantovano, 90’ che lo hanno consegnato alle braccia dei tifosi per quel rigore pesantissimo siglato al 76’, e che ha permesso poi al Foggia di portare a casa la qualificazione grazie anche al raddoppio di D’Ursi al 91’.
Da quel momento la sua stagione ha forse subito l’impennata decisiva, nelle successive 6 gare, infatti, Ogunseye si è reso protagonista di gol (4) e inevitabilmente di prestazioni che hanno spinto lo stesso Gallo a definirlo “indispensabile” per il suo sistema di gioco.
Un giudizio che lascia pensare molto su quello che è stato il reale apporto che l’attaccante è riuscito fornire durante le ultime partite, soprattutto in quelle in cui non è ad andato a segno.
In tal senso, l’incornata nell’ultima sfida di campionato contro la Virtus Francavilla (sventata da un ottimo intervento d’istinto del portiere Avella) è emblematica.
Il penultimo atto, prima della sfida di Coppa Italia, di una crescita costante iniziata proprio col Catanzaro. La gara della rinascita di Ogunseye, ma anche della definitiva uscita di scena (forse) di un altro attaccante rossonero: Dardan Vuthaj, ovvero il diretto concorrente dell’ex Modena che fino a quel momento gli aveva lasciato pochissimo spazio.
Un aspetto sicuramente da non sottovalutare, e che forse potrebbe dare una volta per tutte una risposta ricorrente fin dall’alba di questa stagione: meglio Ogunseye o Vuthaj?
Roberto Ciavarella
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