Gallo e i saluti finali. Le dichiarazioni dell’ex tecnico del Foggia nella conferenza stampa svoltasi stamattina.
"La mia educazione, per quello che mi hanno insegnato i miei genitori, non mi permette di insultare persone quando non sono presenti - afferma l'ex tecnico del Foggia -. Ci tengo a precisarlo. Mi sembra troppo facile offendere e insultare la persona e la professionalità di chi non è presente.
Non mi sono dimesso dal contratto. La mia storia dice che ho lasciato un contratto tre volte tanto quello che prendevo quest'anno, per la volontà di allenare una squadra, quindi non è un problema di contratto. La famosa carta privata di cui si parla, è vero, è una carta privata e ha una proposta di circa 65 mila euro. In data 5 ottobre vengo a sapere che questa carta non è stata depositata, non per negligenza mia.
Quando vengo a sapere che questa carta non è stata depositata, mi viene chiesto di rinnovare lo stesso il contratto e rispondo che ne avremmo parlato. Mi viene detto che ci sono dei premi all'interno, ma non è un problema di premi, mi fido del signor Canonico, sarebbe perciò stata a sua discrezione premiare il mio lavoro.
Lunedì mattina il mio agente manda un messaggio a Canonico, dove gli dice che è passata la settimana in cui, a detta sua, dovevo essere sereno e che ne avremmo parlato al termine della stessa. Gli risponde che ne avremmo parlato a fine stagione. Quando ho preso la decisione, l'ho comunicata allo staff, dicendogli di continuare a lavorare - comunica ancora Gallo in conferenza -. Il mio staff d'accordo con me, su mia pressione, continuerà a lavorare per il Foggia".
Il resto delle dichirazioni di questa mattina, nel video che segue.
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