Chiamatelo Rossi il normalizzatore, l’allenatore del Foggia sta rimettendo al loro posto tutti i tasselli

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il signor Rossi è sul pezzo. Operativo a tutto tondo. E sta già mietendo le prime vittime. Normale accadesse, dopo il periodo di autogestione tecnica nel quale ultimamente si era andato a cacciare pericolosamente il Foggia.

Quaranta giorni di vuoto assoluto, che avevano messo spalle al muro la squadra, costringendola a passare attraverso le forche caudine della contestazione a fronte delle prestazioni sconclusionate esibite con Audace Cerignola prima e Monterosi poi.

Delio Rossi per fortuna il Foggia in questa stagione, seppure solo a distanza, lo aveva seguito e dunque si era fatto una certa idea sulle caratteristiche tecniche e caratteriali di un gruppo che non poteva certo essere quello impalpabile e senz’anima andato in onda negli ultimi turni di campionato.

Non è dunque dovuto partire completamente al buio il tecnico romagnolo dopo la chiamata a sorpresa di patron Nicola Canonico, un vantaggio non di poco conto per risalire velocemente alle cause che avevano prodotto una involuzione così evidente di una squadra che da un mese a questa parte pareva essere tornata ad inizio di stagione, quando con Boscaglia era caduta in catalessi.

Non ci ha messo molto il neo-tecnico rossonero a riportare un minimo di ordine, e a rimettere tutti i tasselli al loro posto. Mario Somma senza volerlo aveva azzerato tutte le certezze faticosamente conquistate con Gallo nei cinque mesi della sua gestione, l’allenatore di Latina dopo tre anni trascorsi lontano dalla panchina non aveva più il termometro della situazione e ha finito con il toppare clamorosamente.

Anche perché chi avrebbe dovuto essergli al fianco e supportarlo, sia all’interno che all’esterno (vale a dire il ds Sapio) era in tutt’altre faccende affaccendato. E così il Foggia si è inabissato, inghiottito dalle sue stesse ansie. Poche mosse, ma tutte indifferibili, stanno adesso ricreando quel clima distensivo e partecipativo che improvvisamente si era smarrito.

Voci di dentro sempre più insistenti parlano ora di una squadra che ha rialzato la testa e che sembra stregata dai metodi del suo nuovo tecnico. Che ha dalla sua l’autorevolezza e l’sperienza giusta per imporre le sue idee. “Ci darà una grossa mano in questo rush finale”, il refrain che si alza forte e chiaro dallo spogliatoio e che va nella direzione di una ritrovata “normalizzazione” che è destinata a pagare.

Chiamatelo allora Rossi il “normalizzatore”, in fondo questo è il ruolo per il quale si sente tagliato e per cui la proprietà l’ha chiamato al capezzale del malato: e lui si è già calato alla perfezione in questa mission che ha fatto sua con grande senso di responsabilità, e che è pronta a svolgere fino in fondo.

Nella consapevolezza che, indipendentemente da quello che sarà il risultato finale raggiunto, comunque da qui in poi si getteranno le basi per la prossima stagione. Quella nella quale Delio Rossi punta forte per il definitivo rilancio. Suo e del Foggia.

Nel frattempo però vanno ricreate le condizioni minime per tornare a fare calcio come una piazza dalle tradizioni di Foggia richiede. E dunque: punto primo, lo spogliatoio torna a essere blindato. Nel senso che a frequentarlo devono essere solo e soltanto i calciatori e lo staff tecnico. Gli altri tutti fuori. Funziona così dove si mastica calcio.

Quindi stop ad altre inutili intromissioni, come invece era accaduto di recente. Ciò che accade e si dice nello spogliatoio rimane lì, più nessuna fuga in avanti a differenza del recente passato quando sono venuti a galla particolari imbarazzanti. Legati a litigi e a scontri verbali (e fisici) che purtroppo sono diventati di dominio pubblico.

Lo spogliatoio è sacro, regola prima: ma anche in campo meglio evitare presenze superflue e ingombranti: sul terreno di gioco spazio a calciatori, allenatori, staff medico e magazzinieri. Stop. Tutti gli altri sono semplice contorno e in quanto tale possono accomodarsi in tribuna. Sia che si tratti dello Zaccheria che della Figc. Si tratta di un primo indirizzo chiaro, al quale tutti dovranno adeguarsi. Ne seguiranno altri, appena se ne creeranno le condizioni.

Ora è il tempo di concentrarsi su ciò che serve per ridare smalto e briosità a una squadra che a Messina ha reagito soprattutto sul piano nervoso e caratteriale, perché voleva dare una risposta precisa alle recenti critiche che non hanno risparmiato nessuno.

Ma è chiaro che a questo punto della stagione, dove il più è stato fatto, Rossi intenderà incidere soprattutto nella testa dei suoi. E’ lì che si può sperare di trovare la chiave di volta per tentare di agguantare quel quarto posto che è il reale obiettivo alla portata dei rossoneri in vista della roulette dei playoff che restano tutti da decifrare.

Il Pescara ormai è lontano e praticamente irraggiungibile sul podio, ma mettere in fila AZ Picerno e Audace Cerignola si può, a patto e condizione che nei prossimi 270’ si badi al sodo: con altri sei punti dovrebbe essere fatta e in tal senso le prossime due gare casalinghe con Giugliano e Turris sembrano fatte apposta per chiudere i conti.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet