Manfredonia col cuore in gola: allo stadio Curlo di Fasano in palio il salto in D, contro il Gallipoli

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In palio c’è un posto al sole. In serie D. La finalissima Manfredonia-Gallipoli è un appuntamento con la storia, perché entrambe le compagini da troppi anni sono relegate nel purgatorio dell’Eccellenza pugliese. E allora oggi dalle 17:30, sul neutro del Vito Curlo di Fasano, le due contendenti proveranno a regalarsi il ritorno nel girone H: un raggruppamento nel quale i sipontini mancano ormai dalla stagione ‘17/18.

Discorso diverso per il club salentino del presidente Carrozza che solo otto volte nella sua storia ha militato nella quarta serie nazionale, a differenza del Manfredonia che l’ha frequentata in 29 occasioni. C’è tanta differenza di blasone, insomma, anche se il Gallipoli può vantare trascorsi in B, ma in campo poi non ci va la storia: ci sarà tanto equilibrio in campo, con i dettagli e gli episodi pronti a fare la differenza come in tutte le finali che si rispettino.

Il Manfredonia arriva a questo appuntamento con un po’ di turbolenze in corso a seguito della polemica innescata da patron Giuseppe Di Benedetto e legata alla gestione del Miramare. Questioni extra campo, rispetto alle quali il tecnico De Candia vuole restare estraneo: la squadra è concentrata solo ed esclusivamente sulla finalissima, alla quale Biason e compagni sono giunti dopo aver eliminato nella finale playoff di due settimane fa il Bisceglie: “Abbiamo bypassato la scorsa fase in modo meritato e soffrendo il giusto, considerando anche il valore dell’avversario - dice De Candia -. Non ci siamo snaturati, e questo è un complimento che faccio ai miei ragazzi perché era un rischio che correvamo in virtù della doppia chance di passaggio del turno che altrettanto meritatamente ci siamo guadagnati sul campo mettendo ben 8 punti di distacco tra noi e i nerazzurri nel girone”.

Niente calcoli, invece, nella finalissima: chi vince sale in D, chi perde sarà costretto ad allungare la stagione con la lotteria dei playoff nazionali. Un supplemento di stagione che nasconde trappole, per questo sarebbe importantissimo brindare subito alla promozione: “Certo, ma non sarà semplice - chiosa il tecnico dei sipontini -. Affrontiamo una squadra forte, ben allenata, con grandi individualità e con un bell’impianto di gioco. Anche il Gallipoli, come noi, alla vigilia era accreditato per la vittoria finale del proprio girone e, credo, meritatamente siano arrivati in fondo. Sarà una finale, e quindi come tale, di difficile interpretazione”.

La squadra di Alessandro Carrozza, come da pronostico, ha vinto il proprio girone B chiudendo a quota 63 punti (tre in più dell’Ugento secondo) frutto di 19 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta in 26 partite disputate. In finale, proprio contro l’Ugento, non c’è stata storia con i giallorossi che si sono imposti con un netto 3-0. In rosa, Carrozza vanta giocatori di spessore come il portiere over Passaseo e il difensore Alex Benvenga con un passato in C e D con le maglie di Cerignola, Andria, Taranto e Casarano.

Nel 3-5-2 le chiavi della squadra sono affidate al capitano Scialpi e al fantasista Quarta. Mentre davanti ci sono due bomber di spessore come il capocannoniere Iurato (12 gol finora) e Thomas Perchaud, arrivato nel mercato invernale. L’attaccante francese è ancora ricordato con affetto dal Real Siti, club con cui nella scorsa stagione realizzò ben 16 reti.

Insomma, quella del patron Carrozza è una squadra competitiva, con giocatori di categoria superiore. Proprio come i sipontini, che a Fasano saranno supportati dai tanti tifosi pronti a raggiungere in massa il Vito Curlo per spingere la squadra: “Vinceremo se faremo il Manfredonia”, ripete anche in questa vigilia il tecnico sipontino. De Candia non si smentisce mai...

(Foto di Lucia Melcarne)

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