Un Santaniello per la... salvezza. Meglio di nulla, soprattutto di questi tempi di vacche magre. Qualcosa comincia a muoversi, finalmente a viale Ofanto. A un paio di settimane dalla conclusione del mercato (che mai fu più di riparazione), il Foggia assesta un altro colpo per la sua sgangherata prima linea. E, dopo Vincenzo Millico, alla corte del tandem Coletti-Vacca arriva Emanuele Santaniello, in uscita dal Monopoli dopo una prima parte di stagione in chiaroscuro.
Contratto di 18 mesi per il lungagnone (185 cm di altezza) napoletano ormai 34enne, che nella prima parte di stagione con la maglia biancoverde ha cumulato 13 presenze (delle quali 8 dal 1’ e 5 da subentrato) e 3 gol e un assist. Santaniello nel 4-2-3-1 al quale sta mettendo mano lo staff tecnico dovrebbe essere la punta vertice, lo stoccatore di cui il Foggia ha terribilmente bisogno e del quale finora ha avvertito l’assenza: l’attaccante si è già unito ai suoi nuovi compagni e con ogni probabilità farà il suo esordio (da ex) sabato sera con l’Avellino, avendo indossato la maglia degli irpini nel ‘20 (34 presenze e 3 reti).
Le sue migliori stagioni in termini realizzativi a Gragnano (18 gol) e Altamura (15) entrambe in D, mentre in C nel ‘19 ha timbrato il tabellino 11 volte con la maglia dell’Az Picerno, 9 invece con la Turris nella stagione '21-22.
“Pronto a dare il mio contributo fin da sabato prossimo”, le prime parole dell’ultimo arrivato proferite sui canali ufficiali del club, e chiamato ora a togliere le castagne dal fuoco ad una squadra che segna con il contagocce e che per risollevarsi in classifica avrà bisogno del peso specifico del suo nuovo numero nove. Che, pare, essere un pallino di patron Nicola Canonico, che lo aveva inserito nella lista dei suoi preferiti già da qualche tempo, fin dal 22 febbraio '22, quando con la maglia della Turris stese i rossoneri di Zeman con una doppietta.
Sembra avere un conto personale aperto con quella che è la sua nuova squadra Santaniello, che anche in un’altra occasione, il 22 ottobre 2020, durante un Foggia-Avellino finito 1-2, trovò la via della rete su rigore proprio allo Zaccheria. Rimpinguato il reparto offensivo, che più di tutti necessitava di ritocchi, in casa Foggia nelle prossime ore si perfezioneranno quelle cessioni che da un lato alleggeriranno il budget e dall’altro consentiranno alla proprietà di monetizzare.
Anche se l'improvvisa accelerata sul mercato in entrata, lascia supporre che dopo il doppio ko con Taranto e Giugliano che ha avvicinato i rossoneri alla zona a rischio della classifica, si intenda correre ai ripari per scongiurare ulteriori rischi e mettere soprattutto nella condizione lo staff tecnico di conquistare la fiducia dell’ambiente, particolarmente demoralizzato e preoccupato per la piega che sta prendendo la stagione.
In vista della delicata sfida all'Avellino di Michele Pazienza che non nasconde i suoi propositi di promozione, Coletti e Vacca vorrebbero evitare di ripetere il grossolano errore commesso a Giugliano, dove in campo hanno dato spazio a giocatori ormai demotivati e sul piede di partenza, ecco perché l'intenzione sarebbe quella di liberarsi in fretta di quegli elementi ormai considerati in esubero per far leva su un gruppo che, implementato da qualche ulteriore arrivo, sarà poi chiamato a portare a termine la stagione.
Entro sabato, dunque, dovrebbe essere perfezionata la tripla operazione in corso con il Lecco che dovrebbe portare a vestire la maglia dei bluceleste a Frigerio, Beretta e Dalmasso: trattativa ormai ai dettagli, il Foggia per liberare Frigerio starebbe sul punto di convincere il club lombardo a inserire nel pacchetto anche l’attaccante e il portiere. Della serie paghi uno prendi tre per il patron del Lecco Di Nunno, pronto a sobbarcarsi l'onere del prestito secco di 6 mesi per gli altri due giocatori pur di mettere le mani sul talento rossonero. Che dovrebbe portare in dote al Foggia non meno di 300mila euro.
Sono ore decisive però anche per il passaggio di capitan Garattoni, che pareva destinato all’Avellino, e che invece sarebbe sempre più vicino all'Entella di Fabio Gallo. Al quale non dispiacerebbe ritrovare anche Di Noia, che dopo il mancato rinnovo col Foggia è anch'egli destinato a cambiare aria.
VERTICE IN COMUNE. Ieri pomeriggio, intanto, Nicola Canonico accompagnato dal segretario generale Pippo Severo è stato ricevuto a Palazzo di Città dalla Sindaca Marida Episcopo e dall’assessore allo Sport Mimmo Di Molfetta. Due ore di colloquio fitto nel corso del quale sono stati toccati diversi argomenti: dalla convenzione dello Zaccheria che tarda a trovare il suo epilogo, all’agibilità della struttura di viale Ofanto. Passando, ovviamente, per il futuro del club, sempre più incerto e rispetto al quale l’amministrazione comunale ha chiesto lumi.
A margine dell’incontro il presidente rossonero ha evitato qualunque commento a caldo, poi incalzato qualcosa l’ha detta: “Le cose che ci siamo dette restano riservate, tutt’al più chiedete all’assessore Di Molfetta - ha precisato -. I tifosi vogliono che molli? Hanno la memoria corta, solo nel giugno scorso erano in 25mila allo stadio quando siamo andati ad un passo dalla B. Io resto al mio posto, almeno fino a quando non ci sarà qualcuno più solvibile del sottoscritto, che al momento all’orizzonte non si intravede. Con l’Avellino credo che si giochi a porte aperte, ma aspettiamo comunicazioni in merito”.
Poi anche una battuta su Vacca e Coletti: “Sono due bravi ragazzi che sanno di calcio. Per cui resteranno al loro posto fino alla fine del campionato”, ha chiosato Canonico che è apparso contrariato per il clima che si respira attorno al club ed alla squadra nel momento in cui di mezzo c’è un mercato che per il Foggia stenta a decollare.
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