Si torna indietro di circa un mese, di 38 giorni per la precisione. Mirko Cudini si riprende il Foggia, che aveva salutato lo scorso 14 dicembre dopo un sonnacchioso pari col Potenza che lo aveva messo spalle al muro, di fronte alle proprie responsabilità. Lasciava il Foggia in affanno al dodicesimo posto (dopo che lo aveva addirittura sospinto fino al primo seppure solo per poche ore dopo la vittoria col Brindisi all’ottava giornata), non in caduta libera come lo ritrova adesso.
Lunedì sera il club ha formalizzato prima il divorzio da Tommaso Coletti e Luigi Agnelli, rispettivamente allenatore in seconda (sic!) e collaboratore, di fatto scrivendo la parola fine sul breve interregno di cui si era reso promotore Antonio Junior Vacca, quindi Ieri il club in una nota ufficiale ha annunciato il mandato-bis del tecnico marchigiano, ammettendo fra le righe le proprie precise responsabilità: “Il Calcio Foggia 1920 comunica di aver affidato nuovamente la guida tecnica della prima squadra a mister Mirko Cudini - si legge -. Il tecnico, che ha diretto i Satanelli dal 26 luglio al 14 dicembre scorso, aveva raccolto 22 punti con un’ottima partenza, collezionando 7 risultati utili consecutivi nelle prime 8 gare di campionato. La società di via Gioberti ha deciso dunque di tornare sui propri passi e richiamarlo alla guida del Foggia”.
Alla fine, insomma, ha prevalso il buonsenso, patron Canonico anziché fare un ulteriore salto nel buio affidando la squadra a uno dei pochi tecnici della ristretta cerchia che avrebbero accettato di avventurarsi nel ginepraio-Foggia, ha preferito fare dietrofront e andare sul sicuro richiamando comunque l’allenatore che in avvio di stagione aveva dato una identità alla squadra con grande pragmatismo, pur non avendo grande materiale umano a disposizione.
Ed è proprio di concretezza e di sano realismo che di qui in avanti avrà bisogno il Foggia per risollevarsi dalla partenza-horror del ‘24 (tre sconfitte di fila con 9 gol al passivo) e per mettersi alle spalle quello che sta cominciando ad avere le sembianze di un incubo. Ieri Cudini di buon’ora si è presentato in città e ha diretto il doppio allenamento programmato, al mattino sul campo della Figc di via Ascoli e al pomeriggio allo stadio, in entrambi i casi a porte chiuse e lontano da occhi indiscreti: “Sono contento di tornare, ma in questo momento le parole non servono, bisogna solo lavorare e pensare al bene del Foggia”, le poche parole che il tecnico di Sant’Elpidio a Mare ha affidato ai canali ufficiali del club per commentare la sua rentrée.
Non ci sarà nessuna conferenza-stampa di presentazione, Cudini con ogni probabilità rifarà la sua comparsa nella sala Fesce nella giornata di domani ma solo per la consueta conferenza pre-gara, in vista dell’appuntamento che vedrà il Foggia impegnato nell’anticipo di venerdì sera a Francavilla Fontana. Un derby che a questo punto si presenta come un autentico scontro salvezza.
Nel chiuso dello spogliatoio e in un clima che per ovvie ragioni in questo frangente non può essere dei più distesi, Cudini ha ritrovato vecchi e nuovi ed è probabile che al la squadra da subito abbia chiesto di stringere un patto di ferro per provare a venire fuori da una situazione che se non è disperata è certamente preoccupante.
Non c’è un minuto da perdere, all’orizzonte il calendario propone nelle prossime 5 giornate addirittura quattro scontri diretti (rispettivamente con Virtus Francavilla, Turris, Monopoli e Brindisi, oltre alla sfida interna con il Catania), prima del terribile trittico con Crotone, Benevento e Az Picerno: otto sfide nelle quali con ogni probabilità si deciderà il futuro del Foggia.
Cudini torna al timone e questa scelta, che sotto certi versi ha colto di sorpresa perché pareva la meno praticabile, si porterà inevitabilmente dietro una mini-epurazione: il tecnico, che al suo fianco ritrova i suoi più stretti collaboratori, dal vice Antognozzi al preparatore del portieri Cicioni, per finire al preparatore atletico Capacchione, con il solo Ferrazzano confermato del vecchio staff, sicuramente avrà chiesto alla proprietà di essere messo nelle condizioni di tornare a lavorare al meglio, possibilmente con qualche ritocco dal mercato che si renderà inevitabile dopo che qualche senatore che nello spogliatoio prima del suo esonero gli ha remato contro è destinato a prendere altre strade.
In questo senso l'ultima settimana di mercato che si profila all’orizzonte si preannuncia molto calda per il club di viale Ofanto. Chiamato a “sfoltire” la rosa di qualche esubero che è diventato tale con il ritorno di Cudini in panchina. Da monitorare soprattutto la posizione di Vacca, che ieri com’era prevedibile non ha preso parte alla programmata doppia seduta di allenamento per una questione di opportunità (e probabilmente perché non più gradito a Cudini, col quale era ai ferri corti prima dell’esonero).
Vacca ieri mattina è stato intercettato in una struttura cittadina di periferia intento a cimentarsi col padel coi colleghi Coletti e Agnelli, compagni di sventura della breve parentesi in rossonero. Ufficialmente nessuna comunicazione da parte del club: le prossime ore, in questo senso, chiariranno anche alcune dinamiche legate alla gestione complessiva del gruppo, nel frattempo però l’ex tecnico di Campobasso e Andria, suo malgrado, si appresta a rivivere la stessa situazione di un anno fa con la Fidelis. Quando venne prima esonerato e poi richiamato in tutta fretta nel tentativo disperato di scongiurare una retrocessione che poi si sarebbe comunque materializzata all’ultima giornata. Stavolta, con i doverosi scongiuri di rito, ci si augura che l’epilogo sia diverso. Per Cudini. Come per il Foggia.
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