Ma il Foggia alla fine si è rinforzato oppure no? La domanda è pertinente dopo un mercato di riparazione che ha visto il club di Canonico fra i più attivi: 10 arrivi a fronte di 10 partenze, numericamente è cambiato poco, a fare la differenza è la “qualità” fra chi è arrivato e chi è andato via, anche se il raffronto lo si potrà fare solo a fine stagione e a bocce ferme, a risultato acquisito sul campo.
Per ora spazio solo ad ipotesi non suffragate da elementi concreti, per quanto il fatto che a salutare siano stati fra gli altri i vari Garattoni, Peralta e Frigerio, protagonisti la scorsa stagione della cavalcata che ha portato a un soffio dalla promozione in B, e che Schenetti sia ormai ai margini del progetto (e di fatto fuori rosa), sconsiglia di azzardare previsioni che poi potrebbero non trovare conferma sul campo. E questo per quanto i rinforzi che rispondono ai nomi di Perina, Tascone, Tenkorang, Santaniello e Millico non siano proprio gli ultimi arrivati per la categoria.
Quello che è un dato certo ed inconfutabile è che ora a disposizione di Mirko Cudini ci sono 28 effettivi, troppi considerato che in Lega la lista definitiva ne deve contenere al massimo 24; il Foggia pare ne abbia depositata una con 23 elementi, lasciandosi dunque ancora aperto uno slot (per Marzupio, appena il difensore avrà recuperato dall’infortunio, oppure per qualcun altro?). Resta inteso, inoltre, che il club rossonero di qui alla fine della stagione potrà sostituire un nominativo con un altro, come già accaduto nel girone di andata.
Stando così le cose, in cinque fra i rossoneri sono rimasti fuori. Uno è sicuramente Andrea Schenetti, in rotta con Cudini, e col quale si sta discutendo per la risoluzione consensuale, anche se non sarà semplice trovare un’intesa per via del contratto oneroso del fantasista milanese; gli altri quattro esclusi dovrebbero rispondere ai nomi dei difensori Di Modugno, Antonacci e Marzupio (lungodegente) e del centrocampista Rossi, mentre alla fine Di Noia, in scadenza e che veniva dato per partente, tornerà a tutti gli effetti a disposizione dopo che con il Crotone non è stato possibile definire lo scambio con Felippe, che ha rifiutato la destinazione Foggia.
In rosa continueranno invece a gravitare i baby (che non fanno numero in quanto non contrattualizzati) De Simone (terzo portiere classe '06), i centrocampisti Pazienza ('06) e Agnelli ('06), oltre all'attaccante Brancato ('04).
Cudini quindi al momento si ritrova in organico due portieri (Perina e Nobile), otto difensori (Salines, Carillo, Riccardi, Rizzo, Vezzoni, Papazov, Ercolani e Silvestro), sei centrocampisti (Tascone, Marino, Tenkorang, Di Noia, Odjer e Martini) e sette attaccanti (Tonin, Santaniello, Millico, Rolando, Gagliano, Embalo e Manneh). Ed è dunque a questi uomini che il Foggia si aggrapperà per inseguire l’obiettivo della salvezza, che dovrebbe essere raggiunto a 42-43 punti. All'appello, quindi, mancherebbero ancora 16-17 punti da conquistare nelle restanti 14 gare della stagione regolare.
In cui a scendere in campo sarà una formazione rivoluzionata rispetto a quella assemblata l'estate scorsa: basta scorrere l'undici schierato al Massimino nel match d'andata e raffrontarlo con quello di venerdì sera dello Zaccheria per accorgersi che sono ben sette gli interpreti diversi utilizzati, come diverso è il modulo di gioco per il quale d'ora in avanti propenderà Cudini dopo essere stato richiamato in panchina.
Il tecnico di Sant’Elpidio a Mare, al di là della qualità dei singoli, adesso può fare affidamento sugli elementi idonei per varare il 4-3-3 che venne invece messo in naftalina nella prima parte di stagione proprio per via delle caratteristiche degli uomini a disposizione, che non venivano considerati funzionali a quello specifico sistema di gioco caro al tecnico marchigiano.
Il punto, semmai resta un altro: quale potrà essere la resa di coloro che sono stati chiamati a sostituire i partenti illustri? E’ questa, probabilmente, la variabile che alla fine può orientare in un verso o nell'altro la stagione del Foggia: nella stragrande maggioranza dei casi, gli ultimi arrivati nella prima parte della stagione non sono stati titolari nelle rispettive squadre di appartenenza, motivo per il quale non hanno giocato con continuità.
Hanno bisogno quindi di ritrovare il ritmo-partita assieme a una condizione fisica complessiva accettabile. Ad occhio e croce servirà non meno di un mese per rimetterli in sesto, ma il Foggia ha fretta e non può aspettare nessuno, il tempo mai come in questo frangente è tiranno: il calendario oltretutto non è alleato dei rossoneri in questa fase, una dietro l'altra ad attendere Rizzo e soci ci sono infatti Turris, Monopoli, Brindisi, Crotone, Benevento e AZ Picerno, tutte gare che bisognerà affrontare col coltello fra i denti e con una condizione psico-fisica ottimale. Come ci arriverà il Foggia a questi appuntamenti cruciali della sua stagione?
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