D’accordo che il mercato di gennaio per il Foggia è stato, più che di riparazione, una vera e propria epurazione ma la cesura netta che Mister Cudini ha voluto dare rispetto alla prima parte della stagione, dove comunque qualcosa di buono si era intravisto, lascia perplessi. Qualcosa si era già intuito dalla lettura delle formazioni, con l’assenza dall’undici iniziale di Emmanuele Salines e Riccardo Tonin: due elementi
che hanno tirato la carretta durante il girone d’andata e che, quanto meno sul piano dell’impegno, sono tra quelli che meno hanno da rimproverarsi per lo sciagurato andamento del campionato rossonero.
Ampio spazio dunque agli innesti del mercato: il portiere Perina, il terzino Silvestro, i centrocampisti Tenkorang e Tascone, il tridente d’attacco (a dir poco inconcludente) formato da Rolando, Santaniello e Millico, nella ripresa anche gli inserimenti in corsa di Gagliano e Manneh.
Risultato? A giudicare da quello che si è visto al Liguori di Torre del Greco, si stava meglio quando si stava peggio.
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