Baldini pronto a sfidare il Foggia Calcio col Crotone, l'estate scorsa poteva diventare rossonero

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Silvio Baldini che approda sulla panchina del Crotone e che si appresta a sfidare il Foggia lunedì sera allo Zaccheria è un pugno allo stomaco che fa ancora male. E che riporta a galla particolari inediti (e mai raccontati prima) di un timido approccio che la scorsa estate non si trasformò mai in una reale trattativa fra il tecnico toscano ed il club rossonero. 

Alla fine restò solo una ipotesi che pure balenò sotto questo cielo senza peraltro mai decollare compiutamente in quanto chi l’avrebbe dovuta cavalcare per dargli sostanza si tirò clamorosamente e inspiegabilmente indietro. Sempre per la solita imperdonabile leggerezza che continua a essere il marchio di fabbrica di una proprietà che ha avuto la possibilità di riabilitarsi agli occhi di un ambiente sempre più ostile nei suoi riguardi e che una volta di più ha mostrato invece una improvvisazione che, nel caso di specie, è sfociata in una colpevole mancanza di tatto. 

Accade che dopo la grande delusione per la mancata promozione in B nella doppia finale persa con il Lecco, mentre Nicola Canonico decide di intraprendere una lunga ed estenuante battaglia legale nelle aule dei Tribunali fondata su un ricorso che poi in agosto cadrà nel nulla, il Foggia si ritrovi senza allenatore, perché nel frattempo Delio Rossi, l'artefice principale assieme ai suoi ragazzi di una straordinaria rincorsa, decide di farsi da parte e di passare la mano. La mossa coglie impreparata la società di viale Ofanto, che a quel punto si ritrova nella condizione di dover individuare il successore del tecnico riminese. Sospesa a metà, per giunta, fra la quasi certezza di ripartire dalla C e la possibilità (assai remota) di ritrovarsi in B. 

Canonico, che in quei giorni è assorbito completamente dal ricorso, demanda ai suoi più stretti collaboratori (Milillo in testa) il compito di avviare il casting per il nuovo allenatore. Sonda in prima battuta Michele Pazienza, la cui candidatura però viene subito scartata per le pretese avanzate dal tecnico sanseverese (non tanto sul piano economico, quando su quello squisitamente tecnico), quindi dal nulla balena l'idea di interpellare Silvio Baldini, che è in attesa di una chiamata dopo la toccata e fuga da Perugia, ma soprattutto a margine dell'ultima avventura sulla panchina del Palermo, dove da subentrato da dicembre a giugno ha condotto i rosanero dal quinto al terzo posto, arrivando poi fino alla doppia finale vinta con il Padova che sarebbe valsa la promozione in B.    

Il 65enne tecnico di Massa una mattina di luglio viene raggiunto da una telefonata del dg Milillo, che ne sonda l'eventuale disponibilità: "Mister se la sentirebbe di allenare il Foggia?", la butta giù così il dirigente rossonero, e dall'altra parte Baldini si limita a rispondere: "Perché no, se ne può parlare". Dopo quel contatto informale, sarebbe seguita a stretto giro la richiesta da parte del club di un incontro de visu per conoscersi e cominciare a imbastire una trattativa: l'appuntamento viene fissato agli inizi della settimana successiva, con Baldini che è pronto a ricevere i dirigenti del Foggia (con Canonico in testa) a casa propria a Massa. 

L'indiscrezione nel frattempo filtra e fa il giro della città, la notizia nell'ambiente viene accolta favorevolmente anche perché sembrerebbe la conferma che si intende riprovare nell'immediato a centrare la promozione. E quindi si spera che, al di là dell'immobilismo che traspare in quei giorni, in realtà si stia lavorando sottotraccia per il futuro. Sta di fatto che il giorno stesso del programmato rendez-vous in Toscana, Baldini verrò raggiunto da un'altra telefonata. Inammissibile: "Spiacenti non se ne fa nulla, il patron ha l'auto in avaria e non può raggiungere Massa in tempo utile", il contenuto del contatto. Facile immaginarsi quale sarà stata la reazione di un toscanaccio come Baldini che, a quel punto, si sarà sentito preso in giro. 

Una leggenda metropolitana racconta che qualche giorno dopo da Foggia ci abbiano riprovato a fissare un altro incontro. Ma la risposta di Baldini sarebbe stata raggelante: "Non fatevi più sentire, né vedere...". E così quella che poteva essere una occasione più unica che rara per imbastire un progetto tecnico proiettato nel futuro è caduto miserevolmente nel nulla. Di fronte alla supponenza di una dirigenza che troppo spesso dimentica di operare in un contesto come Foggia in cui tutto prima o poi ritorna a galla. 

Alla fine né Pazienza, né Baldini, la politica di uno stringente ridimensionamento, dopo un ingiustificato ritardo nella programmazione, a fine luglio partorirà la soluzione-Cudini. Che evidentemente appare come un ripiego rispetto ai nomi sondati a monte. Senza ovviamente, con questo, voler sminuire la professionalità e l'abnegazione del tecnico di Sant'Elpidio a Mare, che in tutti questi mesi si è speso per tenere la barca a galla. E che, contro ogni previsione, è ritornato in sella quando la squadra è sprofondata in classifica. 

Chissà cosa frullerà per la testa di Baldini lunedì sera, quando rimetterà piede allo Zaccheria, lì dove l'ultima volta il 15 febbraio del ‘22 quando era alla guida del Palermo le prese di santa ragione dal Foggia di Zeman (4-1) prima di spiccare il volo verso la B. Ovviamente eviterà accuratamente di incrociare patron Canonico, ripetendo fra sé e sé che in fondo è stato meglio così come è andata. Ve lo immaginate uno come Baldini quanto sarebbe durato da queste parti con un presidente come l’imprenditore di Palo del Colle? Come minimo fra i due sarebbero state scintille. Un giorno, e l’altro pure...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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