Foggia Calcio si gode le 3 vittorie consecutive, ma il futuro inquieta. Canonico sempre assente in tribuna

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Quando 3' ti cambiano la vita. E ridanno fiato ad una classifica che fino a ieri faceva storcere il naso. L’uno-due di Silvestro al tramonto del match col Crotone è una di quelle boccate d’ossigeno che scaldano il cuore. A 35 punti il Foggia può respirare, ed anche se non è ancora in una botte di ferro, i 7 punti di vantaggio dalla Turris quint'ultima rappresentano un margine rassicurante per le speranze di salvezza diretta.

Proprio questo, però, finisce con il diventare il frangente in cui non bisogna abbassare la guardia, quel 14° posto attuale (in condominio col Potenza) che è diventato tale dopo aver scavalcato il Catania, deve rappresentare solo un punto di partenza dal quale rimettersi in moto dopo essersi riappropriati di quelle certezze che sembravano essersi definitivamente volatilizzate. 

E che la zona playoff disti ora appena 4 punti non deve illudere, semmai accrescere il rammarico per quella che è stata la gestione di una fase della stagione che andava  governata con meno approssimazione e con più polso fermo. 

Cosa sarebbe stato di questa annata maldestra senza i 40 giorni di autogestione dettati da patron Nicola Canonico & co. non lo sapremo mai. Ma dopo la remuntada sul Crotone che è valsa la terza vittoria di fila, in casa Foggia si fa largo il rimpianto di aver buttato via un mese che ad un certo punto ha fatto temere per il peggio, e gettato nello sconforto un ambiente già di per sé sfiduciato. 

Il Cudini 2.0 che sta rianimando una squadra che era sull'orlo di una crisi di nervi, è anche la rivincita di un allenatore messo troppo frettolosamente in discussione nello scorso dicembre da chi nello spogliatoio gli ha remato contro per coltivare interessi personali. Ed ora che la burrasca sembra essere alle spalle, le parole del tecnico marchigiano suonano come musica per le orecchie. Perché racchiudono la sintesi di una svolta definitiva che ormai è sempre più nell’aria.

“Partita incredibile con il risultato ribaltato in tre minuti - ha esordito Cudini nel post-gara quasi non credendo ai propri occhi -. Il Crotone ci ha fatto soffrire, ci ha fatto correre all’indietro. Dovevamo fare meglio nella tenuta della palla a livello di giocate individuali. Alla fine é arrivata questa vittoria che testimonia la voglia di crederci della squadra”. Che non deve però essere confusa con la fortuna, come si sarebbe portati facilmente a credere dopo l’epilogo del tutto inatteso coi calabresi: “La fortuna devi sapertela andare a cercare - ha precisato l’allenatore del Foggia -, e noi ci abbiamo creduto fino alla fine. Abbiamo preso un gol banale, evitabile. Subire gol su calcio d’angolo ci può stare, ma non su quella seconda palla sporca che dovevamo leggere molto meglio. Poteva essere una mazzata tremenda, ma i ragazzi in questo periodo stanno evidenziano una tenuta mentale significativa - ha aggiunto il tecnico marchigiano, che così ha vendicato anche la sconfitta dell’andata da cui ebbero inizio tutti i mali del Foggia -. Lì facemmo una buona prestazione, specie nel primo tempo, ma il risultato non ci ha ripagato. La perdemmo su due ripartenze. Ci siamo ripresi qualcosa che avevamo lasciato per strada”. 

Cudini non lo dice, avverte che l’aria è cambiata attorno a sè ed alla squadra dopo la brusca frenata di Torre del Greco in cui probabilmente il Foggia ha toccato il punto più basso della stagione. Ma subito dopo ha avuto la forza di rialzarsi e di ripartire, e così adesso gli elogi piovono copiosi : “I miei  giocatori meritano i miei complimenti perché venire fuori dalla situazione in cui eravamo non era facile. Ci sono riusciti dimostrando un grosso spirito di squadra”.

In un gruppo finalmente coeso che rema tutto nella stessa direzione, cominciano ad emergere anche le individualità, alcune delle quali sono diretta emanazione del mercato di riparazione: e così oltre alla sorpresissima Silvestro, eroe della notte magica col Crotone, emergono anche le prestazioni di alcuni dei protagonisti che si sperava prima o poi emergessero. Attesi e meno attesi, come nel caso di Odjer, ormai perno insostituibile del centrocampo, o di Tascone che con la miglior condizione fisica ritrovata sta facendo vedere di che pasta è fatto. Senza dimenticare Vezzoni, che nel nuovo 3-4-3 messo a punto da Cudini pare trovarsi completamente a proprio agio.

Se dal campo i segnali che arrivano sono tutti rassicuranti, e lasciano presupporre che la cura Cudini alla fine produrrà gli effetti sperati con tanto di salvezza anticipata, dietro le quinte ci sono sempre le controverse vicende societarie che inquietano e che destano più di qualche preoccupazione. 

Lo stato di salute del club è un rebus, e finisce col diventare un boomerang che solleva più di qualche lecito quesito; nel frattempo le voci di insolvenza che starebbero attanagliando il sodalizio di patron Nicola Canonico si infittiscono, come sono sempre più ricorrenti i rumors incontrollati che parlano di possibili guai all’orizzonte che starebbero per palesarsi. E che affonderebbero le loro radici in un passato piuttosto recente.

Inevitabile che ci sia malcontento nell’ambiente, la tifoseria è ormai spaccata e sempre meno disposta ad assecondare l’operato della proprietà, lunedì sera allo Zaccheria c’erano poco più di 3mila presenti sugli spalti per una gara di cartello come quella con il Crotone, segnale evidente di una disaffezione che è ormai dilagante.

Di Canonico in tribuna nemmeno l’ombra, il presidente da qualche tempo evita di apparire pubblicamente temendo di doversi confrontare con una contestazione sempre più latente. Ma così facendo finisce con l’alimentare i dubbi, che invece andrebbero dissipati per mettere anche nella condizione la squadra in questo decisivo scorcio di stagione di esprimersi al meglio. E, invece, l’orizzonte rossonero resta sempre più incerto. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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