Foggia Calcio: bingo col mercato di riparazione! Cudini inizia a raccogliere frutti delle scelte di gennaio

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Il Foggia che rialza la testa e che riprende a correre, è figlio oltre che di una ritrovata "normalizzazione" (seguita alla rentrée di Mirko Cudini), dell’incisività di un mercato di riparazione che sarà stato pure oltremodo invasivo, ma in ogni caso inevitabile alla luce dei mal di pancia e dei malcontenti maturati nello spogliatoio che sono stati alla base della crisi di risultati fra novembre e dicembre. Ma la finestra di gennaio è stata soprattutto redditizia in termini di classifica. E i frutti dell’opera di rinnovamento si stanno cominciando ultimamente a raccogliere.

Ritrovare il sorriso nel momento più delicato della stagione ed infilare una striscia di tre successi consecutivi fondamentali per allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica, è stato possibile perché i partenti di gennaio sono stati adeguatamente rimpiazzati. Diventando valore aggiunto per il tecnico rossonero, che ha indirizzato alcune sue scelte sulla base di una idea precisa sul piano tattico che ha inteso intraprendere dal momento del suo ritorno in sella al Foggia. 

Così gli addii dolorosi di Garattoni, Frigerio e Peralta in primis, e quelli reclamati a gran voce di Beretta, Tounkara, Dalmasso, Cucchietti e Fiorini, e non ultimo di Vacca, oltre ad alleggerire il monte-ingaggi (che era uno degli obiettivi prioritari che si era posto la proprietà alla riapertura delle liste), hanno permesso di finalizzare gli ingressi nell'ottica di un sistema di gioco che per essere messo in pratica aveva bisogno di trovare interpreti che avessero determinate caratteristiche. 

Uno dei mercati invernali più atipici della recente storia rossonera ha dunque permesso di rivisitare a tutto tondo un organico che in estate era apparso fin dal primo momento lacunoso  in alcuni ruoli e numericamente risicato in diversi reparti. 

Le tre vittorie consecutive su Monopoli, Brindisi e Crotone oltre a rivitalizzare la classifica danno la stura anche ad un'altra inevitabile riflessione che chiama in causa precise responsabilità del club: perché provare ad essere competitivi solo a gennaio? Quando cioè metà del percorso è stato compiuto e raggiungere un obiettivo non sempre è possibile?

A margine della rivoluzione d'inverno, sono ora stabilmente 6/7 i volti nuovi inseriti nello schieramento-base, è decisamente tutto un altro Foggia rispetto a quello partorito in avvio di stagione e che doveva garantire un ingresso “dignitoso” nei playoff, o almeno questo pareva essere il traguardo fissato che traspariva dalle parole di Nicola Canonico.

Ora l’arrivo dei magnifici 10, dopo un inizio in salita dettato dalle precarie condizioni fisiche di alcuni, ha rimesso in carreggiata il Foggia, anche se non è tutto oro quello che luccica: tra i pali, ad esempio, Perina ad oggi è fra i pochi che, utilizzato stabilmente, non ha ancora del tutto convinto. Il portiere ex Monopoli, che ha rimpiazzato Nobile, alterna prestazioni convincenti ad altre discutibili, come avvenuto in occasione del gol preso lunedì sera col Crotone in cui non è sembrato tempestivo nell’uscita e dunque esente da colpe. 

La difesa, che nella seconda parte del girone di andata aveva cominciato ripetutamente a scricchiolare, con gli innesti di Ercolani e Silvestro sembra essere diventata più solida. L’ex Alessandria per caratteristiche si integra meglio di quanto non sia capitato finora a Riccardi, con Carillo, e il ricorso della linea a 3 che prevede anche l'utilizzo di Rizzo sembra adesso nella condizione di fornire maggiori garanzie. Piacevolissima sorpresa poi rappresenta Silvestro, che seppure ancora da disciplinare sul piano tattico, è un giocatore di prospettiva che ha gamba e corsa, oltre che i tempi di inserimento in zona-gol, come confermano i due guizzi con il Crotone. L’ex Fiorenzuola scuola Inter (che purtroppo è arrivato solo in prestito), promette decisamente bene, ed è molto più di una semplice alternativa a Salines. 

In mezzo al campo fondamentale l'acquisizione a titolo definitivo di Tascone, la mente del centrocampi che serviva al Foggia per migliorare sul piano qualitativo il reparto: il mediano prelevato dalla V. Entella ora che sta ritrovando anche la migliore condizione è avviato a prendere per mano la squadra e a farla decollare. In ritardo invece Tenkorang, ancora non inserito nei meccanismi e che per il momento non sta trovando spazio in pianta stabile nell'undici-base: l'ex Lecco che pure Cudini conosce bene dai tempi del Campobasso sta giocando solo part-time, e quando viene chiamato in causa non riesce ancora ad incidere. 

Nuovo di zecca è infine il tridente d'attacco, che è quello che più di tutti è stato interessato dai venti di rinnovamento e che ha portato in rossonero complessivamente 5 nuovi elementi (nell’ordine Rolando, Santaniello, Millico, Gagliano e Manneh). 

Il salto qualitativo è stato evidente, ora il Foggia (che aveva evidenziato una endemica difficoltà in zona gol) trova la via della rete in modo sistematico (8 gol nelle ultime 6 gare con Cudini in panchina), tre dei quali messi a segno da Santaniello, il centravanti che è mancato fin dall’inizio, e che adesso dà peso (anche in fatto di centimetri) alla prima linea. 

Rolando e Millico sugli esterni lo assistono con discreta assiduità e coi loro movimenti riescono spesso a dare profondità alla manovra: sono due giocatori abili nell'uno contro uno, e capaci di arrivare sul fondo per effettuare cross millimetrici che spesso trovano la deviazione vincente aerea. Ma anche Gagliano (alter ego di Santaniello) alle loro spalle rappresenta una valida alternativa in un Foggia che finalmente è nella condizione di trovare la sua definitiva dimensione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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