Ancora oggi sta riscuotendo interazioni e ilarità il video che Angelo Riccardi ha pubblicato sui suoi profili social. La materia del contendere è l’agibilità dello stadio Miramare, quella di cui l’impianto difetta sicuramente oggi. La stessa che invece c’era nel passato, come scritto da l’Attacco il 10 febbraio scorso. Riccardi mostra uno spezzone di intervista al direttore generale del Manfredonia Calcio, Antonio Varraso, che parla appunto dell’agibilità dell’impianto sportivo sipontino
e dice testualmente che “non ha l’agibilità. Non ha mai avuto l’agibilità”. Un’affermazione che è seguita immediatamente da una lunga pernacchia di Eduardo De Filippo.
Senza entrare nella disputa a mezzo social, come detto prima, l’Attacco aveva già recuperato il mese scorso i documenti che mostrano come lo stadio Miramare fosse stato dichiarato agibile.
Il 13 febbraio 2007 - come ricordato nell’articolo di Matteo Fidanza - ci fu l’ispezione della Commissione comunale per gli spettacoli che dettò alcune condizioni circa i posti a sedere nella struttura. Il 24 settembre di due anni dopo, l’allora presidente del Manfredonia Calcio Lino Balzamo avvisò il Comune che era tutto a posto e la Commissione ritornò il 9 ottobre 2009.
“Dal sopralluogo effettuato è risultato che (per, ndr) il campo sportivo in questione sono state rispettate le condizioni imposte dalla suddetta Commissione – è scritto nel verbale che l’Attacco ha potuto consultare -, confermando la Tribuna centrale posti a sedere n. 1425; Tribuna ospiti posti a sedere n. 1186; Laterali posti a sedere n. 695+ 694, pertanto, esprime parere favorevole sull’agibilità”.
Il presidente della Commissione era Pasquale Paglione, il segretario Matteo Guerra, e i 6 componenti erano: il dirigente comunale Domenico Curci, il capo servizio Giuseppe Di Tullo, Tommaso Castrignano per la Polizia Locale, Raffaele Angelillis, Paolo Bianco e Michele Balzamo.
In fondo al documento, vengono riportate due prescrizioni: “adeguamento delle ringhiere in modo da evitare il passaggio di una sfera di 1 cm; sostituire i vetri rotti relativi alle porte di accesso al campo sportivo e quelle di separazione tra la Tribuna ospiti ed il campo sportivo”.
Successivamente, il 29 giugno 2010, l’allora capo servizio Impianti del Comune, l’ingegnere Giuseppe Di Tullo, giurò - nella locale sezione distaccata del Tribunale di Foggia – l’asseveramento della perizia stragiudiziale che aveva svolto. Cosa aveva scritto l’ingegnere? Di Tullo aveva ricevuto incarico dal Manfredonia Calcio, che aveva la necessità di certificare la sussistenza dei requisiti strutturali previsti dalle normative vigenti per ottenere il rilascio della Licenza Nazionale per la partecipazione al Campionato di I Divisione della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro) per la stagione sportiva 2010/2011.
Dopo la “verifica in situ presso lo stadio suindicato – scrive Di Tullo - ed a seguito della completa disamina di carattere documentale” rende appunto perizia giurata sulla sussistenza dei requisiti richiesti. In ragione della sua perizia, l’ingegnere Di Tullo scrisse che il Miramare “possiede tutti i requisiti conformi a quanto previsto dai criteri individuati con lettera A riportati nell’allegato B del CU FIGC sub "Requisiti infrastrutturali per gli stadi di I Divisione e II Divisione" e, sulla base dello specifico incarico ricevuto, con la presente perizia giurata, sotto la propria responsabilità professionale, civile, penale ed amministrativa, lo assevera”.
Non sarebbe stato possibile, altrimenti, che il Manfredonia Calcio potesse giocasse tra le mura amiche nei campionati professionistici. O no?
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