Una sconfitta che lascia ben sperare perché il Cerignola 2.0 targato Giuseppe Raffaele ha dato segnali incoraggianti. Serviva una scossa dopo l’avvicendamento di Ivan Tisci coinciso con un periodo particolarmente buio (ben otto le gare senza vittoria, ndr): e se il risultato non è arrivato nemmeno a Catania con il Cerignola punito in maniera troppo severa, quantomeno la prestazione non è mancata.
La mano di Raffele, nonostante i soli tre giorni pieni a disposizione, si è già vista: ritorno al 3-5-2 (modulo tanto caro al Cerignola dei sogni di Michele Pazienza), squadra compatta pronta ad attaccare con tanti uomini (con le due mezzali che si inseriscono e i due esterni a tutta fascia) ma allo stesso tempo capace di difendersi con equilibrio.
Certo, qualcosa andrà ancora risistemato (vedi i posizionamenti in occasione del gol decisivo di Zammarini) ma le sensazioni restano ottime, parola di Raffaele: “C’è grande rammarico, abbiamo impattato bene per poi soffrire in quei venticinque minuti di primo tempo in cui abbiamo sbagliato troppo nel palleggio e nelle uscite. Credo sia stato l’unico momento negativo della gara – ha dichiarato nell’immediato post match l’allenatore ofantino - Nella ripresa ho visto il calcio che voglio dalla squadra, abbiamo giocato bene sia sugli esterni che dentro al campo, volevamo tenere il Catania lontano dall’area di rigore puntando anche sugli uno contro uno, in parte ci siamo riusciti”.
Non è un caso se nella ripresa il Cerignola ha collezionato ben sei palle gol, trovando il pari con Malcore (dopo che il capocannoniere ofantino aveva sbagliato un rigore in movimento) e sfiorando più volte il gol del vantaggio ancora con Malcore ma anche con i neoentrati Leonetti e Vuthaj. Com’è già avvenuto diverse volte nel corso della stagione, dal Massimino è uscito un Cerignola dispiaciuto per il risultato che avrebbe sicuramente meritato una sorte differente.
Quantomeno di non perdere: “Il calcio però è anche questo, purtroppo abbiamo sbagliato sotto porta e siamo stati puniti – ha continuato Raffaele - I ragazzi non volevano accontentarsi del pareggio e hanno provato a vincerla. In generale, sono molto contento alla luce di quanto fatto in questi primi giorni. Dovremo perseverare con questo tipo di gioco per ottenere il massimo da qui a fine campionato. La squadra paga sicuramente il momento, sono subentrato da poco e quando non si vince da otto partite può capitare di non avere la tranquillità giusta per far male all’avversario. Andiamo via, però, con ottime prospettive in vista delle ultime sei partite”.
Dopo nove gare consecutive senza vittoria (5 pareggi e 4 sconfitte) la classifica si è sensibilmente accorciata alle spalle del Cerignola. E allora, prima di pensare al possibile piazzamento playoff (il decimo posto è pur sempre a portata), in queste ultime giornate di regular season andranno innanzitutto collezionati quei punti fondamentali per conservare la categoria senza dover passare dalla lotteria dei playout.
Raffaele ne è consapevole e allo stesso tempo molto chiaro sulle prospettive da qui a fine stagione, non è lo sfortunato ko di Catania a cambiare le carte in tavola: “L’obiettivo è consolidare la classifica chiudendo quanto prima il discorso salvezza – sentenzia - Allo stesso tempo credo che giocando così abbiamo le possibilità per agguantare i playoff e giocarli come piace a me, con voglia e aggressività. È inutile, però, andare troppo oltre. Dobbiamo preparare bene la prossima partita andando a limare delle situazioni che vanno perfezionate. Questo tipo di gare danno gli spunti giusti per disputare le prossime. Abbiamo portato tante volte la palla negli ultimi venti metri, è questo il modo di vincere le partite”.
E allora testa bassa e pedalare: anche perché ora il tecnico avrà modo di lavorare più tempo con la sua nuova squadra ed inculcare i suoi dettami tattici (di sicuro il 3-5-2 continuerà ad essere il modulo prescelto soprattutto con il ritorno di Martinelli, ndr) e provare ad invertire il trend. Con prestazioni come quella di Catania e con un Capomaggio in versione super (migliore in campo per distacco al Massimino, giocatore di spessore che merita altre categorie) la volata nelle ultime sei finali non pare assai complicata.
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