“Ora possiamo anche guardare in alto”. Lo dice Mirko Cudini, l’allenatore del Foggia che ha materializzato coi suoi ragazzi una rincorsa che nelle ultime 10 giornate ha fruttato 17 punti ed il decimo posto, ultimo gradino utile per l'accesso ai playoff. A 42 punti il Foggia si sente in una botte di ferro, adesso sono diventate infatti 9 le lunghezze di vantaggio sulla Turris, che è quint'ultima.
Solo un cataclisma di dimensioni inimmaginabili, a questo punto, potrebbe rimettere in discussione la salvezza dei rossoneri. Che ora, a ragione, alzano l'asticella dell'ambizione e cullano il sogno di tornare ad essere protagonisti nell’ultimo scorcio di stagione, e magari di chiudere in bellezza una annata che finora è stata controversa.
Cudini ci crede e il messaggio lanciato ai suoi ed all’ambiente è sin troppo chiaro. A maggior ragione dopo aver domato la prima della classe, quella Juve Stabia che anche allo Zaccheria ha mostrato tutto il suo potenziale. Averla battuta in rimonta (e per giunta con una formazione ampiamente incerottata), deve aver prodotto uno strano effetto nel clan rossonero, che in questo rush finale di stagione promette di regalare altre emozioni.
Sempre che, d’ora in avanti, non subentri quello stato di appagamento che potrebbe anche essere fisiologico dopo una rincorsa che ha portato il Foggia a risalire dal 15° posto (dopo la sconfitta esterna con la Turris) fino al decimo attuale in poco meno di 40 giorni, grazie alle 5 vittorie, un pari e ad una sola sconfitta, peraltro immeritata a Benevento. E non finisce certo qui, perché ora c'è da scommetterci che Rizzo e soci proveranno a migliorarsi ulteriormente, facendo magari un pensierino al settimo posto, che dista solo 4 punti e che al momento è occupato da quel Crotone che è in caduta libera, e che dalla cura-Baldini non sta traendo alcun giovamento.
Perché proprio la settima piazza? Elementare, perché è quella che consentirebbe al Foggia nel primo turno degli spareggi di affrontare in casa, e in gara unica, l’ottava classificata. E quindi di avere maggiori chance di andare avanti nel tabellone. Facile a dirsi, evidentemente. Meno a farsi. Perché poi c’è da fare i conti con un calendario che, nelle ultime sei giornate, non è che strizzi particolarmente l'occhio ai rossoneri: all’orizzonte, infatti, subito due trasferte insidiosissime (Messina e Latina), quindi fino al 27 aprile in rapida successione Casertana, Potenza, Audace Cerignola e per finire Monterosi. Tutte formazioni, cioè, che hanno ancora qualcosa (o più) da chiedere alla classifica, e con le quali quindi bisognerà giocarsela fino in fondo.
All'andata, fra l’altro, furono proprio queste le gare che segnarono lo spartiacque della stagione del Foggia: dopo il rotondo 2-0 casalingo sul Messina, arrivò l'inatteso stop interno col Latina (1-2), bissato subito dopo a Caserta con l’identico punteggio (2-1). I mal di pancia interni all’indomani del doppio ko si acuirono e Cudini, sempre più solo nella stanza dei bottoni, andò in confusione. Al punto che il successivo pari interno col Potenza (con rigore fallito da Peralta) gli fu letale.
Venne sollevato dall'incarico su due piedi ed ebbe così inizio il periodo di autogestione col tandem Vacca-Coletti in sella (avallato dalla proprietà) che avrebbe prodotto solo macerie. Sarebbero così arrivati il ko nel derby col Cerignola, e subito dopo la vittoria striminzita interna col Monterosi prima della sosta natalizia che sembrò interrompere l’emorragia di risultati negativi. In realtà non fu così perché in tutto furono 7 i punti racimolati in 6 gare, che coincisero con l'inizio della crisi e il successivo avvio di 2024 da incubo che avrebbe sospinto i rossoneri a ridosso della zona play-out.
Acqua passata, si dirà. Vero, anche perché nel frattempo dalle ceneri della squadra partorita in estate è nato il Foggia 2.0 ed è iniziata tutta un’altra storia. Il risveglio che si è materializzato nei 17 punti del Cudini-bis sono il segno inequivocabile di un cambiamento radicale. Nella forma come nella sostanza.
Resta tuttavia una costante che si perpetra nel tempo: la difficoltà della squadra a raccogliere punti lontano dallo Zaccheria. Avveniva nella prima parte della stagione (6 punti sui 27 disponibili), l’inversione non è arrivata neppure dopo il giro di boa, essendo complessivamente 4 i punti totalizzati da quando Cudini si è riaccomodare in panchina.
Un dato quest’ultimo che è ormai consolidato, e tutt’altro che da sottovalutare se si considera che di qui alla fine della stagione regolare saranno ben 4 le trasferte che attendono il Foggia (nell’ordine Messina, Latina, Potenza e Monterosi), per cui servirà cambiare decisamente (e in fretta) passo per ambire a qualcos'altro di diverso dalla decima piazza.
Nella speciale classifica di rendimento delle gare esterne, i rossoneri stazionano al terz’ultimo posto, solo Brindisi e Francavilla hanno fatto peggio. A conferma di tutte le difficoltà incontrate da una squadra che lontano da casa ha vinto solo due volte. E poi pareggiato 4 e perso 9 volte.
Un cammino che non depone a favore del Foggia, che peraltro proprio recentemente ha mostrato un altro volto lontano dallo Zaccheria: la vittoria di Brindisi, il pari di Sorrento e la sconfitta di misura sul campo del Benevento, una delle big del girone, vanno in netta controtendenza rispetto al recente passato, e lasciano intuire che la squadra adesso abbia finalmente trovato il suo equilibrio, subendo meno il gioco avversario. In questo senso i prossimi 180’ contro Messina e Latina, in piena corsa playoff, chiariranno se davvero il trend potrà essere invertito.
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