Tale e quale al Messina, Foggia si può fare... Il Latina finora in casa ha spesso e volentieri balbettato

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Tale e quale. Il rendimento casalingo del Latina, prossimo avversario domani del Foggia, somiglia molto a quello del Messina. Che i rossoneri hanno appena battuto. I 20 punti conquistati al Francioni dai pontini sono frutto di 6 vittorie e 5 pari. Ma 6 sono anche le sconfitte incassate davanti al pubblico amico, al pari della formazione siciliana di Modica, che al San Filippo-Scoglio ad oggi ha fatto leggermente meglio dei laziali racimolando un bottino di 21 punti.

Gli inciampi interni del Latina sono maturati con Brindisi (1-3), AZ Picerno (0-3), Sorrento (0-2), Avellino (0-5), Giugliano (0-1) e Juve Stabia (1-3), ma il rovescio della medaglia dice anche che i nerazzurri laziali sono reduci da una striscia positiva di tre risultati utili che hanno fruttato 7 punti, e le vittorie esterne sulle big Crotone e AZ Picerno. 

Mentre nell'ultimo turno casalingo gli uomini di Fontana non sono andati al di là dell'1-1 proprio con il Messina. Gara dunque sotto certi versi indecifrabile quella di domani del Francioni, anche se nelle ultime ore il ds de pontini Patti è stato fin troppo esplicito e ha lanciato il guanto di sfida al Foggia: “È un momento positivo, e dobbiamo fare in modo che non rimanga soltanto tale. Ci stiamo preparando per questo finale di campionato sperando che sia in crescendo - ha evidenziato -. Avvertiamo il bisogno che la gente di Latina venga a sostenerci, è un girone complesso con la media spettatori più alta, spero che da sabato ci siano più tifosi allo stadio. Ce lo meritiamo”. 

Ci sarà da soffrire, dunque. Lo sa bene anche Alberto Rizzo, appena rientrato in squadra e pronto per il rush finale. Il capitano del Foggia in settimana ha messo in guardia i suoi, pur confermando che da qualche tempo tira un'aria diversa nell'ambiente rossonero: “Qualcosa è cambiato e i risultati ci stanno dando ragione - ha ammesso -. Una grossa mano l’hanno data il ritorno del mister e chi è arrivato a gennaio che si è inserito e ci ha dato gli stimoli giusti.  Probabilmente la convinzione nei nostri mezzi è la grande novità di questo momento. Ad oggi dobbiamo ragionare sul fatto che il campionato non è finito e dobbiamo credere nell’obiettivo finale dei playoff. Siamo passati dalla paura all’euforia ma abbiamo mantenuto l’equilibrio e siamo stati in grado di superare sia i momenti difficili che quelli negativi. Gli stimoli nuovi sono giunti proprio con l’arrivo dei nuovi compagni. Se dovessimo arrivare ai playoff possiamo creare le basi per giocarci al meglio gli spareggi. Ora dobbiamo però vivere alla giornata e costruire partita dopo partita il nostro futuro in questa stagione”.

E il futuro più immediato si chiama Latina: appena 3 lunghezze dividono i laziali dal Foggia in classifica. I nerazzurri sono ottavi con 48 punti, i rossoneri decimi con 45. Come dire: con una vittoria al Francioni la squadra di Cudini raggiungerebbe quella di Fontana, consolidando così la propria posizione in zona playoff. Entrambe le formazioni provengono da un successo esterno: il Foggia nell’ultimo turno s’è imposto a Messina (0-3), il Latina a Picerno (0-2). 

Dunque, domani si troveranno di fronte due squadre in salute. Infatti, se nessuno ha fatto meglio del Foggia nelle ultime 8 giornate (6 vittorie, un pareggio ed una sconfitta), nelle ultime 9 il Latina ha inanellato ben 5 successi (con Brindisi, Catania, Monopoli, Crotone e Az Picerno) e 2 pareggi (con A. Cerignola ed ACR Messina). In mezzo vi sono state solo le battute d’arresto con V. Francavilla e Juve Stabia (peraltro una dietro l’altra, a distanza di pochi giorni: alla 29^ e 30^ giornata).  

Fin qui, i laziali hanno quasi sempre frequentato i quartieri medio-alti della classifica. Tuttavia hanno avuto un periodo di crisi tra il 16° e il 24° turno: 9 partite nelle quali il Latina era riuscito a battere solo il Monterosi Tuscia, rimediando ben 5 sconfitte, 3 delle quali consecutive (sia pure a cavallo della sosta natalizia). Il momentaccio era costato la panchina a Daniele Di Donato. L’arrivo di Gaetano Fontana ha ridato slancio alla squadra, che da metà febbraio s’è riposizionata nella prima metà della graduatoria. Con Di Donato i nerazzurri giocavano col 3-5-2. Fontana li ha schierati a lungo col 3-4-3 ed ultimamente col 3-4-2-1, come a Picerno. 

Questo l’undici titolare di sabato scorso: il giovane italo svedese Guadagno (21 anni, giunto a gennaio in prestito dal Pisa) fra i pali (ha preso il posto dell’infortunato Cardinali); difesa con Vona (prelevato dal Casarano, due mesi fa), Cortinovis (autore del secondo gol) e Marino; centrocampo con Ercolano, capitan Di Livio, Riccardi e Crecco (autore del primo gol); D’Orazio (giunto al mercato di riparazione dalla Spal) e Paganini (l’assist man dei nerazzurri) alle spalle di Mastroianni, punta centrale. 

Quest’ultimo è il goleador della squadra con 7 centri, 2 in più di Fabrizi rimasto in panchina a Picerno (al pari di Fella, autore fin qui di 4 gol e poco utilizzato ultimamente). A gara in corso sono entrati Mazzocco (mediano), Capanni (trequartista), Del Sole (esterno offensivo, eterna promessa del calcio italiano; 4 volte a segno in questo campionato) e Di Renzo (difensore). Assente per infortunio da qualche gara – in difesa – Rocchi (giocatore esperto), a Picerno mancava anche De Santis (spesso titolare in retroguardia). Salterà la sfida di domani contro il suo ex club, Cittadino (da un mese e mezzo alle prese con un problema fisico). 

Il Latina rende più in trasferta (dove ha conquistato 28 punti), finora al Francioni le sconfitte (6) sono state superiori alle vittorie (5), peraltro in numero identico ai pareggi. Complessivamente, i nerazzurri hanno segnato poco più dei rossoneri (38 gol i primi, 36 i secondi). Il Foggia conta, però, 4 reti incassate in meno del Latina (36 la squadra tornata a Cudini, 40 quella ora di Fontana).

Il sito specializzato Transfermarkt colloca – per valore – la rosa del Latina (29 effettivi; età media: 24,8 anni) al 7° posto, alle spalle del Foggia (5°). La sfida appare una sorta di spareggio anticipato...

(Ha collaborato Massimo G. Marsico)

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