La stagione del riscatto partirà alle pendici della Sila. È lì che Massimo Brambilla e il suo staff inizieranno a forgiare il Foggia dei desideri, quello che i tifosi pretendono di rivedere nuovamente protagonista. I club organizzati lo hanno ribadito a chiare lettere al presidente Nicola Canonico qualche settimana addietro, quando riservatamente hanno incontrato la proprietà: “Mai più campionati scadenti come l’ultimo, attrezziamoci per essere competitivi”.
Messaggio recepito dal patron, che non a caso ha promesso una stagione coi fiocchi. Dal pomeriggio del 19 luglio prossimo, dunque, si comincerà a sudare e sbuffare a San Giovanni in Fiore, centro della provincia cosentina ai piedi del Monte Nero posto a 1050 metri sul livello del mare su un ripido pendio che sovrasta la confluenza dei fiumi Neto e Arvo.
Località incantevole immersa nel verde, ideale per svolgervi il primo periodo di ossigenazione. Il Foggia da quelle parti ci ritornerà a distanza di un decennio, nel ‘14 ce lo portò un certo Roberto De Zerbi, al suo primo anno sulla panchina dei rossoneri. E sempre in Calabria (a Cotronei, nel crotonese per la precisione) i satanelli soggiornarono nel ‘03 con Pasquale Marino al timone, nella stagione di C2 dei record che coincise con il ritorno in terza serie.
Il ritrovo della comitiva rossonera è fissato per il 16 luglio in sede: nei tre giorni successivi programmate visite mediche e test atletici, che faranno da apripista al ritiro vero e proprio. Saranno due settimane di intenso lavoro quelle che attendono i rossoneri e che consentiranno al 51enne tecnico brianzolo (che dovrebbe avvalersi della collaborazione del vice Mirko Conte, del collaboratore tecnico Francesco Spanò, del preparatore atletico Stefano Cellio e del preparatore dei portieri Daniele Borri) di dare un primo volto a una squadra che si presenterà ai nastri di partenza della nuova stagione rinnovata per almeno il 50% dei suoi effettivi.
E sarà inevitabilmente quella la fase più delicata della stagione, durante a quale Brambilla trasferirà una prima fisionomia alla squadra, attraverso un indirizzo sulla metodologia del lavoro da svolgere: ecco perché il neo-allenatore rossonero ha chiesto al club di compiere uno sforzo e di serrare i tempi sul mercato. In modo da reclutare nei prossimi 20 giorni almeno una decina di profili che siano funzionali al sistema di gioco che intende proporre.
Sarà 3-5-2 o 3-4-1-2, il Foggia targato-Brambilla non si discosterà di molto dal modulo col quale l’allenatore lombardo ha maggiore confidenza avendolo preferito nei due suoi ultimi anni di permanenza alla Juventus NextGen. E che, dunque, tenterà di riproporre anche in rossonero. A San Giovanni in Fiore la comitiva rossonera alloggerà presso l’Hotel Duchessa della Sila.
La struttura alberghiera è dotata di tutti i comfort, le sedute quotidiane di allenamento si svolgeranno invece al comunale Valentino Mazzola di San Giovanni in Fiore. La scelta è ricaduta sulla rinomata località calabrese dopo che a suggerirla è stato il ds Mimmo Roma, che vi ha già soggiornato l'anno scorso con il Messina.
Intanto in queste ore con una nota sul proprio sito ufficiale la Juventus ha salutato Massimo Brambilla: “La Juventus e mister Massimo Brambilla si salutano dopo due stagioni trascorse insieme. Dall’estate 2022 Brambilla, nella sua prima stagione in Serie C, ha raggiunto la finale di Coppa Italia di categoria, con la Next Gen fermata nell’atto conclusivo dal Vicenza. Nella stagione conclusa poche settimane fa invece, il lavoro e l’organizzazione dell’allenatore e del suo staff hanno permesso di conquistare l’accesso ai playoff dopo aver terminato il campionato al settimo posto in classifica, il miglior piazzamento nella storia della Next Gen: una cavalcata in postseason in cui, dopo aver raggiunto la fase nazionale dei playoff, i ragazzi di mister Brambilla sono stati fermati ai quarti di finale dalla Carrarese, che poi ha conquistato la promozione in Serie B. Ai risultati sportivi conquistati in campo si affianca poi il lavoro di crescita fatto sui tanti giovani prospetti e talenti che hanno fatto parte della rosa della Next Gen, con diversi giocatori che hanno fatto il loro esordio in prima squadra. Un motivo in più per ringraziare l’allenatore del lavoro svolto. Grazie di tutto e buona fortuna, mister”.
Traspare riconoscenza e gratitudine da parte del club bianconero per il contributo fornito nell’ultimo biennio dall’ormai suo ex allenatore che sarà sostituito da Paolo Montero. Ma in realtà è da circa un decennio che Brambilla si segnala per le sue innate qualità di fine talent-scout: se il vivaio di Zingonia è storicamente considerata la miniera atalantina, è anche perché il neo-allenatore del Foggia per cinque anni ha detenuto le chiavi della Primavera nerazzurra, il filone principale di un giacimento dove la società dei Percassi non finisce mai di trovare pepite d'oro. L'ultima, in ordine di tempo, si chiama Giorgio Scalvini, debuttante in Nazionale a 18 anni e 185 giorni.
Brambilla conosce bene Scalvini, come, in ordine alfabetico e per citare solo alcuni dei ragazzi che ha lanciato, conosce bene Barrow, Bastoni, Cambiaghi, Carnesecchi, Moustapha Cissé, Cittadini, Colley, Da Riva, Diallo (poi ceduto al Manchester United per 25 milioni più 15 di bonus,) Kulusevski (acquistato dalla Juve per 40 milioni), Okoli, Piccoli, Ruggeri, Zortea.
Una nidiata di piccoli grandi campioni che muovendo i primi passi nell’Atalanta hanno fatto le fortune di altre squadre in giro per il mondo: a Foggia per l’ex tecnico bianconero è una sorta di prova del nove, dove potrà mettere a frutto il suo bagaglio di conoscenze e trasferire le sue idee di calcio. Può farcela, ma ci vorrà pazienza. Unita a un pizzico di buona sorte. Che non guasta mai...
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