Dalle buone intenzioni ai fatti. Per ora è un Foggia in maschera. Tutto da scoprire. Che avrà pure focalizzato i suoi punti fermi, ma che fondamentalmente resta in itinere.
Lo si è intuito dalle parole di Brambilla e di Roma che, nel giorno del loro insediamento ufficiale, hanno lasciato aperto il campo a più di una ipotesi. Finora sono arrivati un portiere (De Lucia dalla Virtus Entella) e un centrocampista centrale (Danzi dal Cittadella), entrambi svincolati, sale così a 14 il numero dei tesserati sotto contratto, ma di questi chissà quanti faranno realmente parte dell’organico della prossima stagione.
Tante le valutazioni ancora da fare, con almeno un caso spinoso da risolvere, e un paio da monitorare strada facendo. Papazov e Riccardi sembrano con le valigie pronte, per Beretta nessuna possibilità di conferma, mentre Marzupio e Carillo restano un punto interrogativo (nel senso che sono entrambi reduci da due gravi infortuni e resta dunque da stabilire se hanno completamente recuperato), ecco perché le due settimane di ritiro in Calabria saranno fondamentali per orientare il mercato rossonero.
Quello che già appare chiaro è che se chi sperava il Foggia potesse bussare alla porta della Juventus per ottenere qualcuno dei calciatori allenati dal tecnico brianzolo nell’ultimo biennio, potrà mettersi il cuore in pace, il loro possibile arrivo resterà una semplice suggestione di mezza estate. È stato lo stesso Brambilla a frenare: “Sarà molto difficile, perché i pronti andranno in categorie superiori, e gli altri se li terranno in casa”.
Meglio quindi togliersi subito dalla testa i vari Pecorino, Guerra o Sekulov che erano e rimangono fuori portata per il Foggia. Ciò non vuole dire però che non siano tante le trattative in piedi, in lizza anche qualche top player per la categoria (come gli attaccanti Lescano e Caturano), l’impressione è che il Foggia muterà profondamente pelle e che del presunto zoccolo duro dal quale pareva si potesse ripartire non ne resteranno in molti.
“Col direttore stiamo cercando prima di tutto giocatori forti e bravi, che siano uomini veri, che abbiano fame e che sudino la maglia per tutta la settimana - ha chiarito Brambilla -. Poi, una volta che si riesce a creare un gruppo forte e unito, si può passare a parlare di tattica e di tutto il resto, ma innanzitutto ci interessa creare un gruppo che riesca a trascinare i tifosi”. A livello tattico, invece, il Foggia indosserà un abito preciso, anche se Brambilla sull’argomento è sembrato molto elastico: “Cerchiamo giocatori giusti che possano adattarsi a due sistemi di gioco, su cui poi lavoreremo”, ha anticipato.
Si partirà dal 4-2-3-1, che all’occorrenza potrebbe adattarsi al 4-3-3, due moduli propositivi che sono sinonimo di spettacolo, un tema quest’ultimo assai caro al patron Nicola Canonico, che spera di riavvicinare il grande pubblico allo Zaccheria dopo un anno sabbatico. Anche per questo si vogliono serrare i tempi: “Vorremmo andare in ritiro con l’organico già a buon punto, cercheremo di chiudere più trattative possibili - ha argomentato il ds Roma -. Il mercato ti dà tante possibilità, davanti abbiamo due mesi per fare le nostre scelte, qualche prospetto del Messina potrebbe fare al nostro caso, ma vedremo strada facendo. Tutto passa dal budget a disposizione, che è adeguato, e dalle occasioni del mercato ma anche tanto dalle idee e scelte che sono conseguenziali di una serie di confronti”.
Scelte sempre condivise, sarà questo il mantra di casa Foggia: “Tutti siamo consci di poter sbagliare, ma attraverso il lavoro sappiamo che potremo sbagliare meno - ha aggiunto il direttore sportivo, che ha ammesso come il Foggia sia sulle tracce di qualche profilo di grido: “Lescano è obiettivo vero, ma le dinamiche di mercato sono fatte di tanti fattori. Abbiamo parlato con la Triestina, con l’agente e col ragazzo, ma molto dipende dal club di appartenenza e dalla scelta del calciatore stesso. Per il resto girano tanti nomi, alcuni dei quali sono stati realmente sondati. Avere due portieri molto affidabili come De Lucia e Perina è alla base di una buona riuscita del progetto, e noi abbiamo la fortuna di avere due grandi portieri che faranno da chioccia ad un terzo che sarà under. Danzi è quel tipo di calciatore di cui aveva bisogno il tecnico per ricoprire diversi ruoli a centrocampo”. Dalle buone intenzioni ora bisogna passare ai fatti. Nella speranza che il passo sia breve...
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