Foggia Calcio, indietro tutta: si accende la spia e Brambilla finisce sotto tiro

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Un semplice incidente di percorso sul quale meditare oppure una pericolosa inversione a U che accende la prima spia rossa? 

Il giorno dopo il ruzzolone con il Monopoli in casa Foggia si prova a raccattare i cocci di una sconfitta che rischia di lasciare il segno. Per come è maturata e per le conseguenze che potrebbe avere all’interno di un gruppo in evidente stato confusionale. 

Che la formazione di Massimo Brambilla fosse ancora tutta da scoprire e che i primi test stagionali non fossero particolarmente indicativi lo si sapeva. Meno, forse, che il percorso di crescita potesse risultare più accidentato del previsto. D’accordo, gli alibi a cui appellarsi non mancano, le assenze domenica sera hanno pesato negativamente nell’economia del risultato finale. 

Ma a lasciare perplessi è stato soprattutto l’atteggiamento, dopo soli 20’ diventato inspiegabilmente remissivo. E così alla distanza è emersa la versione peggiore del Foggia di questo primissimo scorcio di stagione, che per la verità già contro Trapani e Team Altamura solo a sprazzi aveva convinto celando dietro i due risolutati positivi portati a casa pecche che pure erano emerse in maniera chiara.

Un deciso passo indietro, insomma. Che solleva più di qualche interrogativo sulla tenuta fisica e mentale di una formazione che, se pensa di poter essere protagonista in stagione, non può certo permettersi il lusso di perder e 1-4 in casa e di beccare sei gol sotto gli occhi del pubblico amico dello Zaccheria nelle prime due uscite stagionali. 

C’era parecchio malcontento domenica sera nel post-gara e il fatto che il patron abbia voluto intrattenersi a lungo a quattr’occhi con l’area tecnica la dice lunga sul clima di insoddisfazione emerso a margine di una prestazione ampiamente al di sotto delle attese. In molti dai 90’ col Monopoli si attendevano il definitivo salto di qualità dei rossoneri e già pregustavano la possibilità di inserisci stabilmente nei quartieri nobili della classifica. 

E invece le risultanze della sfida col Gabbiano vanno in tutt’altra direzione. Si sperava che la lezione di Coppa patita col Monopoli appena un mese fa fosse servita a trovare le adeguate contromisure ad un avversario che solo un mese fa allo Zaccheria aveva messo a nudo i limiti di una squadra ancora working in progress. E invece non solo il Foggia ci è ricascato, ma addirittura ha fatto peggio, facendo venire a galla tutti i limiti tecnici, tattici e temperamentali di un gruppo che è ancora lontano parente della squadra che il tecnico Brambilla ha in mente. 

Anche se poi proprio il tecnico brianzolo ci ha messo del suo per trasformare quella che ad un certo punto è sembrata una gara storta in un vero e proprio incubo. Quando incappi in una serataccia come quella che è costata il primo stop in campionato non ci può essere spazio per le recriminazioni, viceversa serve una presa di coscienza che deve indurre a delle riflessioni a più ampio raggio. 

Perché l’1-4 incassato col Monopoli sarà stato anche frutto di episodi che difficilmente si sommano in 90 minuti (la dinamica dei primi tre gol degli ospiti, al di là della svista di De Lucia sull’1-2 è quanto meno singolare), ma deve spingere Brambilla a farsi qualche legittima domanda. E a darsi anche qualche risposta: i primi due gol presi nel giro di soli 3’, e che poi hanno i indirizzato il risultato finale, erano sicuramente evitabili se solo ci fosse stata maggiore pressione ai limiti dell'area di rigore. 

Perché si è vista all’opera una squadra così allungata per due terzi di match senza che si sia pensato di correre per tempo ai ripari con qualche opportuna sostituzione? Il modulo, evidentemente, in questo schiaffo preso in pieno volto c’entra. 

Ma fino a un certo punto, nel senso che optare per il 4-2-3-1 anche in condizioni di emergenza allo stato puro ci può stare (in un sol colpo erano out in mezzo al campo oltre a Danzi anche Da Riva e soprattutto Tascone), cosi come l’integralismo di un allenatore che non intende snaturare tatticamente la sua squadra. Ma perché optare per un giocatore Vezzoni che notoriamente mediano non è, anziché affidarsi ad un play come Pazienza, che magari difetterà pure sul piano dell’esperienza ma che su quello del dinamismo sarebbe risultato assai utile in mezzo al campo. 

Domande alle quali Brambilla dovrà dare una risposta in una settimana nel corso della quale il Foggia dovrà ritrovare tutte quelle certezze smarrite improvvisamente contro il Monopoli. Derubricare il deludente ko di domenica scorsa a semplice passo falso che in un percorso di crescita ci può pure stare è un conto, altro insistere su soluzioni che all’atto pratico possono rivelarsi controproducenti.

Ecco, il Foggia che si appresta ad affrontare un doppio e complicato turno in trasferta contro Latina e Benevento deve mettere in un angolo le ultime amnesie e mostrare di voler ritrovare in fretta la strada maestra. Anche in una situazione di emergenza come quella attuale che, sarà bene non dimenticarlo, è figlia di alcune discutibili e inopportune scelte di mercato.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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