In medio stat virtus. Nel Foggia di Brambilla non e ancora proprio così, nel senso che le maggiori criticità al momento risiedono proprio nel mezzo, lì nel cuore del gioco. Ma il tempo gioca in favore dei rossoneri, che col Monopoli domenica scorsa sono scivolati sulla classica buccia di banana, ma che hanno i mezzi e le qualità per rialzarsi in fretta. A cominciare dalle due prossime infide trasferte di Latina e Benevento che si presentano sul cammino di Millico e compagni. A patto però che ritrovino la giusta umiltà e soprattutto quello spirito di sacrificio senza i quali di strada non se ne fa molta.
Ed anche se alla fine a salire sul banco degli imputati è stato il tecnico, il cui integralismo sul piano tattico ha scatenato qualche polemica di troppo, in realtà è altrove che in questo frangente bisogna ricercare i difetti di una formazione che, sarà bene chiarirlo subito, non è candidata a mettere tutti in fila. Per quanto potenzialmente sia in grado di fare la voce grossa con chiunque.
Fino a quando però lì in mezzo al campo non sarà trovata la quadra del cerchio e non saranno individuati i due interpreti ideali che nel 4-2-3-1 di Brambilla risultano più funzionali, sarà azzardato lanciarsi in giudizi definitivi: la sensazione è che in organico il Foggia gli uomini giusti ce li abbia pure, ma chissà fino a quando dovrà attendere che elementi del calibro di Da Riva, Danzi, Marzocco e Gargiulo raggiungano la condizione standard. Sempre ammesso che la raggiungano…
Già, perché se dopo soli 270' Danzi prima, e Da Riva poi, sono andati subito ko, sorge legittimo il dubbio che per entrambi si siano forzati i tempi per averli a disposizione da subito. Nonostante (forse) le attuali condizioni fisiche ne suggerissero un utilizzo più parsimonioso. Sta di fatto che l'ex Cittadella è fermo ai box da due settimane per un risentimento muscolare, mentre l'ex Vicenza ha una caviglia gonfia come un cocomero. E prevederne i tempi di recupero è come centrare un terno al lotto.
Diverso il discorso per Mazzocco e Gargiulo: sono entrambi disponibili, ma Brambilla li sta utilizzando col contagocce. Il primo col Monopoli è partito dal 1', ma si vede lontano un miglio che ha bisogno di lavorare sodo e di serrare i tempi per mettersi al passo dei compagni. Il secondo, invece, viene da una stagione in cui il campo lo ha visto raramente, è in evidente ritardo di condizione, già perché fosse al meglio farebbe sicuramente la differenza. Ma in questo primo frangente di stagione va utilizzato a piccole dosi per evitare che si ripetano casi analoghi a quelli che hanno riguardato Danzi e Da Riva.
Diventa allora problematico per Massimo Brambilla gestire un momento come questo, in cui gli impegni si susseguono ed il reparto è numericamente risicato. Non bastasse, anche Tascone si è bloccato (e difficilmente recupererà a stretto giro), per cui proprio nel reparto in cui servirebbero più ricambi possibili per sostenere un modulo di non semplice interpretazione, si registrano invece le maggiori defezioni.
Si spiegano così le difficoltà di una squadra che proprio lì sulla mediana non può lasciare spazio all'improvvisazione. Cosa che, ad esempio, è accaduta domenica scorsa con il Monopoli, la squadra che in un mese solo ha fatto un sol boccone del Foggia facendolo diventare piccolo piccolo.
Certo poi, a Brambilla volendo muovere un appunto, si potrebbe rimproverare il fatto di non avere voluto rischiare l'utilizzo del baby Pazienza come già fatto in Coppa, preferendo adattare Vezzoni in un ruolo non suo. E di avere dunque in qualche misura agevolato il compito dell’avversario, che in mezzo al campo ha creato sempre superiorità numerica.
Ma poi serve anche aggiungere che la seconda fase di mercato del Foggia è stata decisamente deficitaria, perché si è atteso troppo prima di completare un centrocampo che si sapeva in partenza essere quello che avrebbe necessitato delle maggiori attenzioni. Ridursi invece solo all'ultima settimana prima di annunciare nell’ordine Mazzocco, Da Riva e Gargiulo non ha agevolato il compito di Brambilla, che si è ritrovato in rosa gente da rigenerare innanzitutto sul piano fisico.
Gli ultimi arrivati alla corte di Brambilla nell’ultima annata hanno giocato poco o niente, al punto che in 4 sommano circa 40 gettoni di presenza. Un handicap non di poco conto, rispetto al quale è stata registrata una incomprensibile superficialità per delle scelte che viceversa avrebbe dovuto essere mirate e ponderate a lungo.
Sarebbe stato decisamente meglio spostare gli orizzonti su puntelli già pronti per l'uso e in grado di garantire fin dall’inizio determinati preziosi equilibri. E invece dal cilindro magico la premiata ditta Canonico-Roma ha optato per la scommessa rischiosa, che sinora (evidentemente) non ha pagato. Ma, in fondo, siamo solo alle prime battute, il tempo rimetterà ogni cosa al suo posto. E poi il Foggiando punta ad arrivare davanti a tutte.
Per il momento occorre munirsi di tanta Pazienza. In tutti i sensi…
(Foto M. Carbosiero)
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