Una sola squadra al comando del girone C di Lega Pro: è il Cerignola di Giuseppe Raffaele che con la rimonta sul Giugliano con un super secondo tempo ha conquistato per la prima volta nella sua storia la testa della classifica di terza serie. Un impatto così nelle prime quattro giornate (tre vittorie ed un pari) in pochi alla vigilia lo avevano previsto.
E invece l’Audace senza squilli di tromba ha mostrato di essere un impasto di forza, strategia, organizzazione e concretezza: qualità che, in Serie C, in genere portano lontano. Il segreto? Un mix che mette assieme una società forte ed ambiziosa, programmazione, competenza, un allenatore capace e un gruppo compatto. I risultati sono una normale conseguenza.
“Siamo partiti con l’idea di continuare un percorso iniziato la stagione scorsa - commenta a l’Attacco il ds Elio Di Toro -. Abbiamo inserito giocatori funzionali che si sono amalgamati subito bene. Il primato è il risultato dei sacrifici profusi negli ultimi anni. Sono orgoglioso di questi ragazzi e del lavoro che l’allenatore sta facendo insieme al suo staff”.
“Ovvio che adesso in città si faccia fatica a contenere l’euforia. Si sogna in grande ma sempre con i piedi ben saldi per terra. Perché è inutile fare proclami adesso ma, dopo queste prime 4 giornate, nessuno vuole giocare a nascondino”.
Piuttosto a preoccupare sono le condizioni dell’attaccante Cuppone, uscito malconcio domenica sera: “Aspettiamo l’esito della risonanza magnetica”, dice preoccupato Di Toro.
Ma è chiaro che si teme per il peggio per l’ex Pescara già in grande spolvero col compagno di reparto Salvemini in questo primo scorcio di stagione.
Le successive indagini diagnostiche, infatti, hanno riscontrato una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il giocatore sarà sottoposto a nuovi accertamenti per valutarne l'intervento chirurgico.
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