Capuano ed il Foggia si ritrovano a distanza di 4 anni esatti: era il 28 settembre del ‘20 quando il 59enne tecnico di Pescopagano gettava la spugna e prendeva la strada del ritorno verso casa lasciando tutti con un palmo di naso: dopo il ritiro pre-campionato aveva intuito per tempo che non c'erano le condizioni per portare avanti la sua idea di calcio, il presidente Felleca e l'allora dg Corda non avrebbero mai potuto assecondare le sue richieste per costruire un Foggia competitivo. E allora bye-bye e amici come prima...
Lo schiribizzo però di tornare su quella panchina non lo ha mai perso in tutti questi anni, l'istrionico allenatore lucano che la passata stagione col Taranto senza la penalizzazione si sarebbe issato fino al secondo posto, già l'estate scorsa a più riprese il suo nome era stato accostato a quello del Foggia per il dopo-Cudini.
La tentazione era stata forte, ma poi Nicola Canonico aveva virato su Massimo Brambilla, nell’intima convinzione di poter inaugurare un nuovo ciclo di successi. Che, viceversa, si è già concluso dopo appena 6 giornate, con il Foggia impelagato in piena zona playout che non dà segni di vita.
C'è una squadra moribonda da rianimare in fretta prima che sia troppo tardi, e Capuano in un frangente come questo può risultare il profilo migliore per dettare la svolta.
Dovrà da subito rimboccarsi le maniche il buon Eziolino, perché troverà uno spogliatoio in confusione in cui si registra qualche mal di pancia di troppo.
E meno male che Capuano in situazioni come queste sa esaltarsi.... Lo ha già abbondantemente dimostrato in passato. Ma dovrà avere carta bianca. E su questo qualche remora (purtroppo) continuiamo ad averla...
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