Fiducia a Raffaele Biancolino, traghettatore di un Avellino allo sbando. Almeno fino a domenica l'ex attaccante sarà alla guida della prima squadra, poi da lunedì potrebbe tornare a occuparsi esclusivamente della Primavera. La proprietà starebbe valutando la coppia Valentini-Dionigi per avviare un nuovo corso pieno di dubbi e incertezze.
Marco Valentini è in pole per diventare il nuovo direttore sportivo. Se dovesse essere chiamato lui al capezzale dell'Avellino, in panchina andrebbe ad accomodarsi Davide Dionigi, fermo dal ‘22 (fu esonerato dal Cosenza).
Ma cosa potrebbe accadere nel caso in cui l'Avellino di Biancolino dovesse battere il Foggia domani sera non è ben chiaro. Perché in casa irpina non si sono abbandonati i sogni di gloria.
La squadra biancoverde è ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale in campionato dove finora ha infilato 4 pareggi (l'ultimo a Torre del Greco martedì sera) e 2 sconfitte, la seconda, quella con il Latina, fatale per Michele Pazienza, Giorgio Perinetti e la pletora dei collaboratori: dopo 6 turni del girone C i lupi si ritrovano penultimi con il Team Altamura e senza successi come il Taranto, fanalino di coda.
Anche nel 2021 i primi passi nel torneo furono molto simili: l'Avellino, allenato da Piero Braglia e con Salvatore Di Somma direttore sportivo, era reduce da un playoff chiuso nella semifinale persa con il Padova per dettagli, e ripartiva dal tecnico toscano e dal dirigente stabiese, bandiera biancoverde. Dopo il turno preliminare della Coppa Italia nazionale perso solo dopo i calci di rigore con la Ternana, ecco impossessarsi dei biancoverdi la sindrome da pareggite: 1-1 casalingo con il Campobasso all'esordio in campionato, 0-0 a Castellammare, 1-1 al Partenio-Lombardi con il Latina (gol di Alberto Dossena, oggi in A al Como dopo gli anni a Cagliari) e 0-0 a Monopoli, prima dell'1-0 sul Potenza con la rete decisiva di Giuseppe Carriero che sembrava dare slancio agli irpini tra le polemiche di un avvio oltremodo incerto.
A seguire ci furono il pari interno col Catanzaro e, soprattutto, il ko a Viterbo contro il Monterosi Tuscia (2-1) nella 7^ giornata che aprì la crisi, con Vincenzo Vivarini praticamente ingaggiato dall'Avellino, prima di un dietrofront con la conferma del maremmano in una rincorsa al Bari tramontata nei fatti nello scontro diretto del 6 dicembre ‘21.
La nuova crisi tecnica sarebbe arrivata il 16 febbraio, dopo la 27^ giornata (Virtus Francavilla-Avellino 1-0) con l'esonero di Braglia e Di Somma, molto simile a quello di sabato scorso e che portò al ritorno di Enzo De Vito e alla scelta di Carmine Gautieri fino a fine stagione. Culminata con l’eliminazione nei playoff proprio per mano del Foggia di Zeman.
Tante analogie con l'Avellino della famiglia D'Agostino a un passo dalle due gare con la Serie B in palio, e poi in difficoltà dopo l'estate dell'obiettivo conclamato, la promozione per finalizzare il percorso precedente nello stile delle avversarie (Ternana, Bari e Catanzaro) vicine al salto di categoria e poi dominanti nella stagione successiva.
Adesso sono ore di riflessione in casa biancoverde dopo l’azzeramento dell’area tecnica: guai a sbagliare ancora le mosse, l’obiettivo B resta sempre nel mirino. Con quali uomini inseguirlo resta però un mistero.
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