Era un afoso mattino di luglio del ‘20 quando Eziolino Capuano salutava il popolo biancoverde dell’Avellino via Whatsapp: “Non nascondo che mi sono vergognato quando i miei figli mi hanno visto piangere - scriveva -. Purtroppo i sentimenti non si trattengono, sono un misto di delusione e di soddisfazione. Tutti i miei sacrifici oggi però hanno avuto un senso. Orgoglioso di essere stato l’allenatore dell’Avellino, fiero di non essermi mai piegato, illimitatamente dignitoso di avervi fatto rispettare. Vi amo, forza lupi”.
Così si concludeva la parentesi di Capuano sulla panchina degli irpini. Il tecnico di Pescopagano non rientrava più nei programmi societari, e a poco sarebbero valse la salvezza conquistata sul campo ed il piazzamento ai playoff. La famiglia D’Agostino decise di congedarlo con i migliori ringraziamenti ed auguri per il futuro.
Capuano, però, prima di congedarsi aveva voluto salutare la piazza a modo suo, in punta di piedi, senza alzare la voce.
“Grazie a voi tutti - aggiungeva - grazie per tutto quello che mi avete mostrato in questi mesi. Non nascondo le lacrime, purtroppo i sentimenti non si trattengono e sono un misto di delusione e di soddisfazione. La delusione per quello che ho fatto per questa maglia, i sacrifici, ma soprattutto il rispetto che ho fatto portare all’Avellino su tutti i campi”.
“Le lacrime nel leggere tutte le parole belle nei miei confronti. Tutti i miei sacrifici oggi però hanno avuto un senso. Oggi ho stravinto il mio campionato, sono arrivato odiato e vado via amato. Dopo 20 anni coronavo un sogno quello di allenare l’Avellino”.
Chissà quale trattamento gli riserveranno i tifosi irpini domani...
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