Avellino è già lontana. Sepolta in un angolo dei ricordi. Fra i più tristi di questo primo complicatissimo avvio di stagione. Metabolizzata la terza sconfitta di fila che ha fatto precipitare i rossoneri sul fondo della classifica, Capuano da qualche giorno è al capezzale del moribondo Foggia alla ricerca della terapia migliore che serva a dare la scossa ad un gruppo che si è immalinconito e non dà cenni di ripresa.
Dopo che le premesse erano state peraltro incoraggianti e lasciavano presagire ben altri orizzonti. Il cambio in panchina si è rivelato traumatico, si sperava che con l’avvicendamento di Brambilla la squadra si scrollasse di dosso le ansie e allontanasse gli spettri di una crisi ormai latente. E invece l’avvento del nuovo allenatore pare aver accentuatole carenze (fisiche e strutturali) di una formazione che (probabilmente) oltre ad essere stata sopravvalutata non pare avere nelle sue corde i requisiti basilari richiesti da Capuano per invertire la rotta. Il che, in generale, non è una buona notizia.
E così ora le preoccupazioni si accentuano, perché probabilmente comincia a farsi largo l’idea che non era solo una questione di “manico”. E che le responsabilità di questa falsa partenza siano da ricercarsi altrove. Ovvero nelle dinamiche che hanno sottinteso l'allestimento della squadra in estate. Non deve averci messo molto Eziolino Capuano a capire che servirà un’impresa per risalire la china e per mettersi il prima possibile alle spalle la zona che scotta, perché questo Foggia non ha le stimmate della squadra che nelle difficoltà sa esaltarsi. Anzi.
E quindi appare pressoché inevitabile che dovrà essere rivisitata per rilanciarsi in classifica. E provare a mettere nel mirino almeno la zona playoff. Che per il momento sembra distante anni luce. I primi test di verifica non lasciano adito a dubbi: Capuano ha trovato un gruppo lacerato, che ha una condizione fisica approssimativa, che è aggravata dal fatto che in rosa sono diversi gli elementi che si portano dietro le scorie di precedenti infortuni che ne hanno prolungato l'assenza dai terreni di gioco.
Il check-up di questi giorni ha confermato quanto già noto, in questa fase ancora prima che incidere sul piano tattico servirà restituire la migliore forma fisica ai singoli per riportarli ad uno standard accettabile. Ad Avellino domenica scorsa si vedeva lontano un miglio quanto i rossoneri fossero in difficoltà sul piano della corsa e della tenuta psico-fisica ed i primi disastrosi 45’ hanno accentuato i disagi di un gruppo in evidente affanno.
Ma le difficoltà sono anche di natura psicologica: non gira la testa e quindi non girano nemmeno le gambe, e allora Capuano dovrà vestirsi anche i panni di psicologo per ricaricare le batterie dei suoi. Tante le questioni sul tavolo che vanno affrontate e risolte urgentemente, prima che si incancreniscano: c’è in primis da risolvere la grana portiere, con De Lucia e Perina che ad oggi non hanno dato alcuna garanzia fra i pali, alternandosi con risultati complessivamente modesti.
Nelle retrovie e con il passaggio della difesa a 3 bisognerà capire se non convenga arretrare Salines (che la passata stagione lì ha offerto prestazioni convincenti) e poi scegliere chi debba stargli al fianco oltre a Carillo (che è finalmente recuperato e che con i gradi di capitano che gli ha affibbiato Capuano ad Avelino sembra essere diventato d’amblè uno degli inamovibili).
La scelta potrebbe ricadere su Ercolani, atteso che sia Parodi che Camigliano finora non hanno convinto al centro di una difesa che ha tremendamente balbettato e che resta una delle più perforate del girone. Con Salines riportato sul centro-destra, potrebbero rilanciarsi le quotazioni di Silvestro come quinto di centrocampo, mentre sull’altro versante Felicioli (finora evanescente) potrebbe vedersi scalzato da Vezzoni.
In attesa di recuperare Da Riva in mediana, toccherà a Tascone e ad uno fra Gargiulo e Mazzotta (a meno che non ci sia spazio per il baby Pazienza) completare il reparto che più di tutti appare in affanno e per il quale Capuano potrebbe chiedere da subito sostanziosi correttivi sul mercato.
Nell’ipotesi che si passi da subito al 3-5-2, appare evidente che la sfilza di trequartisti giunti dal mercato estivo dovrà essere sfoltita e in avanti al fianco ad un Murano che va rigenerato e servito per quelle che sono le sue caratteristiche potrebbe trovare spazio in pianta stabile uno fra Zunno e Orlando. Che in coppia nei secondi 45’ ad Avellino hanno dato la scossa.
Tempi duri invece per Emmausso e Millico, i due giocatori di maggiore talento presenti in rosa, e che improvvisamente potrebbero finire nel dimenticatoio. Il primo per ragioni tecniche (ma anche comportamentali), il secondo invece per via di una condizione che lascia molto a desiderare e che non è detto non sia collegata al grave infortunio patito dal fantasista nello scorso aprile.
Tante, dunque, le gatte da pelare per Capuano, che all’orizzonte vede profilarsi il derby col Taranto, che rappresenta il suo più recente passato. Mini-rivoluzione in arrivo, scommettiamo?
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